
notizie 1740/ 1785
flauto traverso in Mib
n. 1836
In origine questo strumento fu un flauto traverso normale in quattro pezzi con un'unica chiave Mib con un corista abbastanza basso di La3 = circa 420 Hz. In un'epoca successiva – probabilmente intorno al 1850 – lo strumento fu cambiato per quel che riguarda un certo numero di dettagli essenziali. In primo luogo fu assai ingrandito il foro d'imboccatura, ciò che causò una salita considerevole del corista. Adesso questo si troverebbe intorno a 520 Hz, se il flauto fosse considerato come flauto non traspositore. S'intende che tale corista è escluso, sicché l'unica conclusione a cui si può arrivare è che si tratta adesso d'un flauto traspositore in Mib con corista di La3 = circa 435 Hz. E' stato probabilmente per correggere l'intonazione di certi suoni che il sottotaglio dei fori per le dita è stato aumentato. La testata fu poi divisa in una parte principale e in un barilotto. La chiave Mib fu sostituita con una nuova, e furono aggiunte altre tre chiavi.
Nello stato attuale il flauto è composto di cinque pezzi, col barilotto. Il barilotto e il tubo alle mortase nel pezzo inferiore e nel piede sono torniti con leggeri rigonfiamenti. I due rigonfiamenti intorno alle mortase, come pure l'estremità inferiore della testata, le due estremità del barilotto e l'uscita sono provvisti di anelli di avorio. Il tappo di avorio, probabilmente originale, è arrotondato esternamente e ha un turacciolo. La cameratura è conica rovescia con un allargamento nel piede.
Il barilotto non ha tenone. Il barilotto e la parte inferiore della testata sono rivestiti con tubi di ottone. Il tubo nel barilotto scivola sopra la parte sporgente del tubo nella testata. Come s'è già detto, lo strumento aveva in origine un'unica chiave Mib per il mignolo destro con un supporto nel rigonfiamento del piede. In un'epoca successiva fu sostituita la chiave Mib, che adesso ha il supporto in una sella nel rigonfiamento del piede, e furono poi aggiunte chiavi per Fa, Soldiesis e Sib. Le chiavi sono di ottone. I piattini sono rotondi, piatti, adattati al tondeggiare del tubo, e hanno guarnizioni di cuoio. Le molle di ottone sono ribadite alle palette. Altri particolari:
attacco del
piattino alla leva paletta supporto
Mib ribadito a cuffia sella senza piastrina
in rigonfiamento
Fa saldato ovale sella con piastrina
Soldiesis saldato curvata sella con piastrina
Sib saldato curvata sella con piastrina
I flauti sono aerofoni in cui il flusso d'aria è diretto contro lo spigolo di un'apertura situata nella parte iniziale del tubo. Esistono nel mondo numerose specie di flauti. In Europa sono da distinguere principalmente – laddove si prescinde da certi flauti di natura etnica o popolare – due tipi: i flauti dolci e quelli traversi.
I flauti traversi sono flauti che il suonatore tiene in posizione più o meno orizzontale, quindi trasversale rispetto al suo corpo. Il foro d'imboccatura è laterale e ha uno spigolo aguzzo, contro cui il suonatore dirige direttamente il fiato. Sino alla metà del secolo XVII il corpo del flauto ha sei fori laterali per le dita. Per quanto sia possibile accertare, la cameratura in questo periodo è più o meno cilindrica. Sino al secolo XVI il flauto è normalmente costruito in un solo pezzo. Tra l'ingresso del tubo e il foro d'imboccatura dei flauti traversi è sempre inserito un sughero spostabile che garantisce l'intonazione giusta dei suoni.
Il flauto traverso, come tipo, proviene anch'esso dall'oriente e penetrò in Europa attraverso l'impero bizantino, l'Ungheria, la Boemia, poi la Germania, da dove fu introdotto più tardi nei paesi del meridione e dell'occidente. La prima menzione del flauto traverso in Germania è del secolo XII (Herrad von Landsberg, Hortus Deliciarum). Fuori della Germania lo strumento mantiene sino al secolo XVIII il nome di flauto alemano, fiùte allemande, German flute, ecc.
Intorno al 1730 iniziò in Francia la produzione di flauti piccoli all'ottava superiore dei flauti "normali". Vent'anni più tardi lo strumento si diffuse anche in altri paesi. Inizialmente fu prescritto solo nell'orchestra dell'opera, ma dall'inizio dell'Ottocento fu introdotto anche nell'orchestra sinfonica, di cui fa parte ancora oggi. Si tratta d'uno strumento traspositore all'ottava superiore.
Gli strumenti da banda sono quasi tutti traspositori, generalmente in Mib e Sib, ad ogni modo in tonalità con bemolli. Per l'uso della banda sono costruiti soprattutto i flauti seguenti:
in Reb (traspositore d'un semitono)
in Mib (traspositore d'una terza minore)
in Lab (traspositore d'una sesta minore)
in Sib (traspositore d'una settima minore)
in Reb alto (trospositore d'una nona minore)
in Mib alto (traspositore d'una decima minore)
Lo strumento nctn 00000016 è in Mib, nctn 00000018 in Reb alto, l'nctn 00000019 in Mib alto. Per questi strumenti la vecchia nomenclatura è un poco differente. Non vi era indicato il suono della diteggiatura Do, bensì il fondamentale. Il fondamentale d'un flauto normale senza chiavi d'estensione è Re. Con un flauto in Mib questo Re suona come Fa. Quindi, secondo la vecchia nomenclatura il flauto in Mib era chiamato flauto in Fa. Questo spiega il marchio "F" su nctn 00000019.
Thomas Lot fu attivo a Parigi come costruttore di flauti traversi e di oboi dal 1740 circa, al 1785 approssimativamente.
A causa dei lievi rigonfiamenti intorno alle mortase,che possono esser considerati originali, sembra probabile che lo strumento sia stato fatto verso la fine dell'attività di questo costruttore.
Bibliografia
Esposizione internazionale
Esposizione internazionale di musica in Bologna 1888. Catalogo ufficiale
Parma
1888
p. 58
Bibliografia
Van der Meer J.H.
Strumenti musicali europei del Museo Civico medievale di Bologna
Bologna
Nuova Alfa Editoriale
1993
pp. 46-47
Tipologia: marchio
Identificazione: Thomas Lot
Posizione: sulla testata, sul pezzo superiore al di sopra del foro I, e sul pezzo inferiore tra i fori IV e V
Descrizione: 2/ T.LOT/ leone rampante