
1550 ca./ 1610
dipinto
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Il dipinto, ora foderato e rimontato su nuovo telaio, apparteneva, insieme ai 15 Misteri, a un'unica pala, avente al centro, secondo lo schema consueto, la Madonna che porge il Rosario a San Domenico e ai lati i quindici Misteri (Annunciazione, Visitazione, Natività, Presentazione al tempio, Disputa con i dottori, Orazione nell'orto, Flagellazione, Incoronazione di spine, Salita al Calvario, Crocifissione, Resurrezione, Pentecoste, Ascensione, Assunzione, Incoronazione della Vergine). Tale ricostruzione, prospettata già da C. Bernardini (1989), si basa sulla corrispondenza delle misure e sulla presenza delle stesse prerogative stilistiche, individuabili nella gamma cromatica tendente al viola e nella pennellata fluida e libera, quasi da abbozzo: un carattere, quest'ultimo, che si accentua nei Misteri, in relazione al diverso formato e all'intento più marcatamente narrativo. I dipinti hanno avuto finora vicende critiche diverse: la Madonna del Rosario con San Domenico venne ascritta a Denys Calvaert (Sorrentino, 1949) ed è stata poi attribuita a Bartolomeo Passerotti da A. Ghirardi (1986, 1990), incontrando il dissenso di C. Hôper (1987) e la perplessità di C. Bernardini (1989). I Misteri del rosario sono stati riferiti a diversi autori e la stessa Bernardini, notandovi un 'carattere più composito' rispetto alla tela centrale, li ha collegati all'area ferrarese o romagnola. In effetti il complesso prospetta una miscela stilistica non rapportabile soltanto alla cultura bolognese: ricordi di Sabbatini e dello stesso Passerotti vi si declinano con un gusto cromatico che potrebbe in effetti spiegarsi in chiave ferrarese. Si propone in questa sede di risolvere il problema attributivo in favore del poco noto Giovanni Battista Cremonini, un artista centese dal profilo tutt'altro che omogeneo e del quale i biografi ricordano un'attività soprattutto di decoratore (per un primo consuntivo critico, cfr. P. Bagni, Artisti Centesi del Cinquecento, Cento, 1996, pp. 159-183). In particolare si può richiamare a confronto la bella Salita al Calvario già in Sant'Agnese ed ora nella Pinacoteca di Bologna (inv. 809), firmata e datata 1598, nella quale tornano, oltre a fisionomie assi simili, anche un'analoga predilezione per gli andamenti strascicati dei panneggi, sotto ai quali le membra perdono quasi consistenza, allungandosi a dismisura (si noti anche che la scena corrispondente tra i Misteri costituisce una riduzione in controparte della stessa composizione). Sono caratteri che tornano anche in un Giovanni Battista interrogato dai Farisei già sul mercato antiquario (Antologia di pittura emiliana dal XVI al XVIII secolo, Leasarte, Bologna, 1988, n. 5, come Bartolomeo Passerotti), da identificare in un dipinto di questo soggetto ricordato dalle fonti in San Michele in Bosco. Bernardini segnala una copia non letterale della parte centrale nella parrocchiale di Dugliolo, in cattivo stato di conservazione.
Bibliografia
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Bibliografia
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Tipografia S. Francesco
1964
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Bibliografia
Codicè Pinelli F.
Opere d’arte a Budrio nei secoli
Budrio
Tipografia Montanari
1966
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Bibliografia
Codicè Pinelli F.
Catalogo Pinacoteca civica D. Inzaghi di Budrio
Budrio
Tipografia Montanari
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Bibliografia
Piraccini O. (a cura di)
Il restauro, metodo e programma
Bologna
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1979
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Bibliografia
Bernardini C.
La Pinacoteca civica di Budrio : guida illustrata
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Nuova Alfa
1989
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Bibliografia
Ghiraldi A.
Bartolomeo Passerotti
Fortunati Pietrantonio V. (a cura di)
Pittura bolognese del ‘500
Bologna
1986
v. II, pp. 550, 554, 558
Bibliografia
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Bartolomeo Passarotti (1529-1592)
Worms
Wernersche Verlagsgesellschaft
1987
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Bibliografia
Ghirardi A.
Bartolomeo Passerotti pittore (1529-1592) catalogo generale
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Luise
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Bibliografia
Benati D./ Bernardini C. (a cura di)
I dipinti della Pinacoteca civica di Budrio : secoli XIV-XIX
Bologna
Compositori
2005
pp. 127-128