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184a
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stadera da mercato

184a
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Via Garibaldi, 34/a Campogalliano (MO)
stadera da mercato
Tipo: a doppia portata
Categoria: meccanica

produzione di influenza ottomana

cm
127(a) 108(lu) 36(p)
secc. XVIII/ XIX

n. 184

Asta in ferro rifinita a mano tarata in centinaia di dirhem (?) con portata minore da 0 a 20 (con divisione in ottavi per ogni centinaia) e da 16 ad 84 centinaia di dirhem (con divisione in quarti) per quella maggiore. Il braccio minore, a sezione quadrata, termina con un medaglione circolare decorato da raggi in agemina di ottone a cui è attaccata una mezzaluna. I coltelli sono riportati in acciaio. Il braccio maggiore a sezione quadrata, leggermente rastremato verso l'estremità, termina con una cuspide conica in ferro. Il romano è in ottone a forma di pera con cappio in ferro e corrente piatto ad S non estraibile pure in ferro. La stadera è sospesa mediante staffa trapezoidale, gancio ad occhiello e gancio piatto ad uncino terminante con una sagoma trilobata traforata ed ageminata. La merce è contenuta entro un piatto circolare in ottone con bordi ribattuti su tondino di ferro, sostenuto da tre catene doppie in ferro riunite in un anello che si sospende alla stadera mediante gancio ad occhiello e staffa trapezoidale in ferro.

L'invenzione della stadera, originaria quasi con certezza della Campania, è da attribuire ai romani intorno al 200 a.C. Ben presto per il suo facile impiego, per la sua immediatezza di lettura e il soddisfacente grado di precisione conquistò i mercati internazionali anche nei secoli successivi all'età romana e rimase, soprattutto in Italia, fino all'avvento delle bilance automatiche, uno degli strumenti per pesare maggiormente diffuso sul territorio.
Il dirhem è l’unità di massa utilizzata nell’impero ottomano; il valore medio del dirhem, che varia nel corso dei secoli e di regione in regione, è circa 3,15 g. Il Sistema Metrico Decimale venne introdotto per la prima volta nell’Impero Ottomano nel 1870 ma nella pratica servirono parecchi decenni prima che venisse accettato e le vecchie misure venissero definitivamente abbandonate. Lo stile di questa stadera è riconducibile al periodo Ottomano dei secoli XVIII e XIX.

Bibliografia Carossio G.
La stadera: studio teorico pratico
Torino
UTET
1897
pp. 4-51

Bibliografia Bagnoli E.
Teoria e costruzione degli strumenti metrici e per pesare bilancie e stadere: con principii di statica e calcolo di resistenze applicati
Milano
Hoepli Editore
1925
pp. 274-283

Bibliografia Jewell B.
Veteran scales and balances
Tunbridge Wells
Midas Books
1978
pp. 49-52

Bibliografia Graham J. T.
Scales and balances: a guide to collecting
Shire Publications
1981
pp. 19-21

Bibliografia Crawforth M. A.
Handbook of old weighing instruments
Oxford
International Society of Antique Scale Collectors
1987
pp. 8-13

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