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96_813
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Sacra Famiglia con San Giovannino

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Largo Porta S.Agostino, 337 – Modena (MO)

dipinto

tela/ pittura a olio
cm
60(a) 74,5(la)
sec. XVII (1650 – 1650)

n. 101

Già attribuito a Carlo Bononi, venne riconosciuto a Pier Francesco Cittadini da Carlo Volpe (1980) per i “riferimenti a formule del Reni e dell’Albani e il riflesso di un gusto che è in atto soltanto alla metà del secolo per effetto di congiunture bolognesi-romane” di cui Cittadini è protagonista insieme al pesarese Cantarini. “Anche se qui il tono è più dimesso e, quasi, di occasione — notava ancora Volpe —, come se l’operetta fosse stata eseguita per la stanza privatissima di una monaca o di qualche confratello, la misura del segno, morbido e stemperato nel lume argentino come in uno zelante reniano, l’accento umanissimo della favola religiosa e il classicismo spoglio, non ancora neo-veneto, che ne accerta la superstite dolce sincerità, indicano con ricchezza di elementi nessun altri che il Cittadini di ritorno da Roma verso il ‘50” (per la datazione del soggiorno romano di Cittadini, ricordato dalle fonti: RICCOMINI 1961, p. 366). Impeccabili risultano i collegamenti istituiti dallo studioso con altre opere note del pittore milanese al fine di convalidarne l’attribuzione: dall’Agar e l’angelo della Gemäldegalerie di Dresda, dove la donna presenta una fisionomia del tutto sovrapponibile a quella della Vergine, alle scene effigiate al centro di sontuose ghirlande di fiori e frutti nelle Allegorie delle quattro stagioni, ora divise tra la Galleria Estense di Modena e le Collezioni Comunali d’arte di Bologna (BENATI, in La natura morta … 2000, p. 86). Che del resto la produzione di piccoli dipinti a soggetto sacro o mitologico non costituisse un’eccezione per il maggiore dei Cittadini non è solo accertato dai reperimenti inventariali (MORSELLI 1998), ma anche dalle opere che si sono di recente aggiunte numerose al suo corpus (BENATI, in Tesori ritrovati… 1998, p. 116 n. 28). Studiato e apprezzato per lo più come pittore di nature morte (del tutto secondaria appare attualmente la sua attività nel campo del ritratto, un tempo giudicata prevalente), Pier Francesco Cittadini si rivela, come ben sottolineava Volpe, una personalità importante per l”inizio di quella mentalità che è responsabile di certa produzione devota e anti-barocca, ma neppure impostata con i toni sopracuti del classicismo reniano, che a Bologna negli anni cinquanta e oltre prevarrà nella produzione della Sirani, di Giovanni Maria Viani e di molti altri fra i quali, con altre impazienze mentali, il primo Pasinelli”.

Bibliografia Benati D./ Peruzzi L. (a cura di)
Musei Civici di Modena. I dipinti antichi
Modena
Franco Cosimo Panini Editore
2005
pp. 123-124

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