
n. 182
asta in ferro tarata da 0 a 5 libbre. Il braccio minore di forma piatta ha i coltelli riportati in ferro. Il braccio maggiore a sezione quadrata termina con una piccola testa quadrata in ferro che blocca il romano. Il romano in ottone a forma di piccola campana ha anello in ferro e sotto piombo per la taratura; corrente piatto non estraibile ad otto in ferro. La stadera è sospesa mediante staffa, gancio ad occhiello e gancio piatto a C di forma particolare in ferro. La merce è contenuta entro un piatto circolare leggermente concavo in lamiera di ottone, sostenuto da tre catene a tre facce in ottone riunite in una crociera di ferro con gancio ad occhiello che si sospende alla stadera mediante gancio ad occhiello e staffa in ferro.
L'invenzione della stadera, originaria quasi con certezza della Campania, è da attribuire ai romani intorno al 200 a.C. Ben presto per il suo facile impiego, per la sua immediatezza di lettura e il soddisfacente grado di precisione conquistò i mercati internazionali anche nei secoli successivi all'età romana e rimase, soprattutto in Italia, fino all'avvento delle bilance automatiche, uno degli strumenti per pesare maggiormente diffuso sul territorio.
uso originario: usata per pesare svariate merci nell'ambito del mercato
Bibliografia
Carossio G.
La stadera: studio teorico pratico
Torino
UTET
1897
pp. 4-51
Bibliografia
Bagnoli E.
Teoria e costruzione degli strumenti metrici e per pesare bilancie e stadere: con principii di statica e calcolo di resistenze applicati
Milano
Hoepli Editore
1925
pp. 274-283
Bibliografia
Jewell B.
Veteran scales and balances
Tunbridge Wells
Midas Books
1978
pp. 49-52
Bibliografia
Graham J. T.
Scales and balances: a guide to collecting
Shire Publications
1981
pp. 19-21
Bibliografia
Crawforth M. A.
Handbook of old weighing instruments
Oxford
International Society of Antique Scale Collectors
1987
pp. 8-13
Tipologia: punzone
Posizione: sul braccio minore e sul gancio di sospensione dello strumento
Descrizione: Lettere FE/G; FG; E; R (2); EF e sopra stella; G(M) e CC