
Bologna
Fondato nel 1982, il museo è nato dalla riscoperta dei materiali storici dell'Istituto Tecnico Aldini Valeriani, voluta dal comune di Bologna in occasione del centenario della più antica scuola tecnica cittadina. La ricerca, condotta da un gruppo di studiosi di storia economica dell'Università di Bologna, è sfociata nella mostra "Macchine Scuola Industria" allestita nell'ex Sala Borsa tra il 1980 ed il 1981. Da allora fino alla metà degli anni Novanta, il patrimonio del museo ha trovato spazio in un'ala dell'edificio che ospita l'Istituto scolastico. Oggi il museo, ubicato presso l'ex fornace Galotti, racconta la storia della Bologna industriale, dal Medioevo ai giorni nostri. Le collezioni si compongono di un nucleo principale costituito dal materiale proveniente dagli istituti tecnici ed utilizzato per le applicazioni didattiche: attrezzi, modelli, macchine funzionanti ad energia idraulica, elettrica e a vapore, e di modelli presentati alle esposizioni internazionali del secolo scorso. La raccolta museale si è poi arricchita nel tempo di attrezzature, macchine automatiche per il confezionamento, prototipi e modelli per il settore motoristico, meccanico, elettronico, attrezzature per le tipografie e da ultimo apparecchiature per le attività mediche, che documentano la varietà del patrimonio industriale e l'eccellenza raggiunta dalla città in questi settori.
Il percorso espositivo si apre con la ricostruzione dell’organizzazione produttiva dell’antica “Città dell’acqua e della seta” che ha visto Bologna – tra i secoli XV-XVIII – esportare filati e veli di seta in tutto il mondo occidentale. Questa supremazia produttiva entra in crisi alla fine del secolo XVIII quando la Rivoluzione Industriale costringe ad aggiornare saperi e organizzazione del lavoro. Bologna è costretta a riprogettare il proprio futuro, puntando sulla formazione tecnica come elemento strategico di rinnovamento. Da questa scelta, oltre che dall’esistenza di fattori economici, organizzativi, logistici e amministrativi favorevoli, scaturisce la ripresa produttiva della città nella seconda metà dell’Ottocento che porterà un secolo dopo all’affermazione dell’attuale distretto meccanico ed elettromeccanico.
Il museo rende concreto un approccio decisamente originale alle tematiche dell'archeologia industriale – considerate alla luce della nozione più ampia di "patrimonio industriale" – secondo un metodo non dissimile da quello adottato per il Museo della civiltà contadina di San Marino di Bentivoglio. In particolare, gli studi sull'assetto produttivo bolognese durante l'antico regime, si sono tradotti in un percorso espositivo che ha come chiave di volta la storia della produzione serica, fondata su un assetto idraulico urbano in grado di fornire energia a un gran numero di ruote motrici (la più alta concentrazione fu raggiunta nel XVII secolo) distribuite lungo il percorso dei canali in città. Tra i pezzi più importanti è da annoverare il modello ligneo in scala 1:2 di un mulino da seta bolognese del secolo XVII, costruito dagli insegnanti e dagli allievi dell'istituto, sulla scorta di disegni originali dell'epoca. Stretto è il rapporto con il mondo dell'industria bolognese, documentato dalle collezioni che compongono il percorso espositivo. Intensi sono pure gli scambi con le strutture scientifiche preposte alla valorizzazione del patrimonio industriale mondiale. Il percorso museale è corredato da un archivio e da una biblioteca storica.
Pubblicazioni e cataloghi
Campigotto A., Curti R., Grandi M., A. Guenzi M.(a cura di), Prodotto a Bologna: una identità industriale con cinque secoli di storia, Edizioni Renografica, Bologna, 2000.
Pubblicazioni e cataloghi
Curti R. e Grandi M. (a cura di), Imparare la macchina: industria e scuola tecnica a Bologna, Editrice Compositori, Bologna 1998.
Pubblicazioni e cataloghi
Curti R. e Grandi M. (a cura di), Per niente Fragile: Bologna capitale del packaging, Editrice Compositori, Bologna 1997.
Pubblicazioni e cataloghi Museo del Patrimonio Industriale, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 9.
Pubblicazioni e cataloghi «Scuolaofficina»: semestrale di cultura tecnico-scientifica del Museo del patrimonio industriale di Bologna.
Pubblicazioni e cataloghi Museo del Patrimonio Industriale, in Franzoni G., Baldi F. (a cura di), Bologna: una provincia, cento musei: l'archeologia, le arti, la storia, le scienze, l'identità: guida, Bologna, Provincia Settore cultura, Pendragon, 2005, p. 101.
Pubblicazioni e cataloghi Curti R., Grandi M., Guida al Museo del Patrimonio Industriale. Cinque secoli di storia in una fornace da laterizi, Bologna, 2003.
Pubblicazioni e cataloghi Tozzi Fontana M., Museo del Patrimonio Industriale, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 91, n. 14.
Pubblicazioni e cataloghi Bigalli C., Curti R., Grandi M.(a cura di), L'Antica Città dell'Acqua e della Seta: raccolta antologica da Scuolaofficina, Bologna, Compositori, 1999.
Pubblicazioni e cataloghi Bigalli C., Curti R., Grandi M. (a cura di), La Metamorfosi Industriale della Città, Bologna 1999, riproduzione in fotocopia.
Pubblicazioni e cataloghi Curti R., Grandi M. (a cura di), Conoscere la Macchina a Vapore, Bologna 1999.
Pubblicazioni e cataloghi Bigalli C. (a cura di), Ruote e Canali. Per conoscere l'antico sistema idraulico artificiale di Bologna: Dossier per gli insegnanti, riproduzione in fotocopia.
Pubblicazioni e cataloghi Bigalli C. (a cura di), Le Antiche Macchine mosse dall'Acqua: il Mulino, riproduzione in fotocopia.
Pubblicazioni e cataloghi Bigalli C. (a cura di), Dall'Acqua al Vapore: Dossier per gli insegnanti, riproduzione in fotocopia.
Pubblicazioni e cataloghi Bigalli C. (a cura di), Sole Terra Luna: Dossier per gli insegnanti, riproduzione in fotocopia.
Pubblicazioni e cataloghi Bigalli C. (a cura di), La Fornace Galotti e la Produzione dei Laterizi: Dossier per gli insegnanti, riproduzione in fotocopia.
Pubblicazioni e cataloghi Bigalli C. (a cura di), Modelli di produzione: Dossier didattico, riproduzione in fotocopia.
Pubblicazioni e cataloghi Bigalli C. (a cura di), I Luoghi del Lavoro: Dossier, riproduzione in fotocopia.
Storia dell’edificio Costruita nel 1887, con Forno Hoffman a ciclo continuo, produceva mattoni, tegole marsigliesi e laterizi cotti lavorando argilla di ottima qualità presente nell'area. La fornace è stata definitivamente abbandonata nel 1966. Acquistata dal Comune di Bologna, è divenuta sede museale dopo i radicali restauri condotti tra il 1984 ed il '90.