
manifattura Cozzi, Venezia, Veneto
gruppo plastico
n. 30332
Gruppo policromo rappresentante un ottomano a cavallo che sovrasta un uomo, forse un mamelucco d'Egitto, su una base ovale.
L'attribuzione alla manifattura veneziana di Geminiano Cozzi avviene sulla base dell'impostazione del gruppo, dei suoi colori, ma, prevalentemente, per la figura sottomessa a terra, utilizzata in posizione pressoché analoga da Cozzi in altre sculture. Si rammenta, ad esempio, un gruppo con Sileno e altri satiri, già collezione Imbert (SAN MARCO CASA D'ASTE SPA 2010, lotto 24), riportata anche dallo Stazzi (STAZZI 1981, p. 242, tavv. 78-79) e da questi attribuita ad un giovane Filippo Tagliolini (1745-1809).
Niente di preciso ad oggi si è riusciti a scoprire sulla permanenza veneziana di quello che diventerà uno dei massimi scultori neo-classici in porcellana alla Real Fabbrica Ferdinandea di Napoli, come pure scarsi sono i riferimenti del suo lavoro a Vienna.
Se dunque si accettasse l'ipotesi proposta dallo Stazzi, tutto il gruppo potrebbe ascriversi alla mano del Tagliolini, anche se non abbiamo alcun documento in tal senso.
La manifattura Cozzi, poi, esegue anche altre gruppi di carattere "turchesco" con evidenti similitudini nella tipologia degli abiti, a dimostrazione che il tema era presente nelle produzioni della fabbrica veneziana. Negli elenchi di produzione della manifattura che risalgono al 1783, però (ASVe, Inquisitorato alle Arti, b.98, fasc. Majoliche, Porcellane, e Terraglie Fabbrica di Venezia, fasc. Terminazioni 1781-1785), non sono riportati gruppi di queste tipologie, anche se, spesso, i riferimenti sono assai vaghi come, ad esempio, quello ai "Gruppi mezzani" (ibidem, p. 14). Se, però, si ipotizzasse il legame con il Tagliolini questo gruppo deve essere considerato antecedente all'inventario del 1783 e, quindi, databile, nel periodo iniziale di produzione. Anche la figura del cavallo è presente nella produzione della fabbrica veneziana (si veda ad esempio, il gruppo conservato al Metropolitan Museum of Art a New York, inv. n. ES 6523) ed anche il Centauro, mitico essere mezzo uomo e mezzo cavallo, presente in una raccolta privata italiana; proprio i "Cavalli", vengono riportati nel sopracitato elenco (ibidem, p. 14).
Pur senza aver identificato una precisa fonte iconografica, la figura del cavaliere sembra riconnettersi a quella di un ottomano per il tipo di copricapo indossato, in particolare a quella di Yavuz Sultan Selim I, detto "il ponderato" (1470-1525), raffigurato nella sua campagna in Egitto compiuta tra il 1514 ed il 1517. Da notare che Selim I non si scontrò mai con le potenze europee, anzi rafforzò le sue alleanze con Venezia e il Regno d'Ungheria, allargando i loro privilegi commerciali. Ad ulteriore conferma della possibilità che si tratti proprio del Sultano Selim I si noti che la figura impugnava con la mano destra una scimitarra, oggi mancante.
Bibliografia di confronto:
F. STAZZI, Le porcellane veneziane di Geminiano e Vincenzo Cozzi, Venezia 1981, p. 242, tavv. 78-79;
SAN MARCO CASA D'ASTE SPA, catalogo Asta RARE PORCELLANE ITALIANE, MOBILI, OGGETTI D'ARTE, DIPINTI ANTICHI, Palazzo Giovannelli Venezia, 28 febbraio 2010, lotto 24.
Bibliografia
Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Biancalana A. (a cura di)
Guida alle porcellane europee del 18.-19. secolo
Misterbianco
EMIL edizioni
2018
pp. 68-69