
La litografia è tratta dalla copertina del libro Bemberg e l'arte di Gruau, in cui è presente anche all'interno. Nella costruzione della figura, creata da un corposo segno nero spiraliforme, è evidente l'ispirazione all'arte giapponese, ovvero una delle componenti del linguaggio figurativo di Gruau.
La stampa fa parte di un gruppo di 51 litografie, di diverse dimensioni e riproducenti noti soggetti di campagne pubblicitarie, donate dall'autore all'Assessorato alla Cultura di Rimini nel 2000. La donazione Gruau, piuttosto consistente, comprende inoltre 1 bozzetto, 26 cartoline, 5 dipinti, 3 disegni, 88 manifesti, 1 pannello pubblicitario, 53 affiches, 3 oggetti in tessuto.
René Gruau, al secolo Renato Zavagli Ricciardelli delle Caminate, nacque a Rimini nel 1909 in una villa sul colle di Covignano. Visse in città soltanto nel periodo della sua giovinezza e durante le stagioni estive. In tale periodo apprese i primi rudimenti pittorici dall'artista riminese Gino Ravaioli, che rimase colpito dai suoi disegni; di innato talento, egli non frequentò mai scuole artistiche, ma fin da piccolo disegnò moltissimo, traendo spunto, in particolare, dalle riviste di moda della madre. Di nascita parigina, la madre Marie Gruau, con la sua passione per la vita mondana e l'eleganza, influì notevolmente sulle scelte artistiche del figlio: separatasi ben presto dal marito, si trasferì con lui a Milano e nella capitale francese. La carriera artistica di Gruau si sviluppò a partire dagli anni '30 nel campo della moda; in particolare egli si dedicò all'ideazione di copertine di importanti riviste del settore e di manifesti pubblicitari per le grandi case parigine, fra cui, a partire dal secondo dopoguerra, la maison Dior. Con questa diede vita ad un lungo sodalizio artistico, che si ripetè per qualche altra importante ditta, fra cui l'industria tessile italiana Bemberg. Dal secondo dopoguerra divenne uno dei più ricercati ideatori di immagini pubblicitarie, grazie alle sue figure raffinate e sorridenti – di sovente create da una linea estremamente evocativa che ne traccia la sola silhouette – ed ai tre colori dal lui prediletti, ovvero bianco, nero e rosso. A differenza del linguaggio pubblicitario attuale, che mette in evidenza il prodotto, Gruau ha sempre disegnato una situazione che rimanda all'oggetto. Per sua stessa ammissione, l'immagine creata risulta essere il frutto di un lungo lavoro di elaborazione di numerosi schizzi.
Bibliografia
Barzini B.
Bemberg e l’arte di Gruau
Brunello
Bemberg
1995
p. 126
Bibliografia
Reineking G. (a cura di)
René Gruau 40 Jahre Modegraphik
Colonia
Druckerei Locher
1990
pp. 2-19
Bibliografia
Pollarini A. (a cura di)
René Gruau Un riminese a Parigi
Milano
Electa
1993
pp. 11-28
Bibliografia
Baudot F.
Gruau
Firenze
Octavo (Franco Cantini)
1998
pp. 5-13
Bibliografia
Bargiel R./ Nissen S.
René Gruau
Paris
Le cherche midi
1999
pp. 24-77
Bibliografia
René Gruau. Rimini Museo della Città 15 dicembre 2000
Rimini
Ramberti Arti Grafiche
2000
pp. 5-23