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deposizone di Cristo e santi

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Via Aldini, 26 – Cesena (FC)

Sacchi Gaspare

notizie 1517/ 1536

dipinto

tela/ pittura a olio
cm.
252(a) 272(la)
sec. XVI (1528 – 1536)

n. 18

La scena è rappresentata all'interno di una struttura architettonica aperta, un recinto costituito da un muro con nicchie e statue sormontato da pilastri in rovina, che separa i personaggi in primo piano dal paesaggio dipinto sullo sfondo ove spicca il monte Calvario. Ai piedi dell'altura sono raffigurati il "Noli me tangere" e la "Resurrezione", episodi solitamente destinati alla predella. Le sei figure in primo piano risultano disposte a semicerchio intorno al corpo di Cristo.

Fa parte del nucleo più antico di opere che formarono la Pinacoteca di Cesena alla fine del XIX secolo.
Gaspare Sacchi dipinse questa lunetta per l'abbazia della Madonna del Monte di Cesena tra il 1528 e il 1536, anni in cui eseguì vari incarichi per i benedettini. Il Burchi (1944) sostiene che sia stata realizzata per la sala del Capitolo nel 1530, mentre la Cellini (1988) ipotizza una provenienza dalla cappella nel chiostro collegata internamente al capitolo mediante un breve corridoio. La decorazione rimasta ancora in loco, in particolare una Sibilla a monocromo verde, secondo la studiosa fa pensare alla mano del Sacchi che avrebbe anche dipinto la tela con la "Deposizione" per l'altare della piccola cappella. Da notare che il pittore ha lasciato la sua firma in bell'evidenza, al centro, sulla roccia ove è deposto Cristo. Si nota nell'opera qualche incertezza soprattutto un "impacciato gestire dei personaggi" (Cellini). Nella stessa Pinacoteca di Cesena si conserva un 'altra "Deposizione" che il Piraccini (1984, n. 13) assegna al Sacchi, ma che Cellini e Marchi ricondonducono a Giovan Bertucci il giovane, detto Giovan Battista dei Pittori.
Il Sacchi, come altri artisti romagnoli della zona tra Imola e Faenza che trassero giovamento dai continui scambi tra la loro terra e la vicina Toscana, si dimostra influenzato da Andrea del Sarto, il giovane Pontormo, Bacchiacca e Granacci, in seguito è sensibile all'opera di Innocenzo da Imola, pur conservando caratteri arcaicizzanti come si vede nella descrizione della natura che compare nella nostra tela. Da notarsi il cangiantismo di alcuni abiti (si vedano Nicodemo e Maddalena), secondo una tipica soluzione cromatica cinquecentesca.

Bibliografia Cellini M.
Cesena Musei. Pinacoteca Comunale
Cesena
Comune di Cesena
1998
pp. 13-14, 26, 41

Bibliografia Calzini E.
Piraccini O. (a cura di)
Una visita alla pinacoteca di Cesena
La pinacoteca comunale di Cesena
Cesena
Silarte
1984
pp. 214-217

Bibliografia Bechini G.
La chiesa del Monte
La Madonna del Monte
Cesena
1913
p. 141
p. 141

Bibliografia Grigioni C.
un secolo di operosità
Rassegna bibliografica dell’arte italiana
1914
p. 18
p. 18

Bibliografia Dazzi M. T.
Relazione della Biblioteca malatestiana.
Cesena
1926
n. 107

Bibliografia Buscaroli R.
La pittura romagnola del Quattrocento
Faenza
1931
p. 435

Bibliografia Piraccini O. (a cura di)
Dieci anni di restauri per la pinacoteca civica di Cesena
Cesena
Comune di Cesena
1980
p. 24

Bibliografia Piraccini O.
la regola e l’arte. Opere restaurate da complessi benedettini [Ferrara 1982]
Bologna
1982
pp. 86-87

Bibliografia Piraccini O.
La pinacoteca comunale di Cesena
Cesena
1984
pp. 52, 59, n. 12

Bibliografia Colombi Ferretti A.
Briganti G. (a cura di)
Sacchi, Gaspare
La pittura in Italia Il Cinquecento
Milano
Electa
1997
p. 828

Altre opere in Pinacoteca Comunale di Cesena (633)
Altre opere di Sacchi Gaspare (3)
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