
n. 190
Kantharos in argilla rosa intenso, vernice nera, sovraddipinture in bianco e giallo. Labbro e parte inferiore del corpo decorati con trattini verticali. Fra le anse in A testa femminile di profilo verso sinistra fiancheggiata da coppia di elementi verticali cruciformi. I capelli sono raccolti in una cuffia ornata a fascie bianche e gialle e a puntini, chiusa da nastri svolazzanti. La donna indossa sul capo un diadema radiato, porta orecchini a bottone e al collo una collana di perle. In B testa identica con ai lati due palmette a tre petali.
La ceramica italiota a figure rosse è rappresentata nella collezione Venturini da esemplari attribuibili alla ceramografia apula del IV sec. a.C.
Essa nasce, con molto anticipo rispetto a quella pestana, nell'ultimo trentennio del V sec. a.C. e fin dai suoi inizi annovera una personalità rilevante, il Pittore di Sisifo, che da vita in vasi di grandi proporzioni ed impegno alla tradizione dello "stile ornato", ampiamente sviluppatosi poi fino agli ultimi decenni del IV sec. a.C. Contemporaneamente egli crea una corrente parallela: lo "stile semplice", con vasi più modesti e figurazioni meno complesse, che perdurerà anch'esso per tutto l'arco del medesimo secolo. Così articolato ed originale si presenta il quadro di questa produzione che sarebbe lungo seguire passo per passo l'attività dei singoli ceramografi e degli innumerevoli gruppi fioriti intorno ad essi; ci si limita perciò a considerare soltanto alcuni motivi caratteristici della seconda metà del IV sec. documentati dai vasi della raccolta Venturini.
Un motivo frequentemente ripetuto nei vasi apuli dell'ultimo venticinquennio del IV sec. a.C. è quello delle teste femminili , documentato nel presente esemplare, il cui stile riflette la maniera del Pittore di Dario, il più significativo rappresentante della corrente dello stile ornato nel trentennio finale del secolo. La produzione di vasi a teste femminili è vastissima, ma sulla base di peculiarità che variano da gruppo a gruppo si possono distinguere serie ben precise con caratteristiche proprie; fra esse vanno segnalate per importanza il Gruppo del Kantharos, di Stoke-onTrent, delle Anfore, di Copenaghen e numerosi altri. Il motivo ha una forte diffusione specialmente in vasi minori risalenti agli ultimi decenni del IV sec., con teste sempre affiancate da palmette od altri elementi vegetali, di cui si ha anche un esempio nella medesima collezione (piccola lekythos: Numero di Catalogo Generale 00000017).
La provenienza dichiarata del kantharos (Chiusi, dono Contrucci, 1875) è fortemente sospetta.
Vicino al Gruppo di Stoke-on-Trent: cfr. CVA, Como, I, tav. 10, 2a-b.
Ultimo venticinquennio del IV sec. a.C.
Bibliografia
Lenzi F./ Pagliani M. L.
Carlo Venturini tra collezionismo e antropologia
Bologna
CLUEB
1982
pp. 38-41