
Bellaria-Igea Marina
Nato a Senigallia da padre romagnolo, medico condotto, trascorreva la sua giovinezza a Rimini. Frequentava poi il Convitto Nazionale Foscarini a Venezia, fra il 1875 e il 1882, e si laureava in lettere a Bologna con Giosue Carducci. Esordiva con i suoi primi testi a partire dal 1893. Nel 1925 firmava “Il Manifesto degli Intellettuali Fascisti” promosso dal filosofo e senatore Giovanni Gentile. Nel 1929 diventava Accademico d’Italia. Scrittore e giornalista molto famoso, a cavallo fra Ottocento e Novecento, viene ricordato in particolare per il suo reportage in bicicletta da Milano a Bellaria intitolato “La lanterna di Diogene”.
Casa Rossa è il villino in cui lo scrittore Alfredo Panzini (1863-1939) trascorreva le vacanze. Personaggio di spicco del panorama letterario italiano degli anni a cavallo tra le due guerre mondiali, allievo di Carducci, attraverso le paure e le incertezze dei suoi personaggi Panzini testimonia il tribolato passaggio dalla società agraria tradizionale, ancorata agli antichi valori di onestà, modestia e cultura, al mondo industrial-capitalistico. Nella sua estrema semplicità e modestia, la costruzione esprime lo spirito autentico del proprietario. Gli affreschi riportati allo stato originario così come li commissionò lo scrittore nei primi anni del Novecento riprendono i nuclei tematici dell'arte panziniana: il mondo classico (l'anfora e il tempio ellenistico), la natura (il mare), la letteratura (il ritratto di Dante che domina il soffitto di una delle camere da letto), il viaggio (il treno). In questa cornice impreziosita dagli arredi e dai quadri recuperati, si colloca l'allestimento di Claudio Ballestracci che rielabora con sensibilità alcuni di questi elementi: dalle grandi vele che accolgono i visitatori nella sala d'ingresso, alle ricercate teche a lanterna che custodiscono gli oggetti della vita quotidiana di Panzini, ai continui richiami alla bicicletta (vera protagonista del suo capolavoro “La lanterna di Diogene”).
Accanto alla casa Rossa è presente una casetta dove visse il mezzadro di Panzini, Finotti.
"Di Finotti ci viene presentato l’intero campionario di attività: dall’estirpazione delle erbacce fino all’allevamento delle bestie e la cura della stalla. Panzini dimostra nei riguardi del suo mezzadro una ruvida simpatia, anche se non evita di segnalarne, per esempio nella maniera attraverso cui “governa” la sua famiglia, le spigolosità e le asprezze del carattere." (http://www.casapanzini.it/it/casa/casa_finotti.html)
Paesaggi culturali Panzini trascorse l’infanzia a Rimini e iscrittosi poi alla facoltà di Lettere dell’Università di Bologna, divenne allievo di Giosue Carducci e Francesco Acri. Bellaria, con la costruzione della Casa Rossa e il parco giardino con vegetazione mediterranea che circonda la casa, era un vero rifugio dalla città, dove poter coltivare il suo amore per la semplicità e le amicizie letterarie come quelle con Renato Serra e Marino Moretti, le cui case tutt’ora rimangono una testimonianza importante del clima letterario della Romagna del tempo. È sepolto a Canonica di Santarcangelo a fianco della moglie Clelia.