
Borghi & Saveri (costruttore)
1935/ attiva
n. 556D
Bascula pesapersone sottostante un letto da ospedale con quattro ruote in gomma nera e testiera e ringhiera dalla parte dei piedi, in tubo di alluminio. Una rete metallica doveva accogliere il materasso. Sotto la base del letto vi sono due leve in ferro verniciato grigio ortogonali a forma di T con un tirante in ferro posto all'interno della colonna in alluminio martellato grigio che trasmette il peso ad un giogo in alluminio con asta di azzeramento pure in alluminio tarata da 0 a 100 kg con divisione 1 kg. Il romano è in alluminio cromato di forma parallelepipeda a manicotto; all'interno del romano è collocata una massa di correzione parallelepipeda, scorrevole e bloccabile nel punto desiderato tramite una vite, con tacche e numeri 0 e 9. Il giogo ha una grande massa di correzione in alluminio riparata da un cofano metallico. La testa di forma circolare è ispezionabile svitando un pannello posteriore. Il quadrante è in alluminio smaltato bianco tarato da 0 a 80 kg con divisione di 1 kg; sul quadrante vi sono otto finestrelle rettangolari per la lettura delle decine di kg. L'estremità superiore del tirante è collegata a due nastri di acciaio connessi a due settori circolari in fusione di alluminio martellato che ruotando fanno aprire due masse pendolari di forma cilindrica in ferro. L'indice è una lancetta in alluminio con punta smaltata di rosso e rotante sul quadrante grazie ad un sistema cremagliera-pignone. Nella parte posteriore della testa, sopra l'asta di azzeramento, si trova una leva in alluminio per il blocco/ sblocco della lancetta.
I letti bilancia vengono usati nei reparti dei dializzati per monitorare il loro peso durante la dialisi. In questa operazione infatti si sottrae acqua dal corpo e una sottrazione troppo brusca potrebbe provocare dei collassi. La Borghi e Saveri di Pieve di Cento costruì, a partire dalla fine degli anni '50 fin verso il 1973-75, circa 5000 esemplari di letto bilancia, che risultò essere molto apprezzato soprattutto per la sua leggerezza e facilità negli spostamenti. Ora la Borghi e Saveri costruisce banchi prova motore e freni dinamometrici. Il primo rene artificiale italiano venne costruito a Mirandola da una collaborazione fra i dott. Mario Veronesi e Confortini e l'ospedale di Padova nel 1967.
Tipologia: marchio
Identificazione: Borghi & Saveri
Posizione: sul vetro che ripara il quadrante
Descrizione: lettere BS in bianco su fondo rosso e nero di forma ovale