
cultura Chimú, costa settentrionale, Perù
tessuto ad arazzo
n. 30112
Frammento di tessuto ad arazzo decorato con elementi geometrici e zoomorfi policromi (volpi) con frange.
La decorazione principale è resa da una serie di raffigurazioni traslate alternate di animali (volpi) visti nella norma laterale e di batraci visti di fronte, sotto una banda composta da file parallele di cerchietti con croce interna; tra la banda e la frangia, 5 righe a colore pieno nei colori grigio-azzurro e diverse sfumature ocra.
Arazzo a stacchi di auchenide costituito da due parti (frammenti) cucite fra loro in modo grossolano longitudinalmente con filo di cotone bianco. Gli orditi sono completamente ricoperti dalle trame, il cui filo attraversa tutto il tessuto quando il progetto decorativo prevede una continuità di colore e uniformità (lanciato); le trame tornano invece su sé stesse (stacchi) in quelle sezioni che richiedono un cambiamento di colore. Gli stacchi sono funzionali a realizzare e delineare il motivo decorativo e le frange.
Tela composta da 2 parti di tessuto ad arazzo eccentrico a 2 dritti con stacchi e frangia tessuta; il rovescio è ben definito, senza slegature di trama; ordito in coppia in auchenide a 2 capi (Z-2S) colore nocciola; trama in auchenide a 2 capi (Z-2S) di colore nocciola, marrone, celeste, bianco e amaranto; le 2 porzioni di tessuto sono cucite con filo bianco di auchenide a 2 capi (Z-2S).
Nel frammento ricucito a destra, la volpe risulta ruotata di 180° rispetto alle altre: può trattarsi dell'unione di due parti non consequenziali (ad es. una parte della bordura opposta) oppure l'accostamento voluto di una figura rovesciata per ricercata asimmetria, forse a scopo magico (cfr. MIC inv. n. 30101).
Le volpi sono la raffigurazione del cosiddetto "animale mitologico lunare", caratterizzato da bocca spalancata, grande occhio, orecchio eretto e grossa coda folta, le zampe anteriori in atteggiamento "orante", la testa rivolta all'indietro, il pelame ventrale a forma di losanga (cfr. anche MIC, inv. n. 30107); questo animale mitologico è particolarmente importante nell'Iconografia vascolare Recuay (De Bock, p. 70; 1467, p. 287 n. 328), Casma e Chimu. E' generalmente collegato al culto lunare ed è associato a vari tipi di animali: la volpe (De Bock, p. 70 n.24), un roditore tipo vizcacha o chinchilla (D'Harcourt, pl. 22A-B; Textiles Andes, n.39), un felino (Desrosiers-Pulini, p. 161 n.117; Carrion Cachot, p. 31 fig. 13) oppure un cane (Carrion Cachot, p. 55 fig. 38).
I batraci sono caratterizzati dalla testa schiacciata con grandi occhi laterali e dagli arti nel caratteristico atteggiamento natatorio; rana e rospo simboleggiano la fertilità del raccolto agricolo (De Bock, ibid.); la loro raffigurazione si ritrova anche nell'Iconografia Nasca sia tessile (O'Neale-Kroeber, pl. 16-17d), sia vascolare (Pre Columbian Art-1-1988, 249 n.271). In una bordura illustrata in Amano (Textiles Andes, p. 40 n.27), sono raffigurate rane sulla cui testa se ne nota una seconda alternativamente felinica ed umana.
Il motivo della croce trova le sue radici iconografiche nelle culture Chavin e Pucara, dove è associato al felino e può essere rappresentativo dei 4 punti cardinali oppure essere riferito alle stelle; nel suo insieme, la banda di croci parrebbe rappresentare la volta stellata, ovvero il corpo del serpente cosmico, che sovrasta le figure "oranti" dell'"animale lunare" e del batrace. Nella cosmogonia precolombiana un posto importante era occupato da alcuni astri, a parte il Sole e la Luna, divinità principali il primo sull'altopiano, la seconda sulla costa. Tra gli astri e le costellazioni erano osservati in modo particolare le Pleiadi, alla cui prima comparsa era associata una grande festa (oncoymita) imperniata sul culto del lama protettore del raccolto; Orione, detto anche "gregge di lama maschi"; una stella della costellazione dell'Ariete (choquechinchay), detta anche "felino luminoso", il cui sorgere annuncia l'arrivo dell'estate e delle piogge; la Lira (urcuchillay) detta anche "lama maschio", protettrice del raccolto; il Cigno (catachillay e uñachillay) detta anche "lama femmina con il suo redo"; ad altri astri erano poi associati serpenti e vari animali feroci (Lopez Rivas, cfr.; Carrion Cachot, cfr.).
Bibliografia
Textiles of the Andes
San Francisco (USA)
Heian
1979
p. 40 n. 27, n. 39
Bibliografia
De Bock Edward K.
Moche
Leiden
1988
p. 70 n. 24
Bibliografia
Pre-Columbian Art
Sotheby’s
New York
1988
p. 287 n. 328, p. 249 n. 271
Bibliografia
D’Harcourt R.
Textiles of ancient Peru and their techniques
Seattle
1977
Bibliografia
Desrosiers S./ Pulini I.
Tessuti Precolombiani, Musei Civici di Modena
Modena
Panini
1992
p. 161 n. 117
Bibliografia
Carrion Cachot de Girard R.
La religion en el antiguo Peru
Lima
1959
pp. 31, 55
Bibliografia
O’Neale L./ Kroeber A.L.
Textile periods in ancient Peru
University of California Publications in American Archaeology and Ethnology
Berkeley
1930
Bibliografia
Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Casali C./ Mazzotti V. (a cura di)
Guida al Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Misterbianco
EMIL edizioni
2016
p. 33