
vetro
E costituito da un tubo in vetro trasparente con fondo arrotondato e apertura superiore a calice, con bordo sottile, ripiegato verso l'esterno. Sul tubo è incisa una scala graduata che definisce la capacità della provetta, 30 cc, e consente di misurarne il contenuto con un'approssimazione di 0,2 cc.
Le provette fanno parte dell'attrezzatura indispensabile all'interno di un alboratorio di chimica, di analisi cliniche o di batteriologia; sono di solito costruite in vetro trasparente, più o meno spesso e resistente al calore a seconda dell'uso a cui sono destinate (semplice conservazione di materiale in ambiente sterile, riscaldamento di modeste quantità di liquidi, centrifugazione, ecc.).
Possono avere apertura a calice per facilitare l'introduzione di strumenti e il versamento dei liquidi, o essere dotate di tubolature laterali; di solito comunque non variano tanto per forma quanto per dimensioni, potendo avere capacità differenti, che vanno dai 5 ai 50 cc, esplicitate il più delle volte da scale graduate, incise nel vetro, con approssimazione da 0,1 a 0,5 cc.
La provetta in esame, come del resto gran parte della vetreria conservata nel Museo, è databile intorno al 1930; come tipologia d'oggetto è in uso tuttora nei laboratori di ricerca o analisi.
uso originario: determinazione del volume di un liquido e realizzo di reazioni con modeste quantità di sostanza
luogo di costruzione: Italia: Torino
data di costruzione: 1930 ca.
Bibliografia
Wittenberger W.
Tecniche del laboratorio di chimica
Milano
Manfredi
1960
p. 22
Bibliografia
Gigante D./ Raggio-Guarnaschelli A.E.
Analisi cliniche
1961
V. I, p. 11
Tipologia: marchio
Identificazione: Officina S. Giorgio – Torino
Posizione: longitudinalmente, a fianco della scala graduata
Descrizione: caratteri corsivi, vergati a mano e incisi sul vetro