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MPPCG014
MPPCG014

dettaglio geografico della Barbaria

MPPCG014
MPPCG014
Via Zamboni, 33 – Bologna (BO)
van Keulen Johannes (inventore)
1654/ 1715
stampa
carta/ stampa calcografica/ acquaforte su rame
tela/ colla
Misure: mm.
110(a) 165(la)
sec. XVIII
(1720)
(1726)
n. 309/14

Il dettaglio è un particolare della carta nautica delle coste del Mediterraneo orientale, situato nell’angolo in basso a sinistra in un riquadro di forma trapezoidale con base maggiore di mm. 165 e base minore di mm. 50, delimitato da una modesta cornice. Rappresenta il tratto della costa africana che funge da collegamento tra la carta del Mediterraneo Orientale (parte seconda) e quella del Mediterraneo Occidentale (parte prima). La linea di costa delineata va da un punto a nord-ovest della località Gabes (Leys) a quella di Misurata (Rasaxarva), che si trova a sud-est di Tripoli. La toponomastica relativa agli insediamenti umani è scarsamente considerata, mentre sono totalmente assenti l’orografia e l’idrografia. La simbologia relativa alle coste e ai fondali è invece molto dettagliata. La scala e l’orientamento di questo dettaglio geografico sono i medesimi della carta di cui fa parte. Nella zona inferiore, a sinistra, è riportata una rosa dei venti, orientata a nord. La carta, funzionale alla navigazione, presenta una simbologia molto ricca per quanto riguarda le coste e i fondali. La segnalazione dei pericoli per la navigazione sottocosta è molto dettagliata: zone punteggiate indicano bassi fondali, le crocette le rocce sott’acqua, i triangolini gli scogli emergenti, le ancore i porti e i punti di approdo, le crocette circondate dai puntini gli scogli sommersi ma visibili, i numeri e le quote batimetriche, le sedi sono indicate con segni diversificati in base alla loro consistenza e tipologia. Il simbolo più frequente è una o più torri, il cui numero aumenta in base alla grandezza e importanza della città. Messina e Tripoli sono localizzate da una serie di torri adiacenti, inoltre il tratto di costa ad est di Tripoli è punteggiato da una fila di alberi. Costantinopoli, oltre alla simbologia convenzionale, è contrassegnata da una linea fortificata. La carta presenta una distribuzione gerarchica delle scritte, definita dallo spazio che queste occupano e dal tipo di caratteri usato. Le scritte che impegnano più spazio, hanno i caratteri più grandi e indicano zone molto ampie (nomi di intere regioni). I nomi in neretto hanno grandezze diverse che indicano i nomi delle isole più vaste quelle di media estensione e le città più importanti. Gli altri toponimi sono indicati in corsivo. La proiezione è cilindrica ed il reticolato è formato da meridiani e paralleli, che si incrociano perpendicolarmente pur non essendo equidistanti. Il primo meridiano ad ovest passa in prossimità di Gallipoli (Galipoli), mentre il primo meridiano ad est passa per Anamur (Antiocheta). Sono altresì funzionali all’uso nautico i margini destro e sinistro graduati, che consentono il calcolo della longitudine, e le linee lossodromiche regolarmente dislocate sulla superficie.
All’interno del particolare è situata una rosa di venti decorata convenzionalmente dalla sovrapposizione di sedici aghi della bussola, resi in forma geometrica, da un giglio indicante il nord, e da una crocetta che segnala il parallelo che la attraversa. Dalla rosa dei venti si irradiano due linee lossodromiche, mentre dalle singole punte degli aghi si diramano linee, che hanno una grafia diversa in relazione ai venti rappresentati: Tramontana, Maestro, Ponente, Libeccio, Ostro, Scirocco, Levante e Greco, sono indicati con una linea continua in neretto, invece le direzioni intermedie sono realizzate con linee più sottili o tratteggiate.

Le stanze dedicate alla Geografia e alla Nautica del Museo di Palazzo Poggi comprendono 22 carte murali da parete, circoscrivibili ai secoli d'oro della cartografia europea, in particolar modo olandese, il XVII ed il XVIII. Tra questi beni si conserva anche la carta nautica dell'Mediterraneo orientale edita da Gerard van Keulen ad Amsterdam, tra il 1720 circa ed il 1726, anno della sua scomparsa.
L'allestimento odierno ripropone la collezione della Camera della Geografia e della Nautica dell'antico Istituto delle Scienze, stanza creata nel 1724 grazie ad una donazione del marchese Marcantonio Collina Sbaraglia (1681/1744), nella quale confluirono carte geografiche, strumenti nautici e modelli in scala ridotta di vascelli e navigli (oggetti, in alcuni casi, già conservati presso l'istituto all'atto della fondazione nel 1711).
Con l'avvento della Riforma napoleonica, nel 1802 i materiali vennero trasferiti all'Osservatorio astronomico della Specola, facente parte dello stesso complesso architettonico dove aveva sede l'istituto, Palazzo Poggi.
In seguito, nel 1896, l'intera raccolta dedicata alla Geografia e alla Nautica, venne spostata ai Musei Civici di Bologna, dove rimase nascosta nei depositi, sino alla sistemazione nel 1937, presso il Rettorato dell'Università.
Dal 2000, anno di apertura del museo, le carte sono ritornate alla loro sede originaria, a Palazzo Poggi.
La carta nautica pervenne all’Istituto delle Scienze nel 1724, in concomitanza con la fondazione della Camera di Geografia e Nautica, tra i donativi dello Sbaraglia. Presente negli inventari del 1744 e del 1776, è registrata, assieme ad altre otto carte, nell'inventario del 1843 relativo al Gabinetto Astronomico (è una delle “diverse carte marittime e delle navigazioni dei diversi mari, opera di Gerard Keulen”).
La carta fa parte della Nieuwe Groote Lightende Zee-Fakkel ("Grande nuovo Atlante del Mare"), un atlante nautico in cinque volumi pubblicato per la prima volta nel 1681 ad Amsterdam da Johannes van Keulen (1654/ 1715). Successivamente fu più volte revisionato e ripubblicato nei primi decenni del ‘700 dal figlio Gerard il quale, oltre che editore (subentrò al padre nel 1695), fu un valente matematico e cartografo della Compagnia delle Indie Orientali dal 1714. Per redigere i primi cinque volumi dello Zee-Fakkel, Johannes van Keulen si avvalse dell’aiuto di Claas Jansz Vooght, geometra, agrimensore, matematico, esperto di navigazione, oltre che coautore delle carte e del testo.
Il grande formato della carta (600×1000 mm), largamente eccedente rispetto alle misure di un normale atlante nautico (444×650), fa supporre che possa essere parte della produzione più tarda di Gerard van Keulen, comprendente circa 40 tavole di grandi dimensioni ricavate dallo Zee-Fakkel, ma pubblicate separatamente a partire dal 1720.
La creazione della carta nautica è collocabile tra l'inizio della produzione di tali ampi formati e la morte dello stampatore olandese, avvenuta nel 1726.
Nella zona inferiore centrale della carta sono riportate le diverse indicazioni di responsabilità: il nome di Johannes (padre) è preceduto dalla preposizione "da" (by), da interpretare come ripresa del modello di rappresentazione geografica impostata dal capostipite dell'impresa famigliare. A chiusura dell'iscrizione appare, invece, il nome del figlio: "preparato da" Gerard, evidentemente colui che stampò e pubblicò le edizioni cartografiche di grande formato, derivandole dagli esempi paterni.

Bibliografia Frabetti P.
La collezione delle antiche carte geografiche
Bologna
Compositori
1959
pp. 106-108

Bibliografia Koeman C.
Atlantes Neerlandici
Amsterdam
1967-1971

Bibliografia Materiali Istituto Scienze
I materiali dell’Istituto delle Scienze
Bologna
CLUEB
1979

Bibliografia Luoghi Conoscere
I Luoghi del Conoscere. I laboratori storici e i musei dell’Università di Bologna
Bologna
Amilcare Pizzi
1988

Bibliografia Tega W. (a cura di)
Il viaggio. Mito e scienza
Bologna
Bononia University Press
2007

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