
La documentazione tessile della sezione archeologica espone strumenti legati alle attività di filatura e tessitura provenienti soprattutto dalle terramare di Montale, oltre a tre fibule etrusche in ferro che presentano sulla faccia esterna frammenti mineralizzati di tessuto per la diffusione di ossidi ferrosi nel terreno di giacitura. Si segnala inoltre che durante gli scavi condotti a Modena nel 1947 nelle fondazioni del cinema Odeon in piazza Matteotti, fu rinvenuto un sarcofago in marmo d'epoca tardo romana, unico conservato, dove erano deposti cinque individui avvolti in tessuti di cui uno con il capo cinto da una benda intrecciata con fili d'oro. Di questi reperti, purtroppo, sono pervenuti a noi pochi e minimi elementi quasi polverizzati, come pure di un altro frammento piccolissimo di tessuto inglobato su un laterizio, venuto alla luce durante gli scavi della necropoli tardo romana di piazza XX Settembre effettuati nel 1996.
La sezione etnologica, costituitasi tra il 1875 e i primi decenni di questo secolo con materiali provenienti da diverse aree geografiche (America del Sud, Perù, Africa, Nuova Guinea, Asia), è documentata da reperti tessili interessanti tutti ascrivibili alla seconda metà dell'Ottocento, come i tessuti di rafia dell'Africa centrale – un'amaca e un perizoma intrecciati in fibra vegetale (il secondo ornato con perline di vetro) di provenienza amazzonica – e come il nucleo variopinto di ornamenti plumari e un suggestivo abito marziale di guerriero giapponese. A fronte di questi materiali esposti, ne sono conservati altri nei depositi, tra cui si segnala una pareo di Tahiti e varie stoffe di corteccia provenienti dall'Oceania, un kimono giapponese, capi d'abbigliamento indiani corredati di accessori e un costume bulgaro.
Su tutti domina la raccolta di tessuti precolombiani per consistenza e varietà di materiali. I 603 manufatti esposti e studiati nel catalogo scientifico del 1992, appartenenti a due raccolte storiche museali, la Boccolari-Parenti e la Mazzei-Tacchini, acquisite dal museo rispettivamente nel 1875 e nel 1897 e arricchite da integrazioni successive, fanno riferimento ad un lungo periodo compreso tra il Periodo Intermedio Antico 200-600 a.C. e l'epoca Inca (dalla metà del XV secolo alla Conquista spagnola) e provengono da un'area geografica concentrata di prevalenza nella costa centrale peruviana e nella necropoli di Ancòn. Il cospicuo corpus di materiali conservato e costituito per la maggior parte da frammenti tessili, ma anche da abiti (perizomi, scialli), da utensili, da filati in lana e cotone attestati nei diversi stadi della loro lavorazione, da oggetti ritrovati in corredi funerari costruiti con fibre e filati (bende, copricapi, buste, borse per coca, bambole, cestini da lavoro), evidenzia i tratti peculiari dell'antica cultura tessile andina.
Pubblicazioni
Cuoghi Costantini M., Silvestri I. (a cura di), Il filo della storia: tessuti an
tichi in Emilia Romagna, Bologna, CLUEB, 2005, pp. 48,49, 269.
Pubblicazioni Desrosiers S., Pulini I., Tessuti precolombiani, catalogo a cura dei Musei Civici, Modena, 1992.
attrezzi per la tessitura, attrezzi per la filatura, frammento di tessuto, tessuti ornamentali, amache, abiti, costumi, accessori d'abbigliamento, bende, utensili, borse, bambole, cestini, abiti da guerriero
Altre informazioniArea di provenienzaItalia America Latina Africa Asia Oceania Perù Giappone Nuova Guinea Europa
Largo Porta S.Agostino, 337