
Il museo riunisce la raccolta di Ferdinando Cospi, quella del marchese Luigi Ferdinando Marsili, il fondo Pelagio Palagi e un rilevante nucleo di testimonianze relative alla vita medievale bolognese. Si inserisce fra queste il grande piviale ricamato con scene della vita di Cristo e della Madonna proveniente dal cittadino convento di San Domenico, eccezionale esempio di opus anglicanum, ovvero di quella raffinatissima produzione che si sviluppò in Inghilterra fra Duecento e Trecento. La ricchezza e la varietà dell'apparato decorativo, ancora perfettamente leggibile grazie alle condizioni di conservazione relativamente buone, ne fanno un documento di eccezionale valore storico ed artistico, fonte di ispirazione per numerosi artisti bolognesi del Trecento e del primo Quattrocento.
Sono attualmente conservati in deposito i numerosi tessuti che erano in parte già stati esposti nell'allestimento storico del Museo Civico come testimonianza di un settore delle arti applicate o industriali di grande successo alla fine dl XIX secolo. Fanno parte del patrimonio tessile del Museo Civico anche numerosi frammenti ordinati in una sorta di campionario a fogli che, unitamente ai precedenti, esemplificano le principali tipologie tessili, tecniche e decorative, dal Quattrocento al Settecento. E' in corso lo studio analitico della singolare raccolta i cui materiali sono stati sottoposti ad un intervento di restauro conservativo grazie a finanziamenti dell'Istituto Beni Culturali (2010-2011) in previsione dell'allestimento di una nuova sezione del museo interamente dewdicata ai tessili antichi. La collezione è il fruitto di numerose donazioni avvenute tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, le più cospicue delle quali furono effettuate da Leopoldo Lambertini (1881) e dagli eredi di Francesco Silvestrini (1901). I due collezionisti furono in contatto e scambiarono materiuali col conte Luigi Alberto Gandini , motivo per cui numerosi frammenti del Museo Civico Medievale trovano riscontro nella collezione del Museo Civico d'Arte di Modena. Di particolare interesse è il modo in cui si presentano i campioni della raccolta Silvestrini, il cui riordino fu compiuto dallo stesso Gandini nel 1903.
Pubblicazioni
Cuoghi Costantini M., Silvestri I. (a cura di), Il filo della storia: tessuti an
tichi in Emilia Romagna, Bologna, CLUEB, 2005, pp. 200-206, 276.
Pubblicazioni Bignozzi Montefusco F., Il piviale di San Domenico, Bologna, 1970.
Pubblicazioni Rizzi A., in Duecento. Forme e colori del Medioevo a Bologna, a cura di Medica M., catalogo della mostra (Bologna), Venezia 2000, scheda n. 127, pp.385-389
Pubblicazioni Battistini S., Gandini e il collezionismo tessile bolognese, in La collezione Gandini. Tessuti del Medioevo e del Rinascimento, a cura di Cuoghi Costantini M. e Silvestri I., Bologna 2010, pp.29-34
paramenti sacri, frammento di tessuto, ricami
Altre informazioniArea di provenienzaItalia Inghilterra Europa
Via Manzoni, 4