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019
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Due angeli in volo, uno dei quali con palma e corona

019
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via Baccarini, 3 – Ravenna (RA)

dipinto

tela/ pittura a olio
cm.
118(d)
sec. XVII (1671 – 1671)

n. 302187

Due angeli in volo entro uno sfondato, uno dei quali reca in un mano un ramoscello di palma e nell'altra una corona, in atto di sporgersi da un balcone cilindrico balaustrato che si apre su un lembo di cielo.

Questo tondo, come i due più piccoli ai suoi lati (cfr. schede nctn 00000017 e 00000018), è collocato nel centro del sottarco della prima cappella a destra della Chiesa di San Romualdo. Il dipinto, che originariamente era inserito entro una cornice di stucco, rappresenta due putti alati in volo di cui il primo, disposto su un piano spaziale più prossimo a chi guarda, reca in mano un ramoscello di palma e nell'altra una corona, emblemi rispettivamente del trionfo cristiano sulla morte e della sovranità divina e terrena, oltreché del martirio. L'opera è riferita da Viroli a Cesare Pronti, artista romagnolo e padre agostiniano discepolo del Guercino, per le forti analogie stilistiche con altri sui lavori: i larghi piani dei visi, le splendide rotondità delle membra unitamente ai marcati contrasti chiaroscurali. Inoltre gli angeli dell'artista di Cattolica, presentano frequentemente la scriminatura nei capelli mossi e sono spesso caratterizzati da posture un po' goffe, particolarmente in quelle opere svolte con certa corrività. Nelle guide locali di Ricci, Beltrami e Ribuffi, oltreché nelle note di Tarlazzi, vengono indicate opere di Pronti e di Pietro Ciamei (artista romano) presenti nelle cappelle laterali di San Romualdo, prima dei bracci della crociera. Tuttavia mentre Tarlazzi non specifica il tipo di opera gli altri autori parlano espressamente dei tondi. Nella cappella di fronte, sulla navata sinistra della chiesa erano collocati altri tre tondi di Pronti di cui peraltro si percepiscono ancora gli ingombri, due dei quali sono depositati presso la Galleria dell'Accademia di Ravenna. Pronti, anche in virtù della sua collaborazione con Cignani nelle decorazioni di Villa Albizi, ha mostrato ampiamente le sue qualità di quadraturista e prospettico: alla Classense vi è anche una grande scenografia architettonica in monocromo (olio su tela, cm 143×206) pubblicata e ascritta da Viroli (1991 e 1992) all'artista.

Bibliografia Beltrami F.
Il Forestiere instruito delle cose notabili della città di Ravenna e suburbane della medesima
Ravenna
Roversi Antonio
1783
p. 56

Bibliografia Beltrami F.
Il Forestiere instruito delle cose notabili della città di Ravenna e suburbane della medesima
Ravenna
1791
p. 41

Bibliografia Ribuffi G.
Guida di Ravenna
Ravenna
1835
p. 95

Bibliografia Ribuffi G.
Guida di Ravenna
Ravenna
1869
p. 94

Bibliografia Ribuffi G.
Guida di Ravenna
Ravenna
1877
p. 89

Bibliografia Ricci C.
Ravenna e i suoi dintorni
Ravenna
1878
p. 157

Bibliografia Ricci C.
Guida di Ravenna
Ravenna
1884
p. 157

Bibliografia Viroli G.
I dipinti d’altare della Diocesi di Ravenna
Bologna
Banca Popolare Pesarese e Ravennate
1991
pp. 116-117

Bibliografia Viroli G.
Quadreria Classense. Dipinti e sculture dal XV al XIX secolo nella Fabbrica Classense di Ravenna
Ravenna
Longo Editore
1993
p. 99

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