
produzione di influenza ottomana
n. 190
Asta in ferro rifinita a mano tarata in centinaia di dirhem (?) molto corrosa dalla ruggine per cui non è chiaramente leggibile la portata che potrebbe essere da 1,5 a 11 centinaia di dirhem per quella minore e da 10 a 50 per quella maggiore. Il braccio minore a sezione quadrata termina con un'estremità a forma di ruota con raggi ageminata dalla quale parte un motivo a forma di trapezio a profili dentati. I coltelli, piccoli e rudimentali, sono riportati in ferro. Il braccio maggiore a sezione quadrata termina con una cuspide conica in ferro. Il romano in ottone a forma di goccia ha sul fondo del piombo per la taratura; ha cappio in ferro e corrente piatto ad S non estraibile e molto rudimentale pure in ferro. La stadera è sospesa mediante staffa trapezoidale, gancio ad occhiello e gancio a C di forma particolare in ferro. La merce è sostenuta da due ganci piatti ad uncino in ferro, decorati da cinque scanalature parallele, appesi ognuno ad una catena ad anelli quadrati fatti a mano in ferro. Le catene sono riunite in un anello, dal quale pende un altro gancio piatto ad uncino, che si sospende alla stadera mediante gancio ad occhiello e staffa trapezoidale in ferro.
L'invenzione della stadera, originaria quasi con certezza della Campania, è da attribuire ai romani intorno al 200 a.C. Ben presto per il suo facile impiego, per la sua immediatezza di lettura e il soddisfacente grado di precisione conquistò i mercati internazionali anche nei secoli successivi all'età romana e rimase, soprattutto in Italia, fino all'avvento delle bilance automatiche, uno degli strumenti per pesare maggiormente diffuso sul territorio.
Il dirhem è l’unità di massa utilizzata nell’impero ottomano; il valore medio del dirhem, che varia nel corso dei secoli e di regione in regione, è circa 3,15 g. Il Sistema Metrico Decimale venne introdotto per la prima volta nell’Impero Ottomano nel 1870 ma nella pratica servirono parecchi decenni prima che venisse accettato e le vecchie misure venissero definitivamente abbandonate. Lo stile di questa stadera è riconducibile al periodo Ottomano dei secoli XVIII e XIX.
Bibliografia
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