
Galeata
Galeata è situata nell'alta valle del fiume Bidente lungo il percorso di una frequentata e antichissima via di valico. L’importanza archeologica del sito è dovuta alla presenza, poco a sud del paese medievale e moderno, del municipio tardorepubblicano di Mevaniola, e, in direzione opposta, della località di Saetta, ove sulla base di una importante fonte agiografica medievale – la Vita Hilari – ricerche dell’Istituto Archeologico Germanico eseguite nel 1942 hanno riportato in luce i resti di un palazzetto che Teodorico vi avrebbe fatto costruire agli inizi del VI sec. d.C. in occasione del restauro dell’acquedotto traianeo approviggionante la città di Ravenna.
L’area archeologica identificata su di un pianoro alla sinistra del fiume nel borgo di Pianetto coincide con il centro romano di pliniana memoria, del quale le esplorazioni hanno messo in luce alcuni edifici pubblici sorti nel I sec. a.C. in seguito all'adozione di un programma di monumentalizzazione urbana per dotare delle necessarie strutture la città, divenuta municipium, con relativa iscrizione alla tribù Stellatina, forse poco dopo la Guerra Sociale.
Secondo la tradizione, la nascita della cittadina è legata ad una fondazione coloniale da parte di genti provenienti dalla città umbra di Mevania, odierna Bevagna. L’originario legame con l’area umbra è, del resto, sottolineato dalla decisione augustea di includere il centro appenninico nella regio VI Umbria, anziché nella Regio VIII Aemilia, insieme al centro di Sarsina.
I resti archeologici tornati alla luce in seguito alle indagini realizzate attorno alla metà del secolo scorso sembrano riferirsi prevalentemente ad impianti ed edifici pubblici (il foro, il teatro, le terme, alcune strutture funzionali e produttive), ma nessun elemento relativo all'edilizia residenziale privata è mai stato individuato e larga parte del tessuto urbano è ancora celato nel sottosuolo in attesa di ulteriori prospezioni archeologiche.
La vita del municipio romano, senz'altro punto di riferimento politico ed economico per il territorio circostante, fittamente punteggiato da ville rustiche e piccoli insediamenti rurali (Meldola, Nespoli, Cusercoli, Civitella), cessa nel tardo IV sec. d.C.
Il ripristino da parte di Teodorico attorno al 502 d.C. dell’acquedotto realizzato da Traiano per la captazione delle acque del bacino Ronco-Bidente e delle sorgenti della zona di Meldola e la loro abduzione verso Ravenna, rappresenta per la storia di Galeata un episodio importante, al quale risale la realizzazione di un grande complesso residenziale quasi certamente appartenuto al re goto, come abitazione estiva e casa di caccia.
Un ultimo significativo momento storico è contrassegnato dall’arrivo del santo eremita toscano Ellero, intorno agli ultimi anni del V sec. d.C., e dalla fondazione dell’Abbazia, naturale erede dell’autorità e del ruolo che era stato un tempo della romana Mevaniola.
Cambiamento di condizione giuridica: Mevaniola municipio
Lavori pubblici: acquedotto di Traiano
Lavori pubblici: ristrutturazione acquedotto
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