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MPPCG007
MPPCG007

didascalia (fascia esterna su tre lati)

MPPCG007
MPPCG007
Via Zamboni, 33 – Bologna (BO)
1640/ 1712
stampa colorata a mano
carta/ stampa calcografica/ acquaforte su rame
tela/ colla
sec. XVII
(1685)
(1685)
n. 299/4

La complessa didascalia, compiuta probabilmente dallo stampatore Jaillot, incornicia tre lati, i bordi laterali e la base, della carta dell’Asia di W. J. Blaeu. Essa appare tutta delineata da un semplice motivo ornamentale costituito da una serie ininterrotta di elementi vegetali. Si compone di dieci fogli, tre per lato e quattro alla base, incollati lungo i margini della rappresentazione geografica. La didascalia è scritta in francese con la relativa traduzione in latino: la versione in francese si svolge lungo il lato sinistro e termina alla metà della base, quella latina segue da questo punto e si sviluppa per tutta la colonna di destra. Il titolo del testo francese, Nouvelle Description de Toute l’Asie, è riportato a lettere capitali in grassetto, quello latino, Nova Totius Asiae Descriptio, in semplici lettere capitali, ad eccezione del sostantivo “descriptio” che è in corsivo minuscolo. I caratteri tipografici adottati sono comuni ad entrambi i testi: i nomi dei paesi come delle regioni, delle città o dei fiumi sono riportati a lettere minuscole in grassetto. Ciascuna didascalia è suddivisa in paragrafi: nel primo, introduttivo, sono esposte molto sommariamente le opinioni di illustri geografi, storici e filosofi sulle origini del nome del continente asiatico che deriva, come i nomi femminili delle altre due parti del mondo, dalla mitologia classica. Asia è infatti una ninfa, figlia dell’Oceano e di Teti e madre di Atlante, Prometeo, Menezio ed Epimeteo. Si passa poi a descrivere l’estensione, i confini geografici del continente e ad esaltarne la qualità di fertilità, varietà, ricchezza e superiorità. Quest’ultima è sottolineata maggiormente dal fatto che, come recita la didascalia, in Asia fu creato il primo uomo, fondata la prima chiesa, inventate le arti, la legge, diffusa la dottrina evangelica di Gesù Cristo e degli apostoli e presieduta dai sovrani più importanti. Il paragrafo si chiude affermando la supremazia di questo continente sugli altri e con la presentazione dei paesi in cui l’Asia si suddivideva a quel tempo.
Seguono quindi sette paragrafi che descrivono ogni paese: Impero Ottomano (Empire du Ture), Russia bianca e Russia nera (Russie, Moscovite), Impero della Tartaria (Empire di Grand Chan, Tartarie), Impero dei Persiani (Empire des Perses), India (Inde), Cina (Chine), Isole di Ceylon (Ceilon, Zeilan) Tenerife (Tenarife), Maldive (Maldive), Sumatra (Sumatra), Borneo (Borneo), Giava (Iava), Molucche, Filippine (Philippines), Giappone (Japan). Di ciascun paese componente il grande continente asiatico sono date delle brevi notizie storiche, geografiche ed etnologiche che mirano ad illustrare gli aspetti caratteristici di quei territori e dei diversi popoli. Nell’ultima parte del testo della didascalia si afferma, inoltre, che di questa “nobile parte del mondo” si sarebbe potuta dare una più ampia descrizione, se fosse stato possibile ricavare (allo scopo) uno spazio maggiore. In coda ai due testi, in basso a destra, si legge il nome dell’editore, l’indirizzo e la data in numeri romani, MDCLXXXV (1685).

Le stanze dedicate alla Geografia e alla Nautica del Museo di Palazzo Poggi
comprendono 22 carte murali da parete, circoscrivibili ai secoli d'oro della
cartografia europea, in particolar modo olandese, il XVII ed il XVIII. Tra questi beni si conserva anche la Carta dell'Asia di Willem Janszoon Blaeu, stampata a Parigi nel 1685 da Alexis-Hubert Jaillot e composta da venti tavole unite e incollate su tela (è presente una colorazione marrone, compiuta a mano, per la delimitazione dei confini).
L'allestimento odierno ripropone la collezione della Camera della Geografia e della Nautica dell'antico Istituto delle Scienze, stanza creata nel 1724 grazie ad una donazione del marchese Marcantonio Collina Sbaraglia (1681/1744), nella quale confluirono carte geografiche, strumenti nautici e modelli in scala ridotta di vascelli e navigli (oggetti, in alcuni casi, già conservati presso l'istituto all'atto della fondazione nel 1711).
Con l'avvento della Riforma napoleonica, nel 1802 i materiali vennero trasferiti
all'Osservatorio astronomico della Specola, facente parte dello stesso complesso architettonico dove aveva sede l'istituto, Palazzo Poggi.
In seguito, nel 1896, l'intera raccolta dedicata alla Geografia e alla Nautica, venne spostata ai Musei Civici di Bologna, dove rimase nascosta nei depositi, sino alla sistemazione nel 1937, presso il Rettorato dell'Università.
Dal 2000, anno di apertura del museo, le carte sono ritornate alla loro sede
originaria, a Palazzo Poggi.
La carta murale in esame fa parte di una serie di quattro (Asia-Africa-Europa-
America), edita in francese da Jaillot, il quale probabilmente possedeva alcuni rami dei Blaeu (era consuetudine acquistare le matrici dei grandi incisori, per
ristamparle con eventuali varianti e le relative indicazioni di responsabilità).
L’ampia didascalia che corre su tre lati della carta, dovrebbe essere opera
successiva dello stesso Jaillot, poiché esula dal modello cartografico
generalemente usato da Blaeu per le carte murali o per le immagini dei suoi atlanti.
La data 1685 posta in fondo alla didascalia permette la datazione precisa
dell’edizione.

Bibliografia Blaeu W. J.
Le theatre du monde ou nouvel atlas contenant les chartes et descriptions de tous le pais de la terre mis en lumiere par Guillaume et Iean Blaeu
Amsterdam
1640
pp. 40-44

Bibliografia Frabetti P.
La collezione delle antiche carte geografiche
Bologna
Compositori
1959
pp. 206-207

Bibliografia Materiali Istituto Scienze
I materiali dell’Istituto delle Scienze
Bologna
CLUEB
1979

Bibliografia Alpers S.
Arte del descrivere: scienza e pittura nel Seicento olandese
Torino
Boringhieri
1984

Bibliografia Luoghi Conoscere
I Luoghi del Conoscere. I laboratori storici e i musei dell’Università di Bologna
Bologna
Amilcare Pizzi
1988

Bibliografia Tega W. (a cura di)
Il viaggio. Mito e scienza
Bologna
Bononia University Press
2007

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