
1848/ 1915
notizie terzo quarto sec. XIX
notizie seconda metà sec. XIX
manifattura italiana
medagliere
n. Sala III (Achille Cantoni), n. 106
n. Sala Cantoni, n.92
In un'unica cornice, fotoritratto (352a) in bianco e nero (che riporta in basso l'indicazione a stampa del fotografo) e nove medaglie, fissate al cartoncino marrone di supporto attraverso fermacampioni in ottone. Da sinistra, la prima medaglia (352b), in bronzo con nastrino blu completo di sette barrette (1859, 1860-61, 1866, 1867, 1870-71, 1873-74, 1876-77), mostra al diritto il busto di Garibaldi rivolto di tre quarti a sinistra (a destra del busto la firma "P. FERREA GENOVA"); la seconda (352c) è una croce, in bronzo con nastrino bianco e blu, che mostra al rovescio una stella raggiata a cinque punte; la terza (352d), in bronzo con nastrino bianco e rosso, presenta al diritto un busto virile rivolto a destra di tre quarti e circondato dall' epigrafe in caratteri cirillici "NIKOLA I. KNYAZ CRNOGORSKI" (Nicola I Principe del Montenegro); la quarta (352e), in argento con nastrino rosso, blu e bianco, mostra al rovescio lo stemma serbo e l'epigrafe in serbo " ZA CHRABROST" (Al coraggio) entro rami di alloro e quercia; la quinta (352f), in bronzo con nastrino giallo e rosso, presenta al diritto lo stemma di Roma sovrapposto ad una corona di quercia e a due fasci littori e sormontato dalla Lupa romana (sotto lo stemma la firma "CM"); la sesta (352g), in bronzo con nastrino tricolore, mostra al diritto un profilo maschile rivolto a sinistra e intorno l'epigrafe "VITTORIO EMANUELE" limitata da stelle a sei punte e divisa da rosetta centrale; la settima (352h), in argento coniato e nastrino tricolore, mostra al rovescio la personificazione dell'Italia attorniata dalla legenda "GUERRE PER L'INDIPENDENZA E L'UNITA' D'ITALIA"; l'ottava (352i), è la medaglia precedente, ma presentata al diritto, in cui appare al centro un profilo maschile rivolto a sinistra e nel giro la scritta "VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA"; la nona (352l), in argento con nastrino tricolore, presenta un profilo maschile rivolto a sinistra e nel giro la scritta "UMBERTO I RE D'ITALIA".
Fotoritratto in divisa e onorificenze appartenute al forlivese Agostino Landini (1837-1908), daziere e volontario nella Seconda Guerra d'Indipendenza del 1859 e nelle campagne del 1860 a Milazzo, del 1867 a Mentana, del 1873 in Spagna e del 1876 in Serbia. Il fotoritratto (352a) fu scattato presso lo studio Casali, aperto in via Bufolini a Forlì dopo il 1870. La prima medaglia (352b) presenta al diritto l'effige di Garibaldi, commissionata nel 1907 allo scultore e medaglista genovese Pietro Ferrea (1848-1915), per ricordare il centenario della nascita dell'eroe; essa venne utilizzata in diverse medaglie: quella in esame è probabilmente quella coniata nel 1910 per il 50° anniversario della Spedizione dei Mille, che presenta nel rovescio, sotto lo stemma della città di Genova, una targa con l'epigrafe " 1860 V MAGGIO 1910 " e la dedica "GENOVA AI MILLE". La seconda (352c) è la Croce al Merito di Guerra, istituita alla fine della Prima guerra mondiale (1918) e concessa a tutti i combattenti che prestarono servizio per un intero anno di guerra; essa presenta sul diritto, in posizione centrale, la scritta "MERITO DI GUERRA" tra il monogramma di Vittorio Emanuele III nel braccio superiore (sostituito dopo il 1946 da quello della Repubblica Italiana) e il gladio romano avviluppato da un serto d'alloro nel braccio inferiore. La terza (352d) e la quarta (352e) testimoniano l'impegno prestato da Landini in aiuto alle popolazioni slave contro il nemico turco (di esse però si conosce solo il lato esposto): la prima presenta infatti l'effige di Nicola I, dapprima "Knjaz" (Principe) dal 1860 al 1910 e poi re del Montenegro fino 1918, quando fu esiliato in Francia; la seconda dovrebbe essere la Medaglia al Valore Serba conferita al forlivese per aver partecipato alla guerra dichiarata all'Impero Ottomano nel luglio del 1876 dalla Serbia e dal Montenegro. La quinta (352f) è la Medaglia della Liberazione di Roma, istituita nel 1870 e conferita a coloro che collaborarono alla difesa dell'Urbe dal 1849 al 1870 e ai militari del Regio Esercito che presero parte alle operazioni nell'Agro Romano (1870); essa è firmata dall'incisore Cesare Moscetti sul diritto (in basso le iniziali "CM") e presenta sul rovescio l'epigrafe "Roma, rivendicata ai suoi liberatori", entro corona di quercia e sotto alla stella beneaugurante d'Italia. Per la sesta (352g), raffigurante Vittorio Emanuele II (1820-1878), non si sono trovati confronti utili (anche perchè non è stato possibile vedere il rovescio), ma il buco per la sospensione, realizzato direttamente sul disco, fa ipotizzare che in origine si trattasse di una moneta; particolare il fatto che non compaia nell'epigrafe il titolo regale. La settima (352h) e l'ottava (352i) presentano i due lati della Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza, istituita da Vittorio Emanuele II di Savoia poco dopo l’Unificazione d’Italia (Regio Decreto del 4 marzo 1865 n. 2174) con l'intento di celebrare quanti avessero contribuito alla costituzione del Regno d'Italia, prendendo parte alle campagne della Prima guerra di indipendenza del 1848-49, della Seconda guerra di indipendenza del 1859 e della Spedizione dei Mille del 1860-61. Successivamente la concessione di questa medaglia venne estesa anche a quanti parteciparono alla Terza guerra d'indipendenza del 1866 e agli altri scontri che portarono alla presa di Roma del 1870. Per indicare la campagna militare per la quale era stata conferita la decorazione si applicava sul nastrino una o più fascette argentate, decorate ad alloro fruttato inframmezzato dall'incisione degli anni di campagna in cui si era prestato servizio. Sotto il collo di Vittorio Emanuele II si trovava abitualmente la firma dell'incisore, di solito Demetrio Canzani, ma in questo caso non si è travata traccia di essa. La nona (352l) è Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza, coniata per volere di re Umberto I poco dopo l’ascesa al trono (Regio Decreto del 26 aprile 1883) per celebrare l’Unità d’Italia e l'operato del padre, Vittorio Emanuele II. Fu consegnata a tutti coloro che combatterono in almeno una delle guerre per l'Indipendenza e l'Unità d'Italia degli anni 1848, 1849, 1859, 1860-61, 1866, 1870, oppure nelle campagne d'Oriente negli anni 1855-56, nella spedizione di Sapri del 1857 o nell'impresa dell'Agro Romano nel 1867. Il decreto prevedeva che la medaglia fosse distribuita gratuitamente ai militari presenti in servizio nel 1883; per gli altri invece il prezzo d'acquisto dalla Zecca di Roma era di L. 4,60. La medaglia fu disegnata da Filippo Speranza ( ne esiste però una variante di L. Giorgi F.), ma anche in questo caso non si è riscontrata la firma dell'incisore.
Tipologia: timbro a inchiostro
Identificazione: Biblioteca Comunale di Forlì
Posizione: retro, sul cartoncino, a destra
Descrizione: Timbro a inchiostro nero, formato da due cerchi concentrici: nel più esterno si legge "BIBLIOTECA COMUNALE" con due rosette ai margini, mentre al centro "FORLI'".