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scatola con coperchio

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Viale Baccarini, 19 – Faenza (RA)

Società Ceramica Richard-Ginori, stabilimento di Doccia, Sesto Fiorentino, Toscana

scatola con coperchio

porcellana
cm
17.6(a) 14.5(la) 11(p)
base, diametro, 10.5 cm
sec. XX (1930 – 1930)

n. 20049

Vaso cilindrico rastremato superiormente con breve collo a bordo espanso e con fondo concavo. Sulla parete verticale due piume a rilievo che fungono da presa. Coperchio con presa a pistillo. Sulle due facce opposte una creatura alata con il corpo infantile senza braccia e un volatile identificabile con una fenice. Decorato in oro segnato a punta d'agata su fondo blu cobalto.
Marcato e firmato sul fondo.

La forma del contenitore (mod. 632s), di cui al Museo di Doccia esiste una variante a sezione ovale, risale probabilmente al 1927 e allude alla tipologia del vaso portatè in uso nel XVIII secolo. Ponti rivisita questo tipo di oggetto intrecciando numerosi riferimenti alla tradizione più nobile dell'arte della porcellana. Sia la forma delle prese a piuma, che l'abbinamento blu di cobalto e oro s'ispirano infatti a porcellane di Sèvres di epoca Impero. La forma delle prese è un elemento che ricorre anche in altri vasi disegnati da Ponti per Doccia ed è ripresa puntualmente dai rinfrescatoi di un servizio da dessert di Sèvres appartenuto a Elisa Baciocchi e oggi conservato al Museo delle porcellane di Boboli a Firenze.
Il fondo blu scuro, che l'architetto milanese nelle lettere chiama 'blu Sèvres', dà risalto alle decorazioni eseguite con la raffinata tecnica tradizionale dell'oro segnato con la punta d'agata. Ponti presenta per la prima volta oggetti decorati in oro agatato su fondo blu alla Triennale del 1930.
I decori con figure alate sono frequenti nell'iconografia pontiana a volte con riferimenti al mondo classico altre a un più indefinito immaginario fantastico. Il volatile qui raffigurato è stato identificato come fenice da Maria Teresa Giovannini sulla base di una nota autografa di Gio Ponti del 10 gennaio 1930 conservata presso l'Archivio del Museo di Doccia. Lo stesso motivo si trova anche sulla tesa di un piatto appartenente al servizio Ala (Museo di Doccia inv. 3644).

Bibliografia Bojani G.C./ Piersanti C./ Rava R. (a cura di)
Gio Ponti. Ceramica e architettura
Firenze
Centro Di
1987
p. 27, n. 7

Bibliografia Giovannini M. T.
La tradizione sposa la modernità: le ceramiche di Doccia disegnate da Gio Ponti. Uno studio iconografico.
Firenze
2006-2007

Bibliografia Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Bentini J. (a cura di)
Faïence. Cento anni del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Torino
Umberto Allemandi & C.
2008
pp. 230-231, n. 86

Bibliografia Casali C. (a cura di)
La scultura ceramica all’epoca di Adolfo Wildt. Un percorso nella Collezione del ‘900 del MIC di Faenza
Catenanuova
Ediemme Gruppo Editoriale
2011
p. XVII, n. 66

Bibliografia Giovannini M. T. / Frescobaldi Malenchini L. / Rucellai O.
Gio Ponti. La collezione del Museo Richard-Ginori della Manifattura di Doccia
Falciano
Christian Maretti
2015
p. 420, n. 333 e p. 147, n. 55

Bibliografia Amici di Doccia
La collezione del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Amici di Doccia – Quaderni
Firenze
Polistampa
2022
p. 77

Altre informazioni

Tipo di caratteri: corsivo
Tecnica di scrittura: a decalcomania
Trascrizione: GIO PONTI

Altre informazioniStemmi, emblemi e marchi

Tipologia: marchio
Posizione: sotto la base
Descrizione: timbro in verde sotto vetrina RICHARD-GINORI/ con tre stelle/ [numeri illeggibili]

Tipologia: marchio
Posizione: sotto la base
Descrizione: a decalcomania cartiglio in oro con dicitura RICHARD-GINORI/ PITTORIA/ DI DOCCIA

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