
Zavaglia Sebastiano (inventore)
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acciaio, ghisa , vetro , rame, ottone, mercurio
n. 00000060
L'apparecchio è costituito da un basamento in acciaio a forma di treppiede su cui è fissata una doppia forcella in acciaio. Lo stantuffo, mosso manualmente da una leva e munito di due grosse guarnizioni in cuoio, scorre all'interno di un cilindro di vetro, collocato nella parte inferiore della forcella. Nello stantuffo sono praticati due fori entro i quali scorrono due aste cilindriche per il comando delle valvole. La parte inferiore del cilindro è chiusa da una base metallica nella quale sono praticate le sedi delle due valvole e due condotti che mettono in comunicazione l'interno del cilindro con l'esterno. Due tubi di ottone collegano i condotti con una piastra d'acciaio dotata di un incavo in cui è fissato un disco di vetro forato; al centro del foro sporge l'attacco filettato per il collegamento del recipiente di forma cilindrica nel quale si pratica il vuoto. Un manometro a mercurio consente di misurare il valore della pressione nel recipiente.
Fu costruita nel 1868 da Franchini secondo il disegno esistente nel Gabinetto Aldini del prof. Sebastiano Zavaglia, per un costo di £ 500 (cfr. nota 295 del 26 ottobre 1868). Successivamente lo stesso Franchini fu pagato £ 100 per una serie di modifiche e aggiunte alla macchina resesi necessarie in seguito all'uso fattone durante le lezioni (cfr. nota 331 del 1° gennaio 1869).
Nel 1869 G. Tarozzi realizzò, con il concorso di Brunetti e Franchini che fecero rispettivamente il modello di fusione per i rubinetti e i rubinetti (note 313-318), il recipiente cilindrico di rame stagnato da applicarsi alla macchina (cfr. nota 325 del 26 marzo 1869); l'originale di tale recipiente è andato perduto ed è stato riprodotto.
data di costruzione: 1868
uso originario: Utilizzata per scopi didattici per compiere esperienze sul vuoto e sulla compressione dei fluidi nei corsi del Gabinetto Aldini di Chimica e Fisica Applicata. In particolare dopo il 1869 fu impiegata in collegamento col maglio costruito dalla ditta A. Clair (n. inv. 00000061).
luogo di invenzione: Bologna
luogo di costruzione: Bologna
Bibliografia
Emptoz G.
La collezione Alexander Clair
1990
v. II, p. 16
Bibliografia
Grandi M.
La collezione del Gabinetto Aldini di Fisica e Chimica applicata
1991
v. I, p. 33
Bibliografia
Curti R./ Grandi M. (a cura di)
Imparare la macchina. Industria e scuola tecnica a Bologna
Bologna
1998
p. 125
Tipologia: etichetta
Posizione: sul manometro collegato alla piastra di vetro
Descrizione: etichetta bianca con bordo azzurro illeggibile