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Appiano Buonafede (al secolo Tisi Benvenuto)

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corso della Repubblica, 171/d – Forlì (FC)

Milione Vincenzo

notizie metà sec. XVIII

dipinto

tela/ pittura a olio
cm.
96(a) 71(la)
sec. XVIII (1756 – 1756)

n. 58115

La tela ritrae Appiano Buonafede, al secolo Tito benvenuto. La figura, dipinta fino al busto, presenta un taglio leggermente inclinato sul lato sinistro, nell'atto di trattenere con la mano destra un volume. Sulla costa del libro è impressa la scritta "Agatopistus est filosof. TX" a sottolineare la vasta produzione filosofica del personaggio.

Appiano Buonafede (Comacchio, 1716 – Roma, 1793) nel 1734 vestì l'abito della Congregazione dei benedettini celestini e, in seguito, divenne prefetto generale del collegio di Roma. Conseguita la laurea, fu letterato e filosofo assai valente e nel 1740 divenne lettore di teologia a Napoli. Nel 1752 fu trasferito alla badia di San Niccolò di Rimini e nel 1755 divenne abate del monastero di Santo Stefano a Bologna. L'anno precedente era stato accolto tra gli arcadi col nome Agatopisto Cromaziano.
Il pittore Vincenzo Milione fu attivo a Roma verso la metà del XVIII secolo e particolarmente versato nel genere figurativo del ritratto. La tela forlivese firmata e datata segue il consueto schema adottato dallo stesso pittore nel dipinto raffigurante il cardinale Antonio Doria, ora custodito presso Galleria Doria Pamphili di Roma, ma appare, in ogni modo, più intensa ed espressiva.
La tela forlivese si segnala per l'accurata e sicura conduzione pittorica e per il fatto che, conformemente al bel dipinto, fu delineato un bel ritratto da Antonio Cavallucci (1752-1795), dal quale discende una fortunata incisione di Giuseppe Aloia (Biblioteca Comunale di Forlì, Raccolte Piancastelli, Autografi dal sec. XII al XVIII, ad vocem).
La nitidezza cromatica e l'evidente realismo sottolineano un gusto aggiornato, che per certi versi sembra precludere certi esiti formali del ritratto del secolo seguente.
Il quadro di proprietà dell'Ospedale Giova Battista Morgagni viene dall'archivio del medesimo ente, ma non si conosce l'esatta provenienza dell'opera.

Altre informazioniIscrizioni

Lingua: latino
Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: Appiani Bonafidei, patricii comaclen. litteratissimi. viri. magni vatis. philosophi. maximi. Senescens. imago et universi celestini collegii generalis praefecti dipinse Vin.zo Milioni in Roma 1756

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