
Faenza
Dei Milzetti si ha notizia fin dal 1417 e si può ritenere che, nell'arco di poche generazioni, la famiglia avesse raggiunto una posizione ragguardevole fino a ottenere i titoli nobiliari legandosi alle principali famiglie di Faenza. A seguito del terremoto del 1781, il Conte Nicola Milzetti iniziava i lavori di sistemazione del palazzo che venivano portati avanti dal primogenito Francesco con grande attenzione ai dettagli ma dispendio economico. Francesco Milzetti, Cavaliere dell'ordine di Santo Stefano di Toscana, aderiva ben presto al partito filofrancese; era chiamato a far parte del Collegio Elettorale dei Possidenti e, una volta costituito il Regno d'Italia, prendeva in moglie la contessa Giacinta Marchetti degli Angelini. I conti vissero ben poco nel palazzo riccamente decorato di Faenza poiché il Milzetti veniva nominato capitano colonnello della Regia Guardia d'onore trasferendosi a Milano, mentre Giacinta preferiva rimanere a Bologna dove viveva la famiglia d’origine e dove intratteneva un colto salotto culturale. Nonostante il giuramento di fedeltà nelle mani di Napoleone nel 1807, la situazione debitoria del conte Milzetti rendeva necessaria la vendita del palazzo di Faenza. Allo scioglimento della guardia d'onore, Milzetti rimaneva ufficiale e, al crollo delle fortune napoleoniche, si ritirava a vita privata.
Il percorso espositivo si articola attraverso le splendide sale del palazzo, preziosamente decorato ed arredato, che rappresenta la più alta espressione della civiltà neoclassica romagnola, caratterizzata in Faenza da una stagione particolarmente duratura della quale furono protagonisti gli stessi artisti impegnati al cantiere architettonico e decorativo dell'edificio.
Costruito da Giuseppe Pistocchi (1744-1814) nell'ultimo decennio del Settecento sulle case Milzetti danneggiate dal terremoto del 1781, venne completato dall'Antolini che ne ultimò lo scalone monumentale e portò a termine il salone ottagonale al piano nobile, aprendo la grande serliana sul giardino (1800-1801). Gli appartamenti al piano nobile furono decorati da Felice Giani (1758-1823), che affrescò cicli allegorici e mitologici "all'antica" ed episodi di storia romana, condotti a tempera su muro. Databili intorno al 1818, riflettono il fenomeno di lunga durata della cultura neoclassica faentina, rappresentata dalle eleganti decorazioni degli ambienti dell'edificio: il Tempio di Apollo, ovvero il salone ottagonale dedicato al mito del dio del sole ed arredato con mobili disegnati dallo stesso Giani; la sala delle feste, con episodi dell'Eneide, la stanza con le Allegorie della pace e della guerra, l'alcova, la sala del camino con pareti tappezzate con i drappi originari, la stanza nuziale con il Ritorno di Ulisse, il Gabinetto d'amore con l'Allegoria delle stagioni, la straordinaria sala da bagno in stile pompeiano con decorazioni azzurre su fondo nero. Antonio Trentanove e i fratelli Francesco e Giovan Battista Ballanti Graziani eseguirono i bassorilievi in stucco su disegno di Felice Giani. Di particolare interesse il giardino in stile romantico, in parte di proprietà privata.
Paesaggi culturali Paesaggi culturali: Le vite di diversi personaggi storici importanti s’intrecciano attorno a Palazzo Milzetti, i cui travagliati passaggi di proprietà sono conservati nella Biblioteca comunale di Faenza. L’architetto Giuseppe Pistocchi, uno degli artefici della ristrutturazione del palazzo, aveva gareggiato per vincere la commissione del teatro La Fenice di Venezia; arrivato secondo, realizzava il progetto a Faenza adattandolo per il Teatro Masini. L’architetto Giovanni Antolini, rivale del Pistocchi, dopo aver lavorato in tutto il territorio italiano, a fine del ‘700 a Faenza ripristinava lo stato di navigabilità del Canale Naviglio ed erigeva, come monumento al Bonaparte, un Arco Trionfale in seguito distrutto; egli progettava la sistemazione interna del Palazzo Laderchi, il “Nuovo Borgo” e la villa di campagna dei Laderchi e, nello stesso periodo, s’impegnava nella progettazione del nuovo Ospedale di Castel Bolognese.
Pubblicazioni e cataloghi
Ottani Cavina A., Itinerario di Palazzo Milzetti, in L’Arte del Settecento Emiliano – L’età neoclassica (catalogo della mostra), Bologna 1979, pp. 522-539.
Pubblicazioni e cataloghi Colombi Ferretti A., Palazzo Milzetti: Museo Nazionale dell'età Neoclassica in Romagna di Faenza, Ravenna, Sistema museale Provincia di Ravenna, 2011 (stampa 2012).
Pubblicazioni e cataloghi Palazzo Milzetti: museo nazionale dell'età neoclassica in Romagna, Ministero per i beni ed attività culturali, soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici, 2008 – 1 DVD
Pubblicazioni e cataloghi Landi E., Museo Nazionale dell’Età Neoclassica, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 149, n. 14.
Pubblicazioni e cataloghi Colombi Ferretti A., Lenzini P., Vitali M., Palazzo Milzetti: guida alla visita, Faenza, Edit Faenza, 2000.
Pubblicazioni e cataloghi Palazzo Milzetti-Bolognesi, in Zannier I. (a cura di), Viaggio nei musei della provincia di Ravenna, Ravenna, Longo, 1995, p. 144.
Pubblicazioni e cataloghi Colombi Ferretti A., Golfieri E., Ottani Cavina A. (a cura di), Il Museo Nazionale dell'Eta Neoclassica di Palazzo Milzetti in Faenza, Bologna, Edizioni Alfa, 1983.
Pubblicazioni e cataloghi Iannucci A.M., Palazzo Milzetti, in "Bollettino d'Arte", 1982.
Pubblicazioni e cataloghi Colombi Ferretti A., Palazzo Milzetti: Museo Nazionale dell'età Neoclassica in Romagna di Faenza, Ravenna, Sistema museale Provincia di Ravenna, 2011 (stampa 2012).
Pubblicazioni e cataloghi Palazzo Milzetti: museo nazionale dell'età neoclassica in Romagna, Ministero per i beni ed attività culturali, soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici, 2008 – 1 DVD
Pubblicazioni e cataloghi Landi E., Museo Nazionale dell’Età Neoclassica, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 149, n. 14.
Pubblicazioni e cataloghi Colombi Ferretti A., Lenzini P., Vitali M., Palazzo Milzetti: guida alla visita, Faenza, Edit Faenza, 2000.
Pubblicazioni e cataloghi Palazzo Milzetti-Bolognesi, in Zannier I. (a cura di), Viaggio nei musei della provincia di Ravenna, Ravenna, Longo, 1995, p. 144.
Pubblicazioni e cataloghi Colombi Ferretti A., Golfieri E., Ottani Cavina A. (a cura di), Il Museo Nazionale dell'Eta Neoclassica di Palazzo Milzetti in Faenza, Bologna, Edizioni Alfa, 1983.
Pubblicazioni e cataloghi Iannucci A.M., Palazzo Milzetti, in "Bollettino d'Arte", 1982.
Storia dell’edificio Il terremoto che colpì Faenza nel 1781, provocò dei danni all’antica residenza della nobile famiglia Milzetti. La sua ristrutturazione fu affidata dapprima all’architetto Giuseppe Pistocchi, poi, in seguito al sua arresto, all’architetto Giovanni Antonio Antolini che riprese i lavori nel 1799. Tornato da poco in Romagna dopo un lungo soggiorno studio a Roma, questi era stato chiamato a Faenza dalla famiglia Laderchi, di idee massoniche come le sue, che gli aveva commissionato la progettazione dello studio nel palazzo di sua proprietà. Nel 1802 iniziò la decorazione degli interni ad opera di Felice Giani, che era stato un alunno di Antolini durante il suo insegnamento di architettura a Roma. La decorazione fu completata nel 1805. Tre anni più tardi venne terminata la costruzione del palazzo. Poco dopo la fine dei lavori, il conte Francesco Milzetti dovette vendere la residenza per motivi finanziari. Il palazzo passò di proprietà diverse volte e infine fu alienato allo Stato, che negli anni '70 del Novecento lo trasformò nel Museo dell’Età Neoclassica.