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cimelio

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Corso Garibaldi, 96 – Forlì (FC)

manifattura italiana

cimelio

cartoncino ,
legno dorato
mm
265(a) 195(la) 15(p)
sec. XIX (1860 – 1860)

n. Sala III (Achille Cantoni), n. 107

n. Sala Cantoni, n. 106

Cartoncino scritto a mano su rigatura a matita, che sembra celebrare lo sbarco a Talamone di Telemaco Zambianchi, volontario nella Spedizione dei Mille.
In realtà nelle testimonianze forlivesi si è trovata traccia solo di Callimaco Zambianchi (Forlì, 1811- Buenos Ayres, 1860), a cui probabilmente l'oggetto fa riferimento. Callimaco Zambianchi, dopo aver preso parte ai moti del 1831 e alla battaglia del Monte in Cesena del 1832, emigrò prima in Francia col fratello Eugenio, per poi partire nel 1843 per l'America del Sud, sbarcando a Montevideo dove conobbe Giuseppe Garibaldi. Entrò quindi nella Legione Garibaldina, venendo promosso ufficiale dopo la battaglia di Sant'Antonio. A seguito di Garibaldi tornò dunque in Italia nel 1848, combattendo ai suoi ordini in Lombardia; l'anno seguente accorse alla difesa di Roma, comandando i Finanzieri Mobili col grado di Maggiore. Gli storici del Risorgimeno che lo menzionano, ricordano di lui soprattutto la brutalità del carattere, che lo rese inviso a molti dei suoi commilitoni e che spinse nel 1849 il Ministero della neonata Repubblica Romana a opporsi al suo coinvolgimento nello Stato Maggiore di Garibaldi e alla sua promozione a Capitano (grado che alla fine gli venne comunque riconosciuto). Dopo la caduta della Repubblica Romana, alla cui estrema difesa aveva combattuto strenuamente rimanendo ferito a un piede, Zambianchi seguì Garibaldi nella ritirata verso San Marino, dove venne curato; da lì non appena ristabilito raggiunse la Toscana, salpando poi per la Francia. Nel 1860 raggiunse Giuseppe Garibaldi a Talamone (nel comune di Orbetello, in provincia di Grosseto), dove il generale, a capo della spedizione dei Mille che da Marsala avviò la sua marcia trionfale per tutta la Sicilia, fece sosta il 7 e 8 maggio del 1860 per rifornirsi di armi. In quest'occasione Garibaldi decise anche di far partire una colonna di volontari verso il confine romano, al fine di provocare un’insurrezione nello Stato Pontificio e affidò il comando proprio al forlivese. La spedizione però non ebbe successo, la colonna venne sciolta in Toscana e lo stesso Zambianchi venne arrestato per ordine di Cavour. Dopo alcuni mesi di detenzione, duranti i quali si ammalò gravemente, venne liberato con l'obbligo di imbarcarsi verso l'America, morendo infine sul piroscafo in vista di Buenos Ayres nel 1860.

Altre informazioni

Trascrizione: SALA CANTONI 106
Tipo di caratteri: corsivo
Tecnica di scrittura: a penna
Trascrizione: Nella spedizione / dei Mille / Telemaco Zambianchi / di Forlì / sbarcato a Talamone

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