
Dal cibo alla musica, dal teatro di figura all’artigianato, dall’archeologia al mondo rurale, dalla natura alla scienza e alla tecnica nei musei dell’Emilia-Romagna
Insieme per una nuova cultura di gestione e fruizione del patrimonio dei musei della regione
Gli edifici teatrali dell’Emilia-Romagna dedicati allo spettacolo dal vivo intesi come realtà storiche sorte entro gli anni Trenta del XX secolo
Musei, gallerie, raccolte d’arte, collezioni, fondazioni, parchi artistici, siti urbani, sedi espositive e altro dedicati all’arte contemporanea in Emilia-Romagna
Realtà museali, istituti culturali e nuclei di collezione in Emilia-Romagna dove si esprime il connubio fra arte, architettura, scienza e tecnica
Opere d’arte in edifici pubblici dell’Emilia-Romagna eseguite grazie al 2% delle spese di costruzione (legge 717/1949 e s.m.)
Case museo, studi e archivi di artisti, cineasti, collezionisti, famiglie, letterati, musicisti, personaggi storici, scienziati e inventori vissuti in Emilia-Romagna tra Ottocento e Duemila
I luoghi dell’Emilia-Romagna che divulgano la memoria degli avvenimenti che hanno segnato la storia nazionale e locale nel corso del Novecento
Una carrellata sul ricco patrimonio tessile custodito nei musei e in altri luoghi culturali dell’Emilia-Romagna
Il patrimonio dell’Emilia-Romagna nelle raccolte d’arte di comuni e province e delle aziende sanitarie locali, in complessi chiesastici e cimiteriali, in edifici termali e in altri luoghi di interesse culturale
Rocche e castelli, testimoni del tempo ed elemento fondante del paesaggio storico dell’Emilia-Romagna.
L’incontro fra natura, architettura e paesaggio in aree a verde pubblico, orti botanici e parchi di complessi ospedalieri, centri termali, cimiteri monumentali, ville e castelli dell’Emilia-Romagna
Gli esemplari arborei singoli, in gruppi o in filari di notevole pregio scientifico o monumentale tutelati dalla Regione Emilia-Romagna
Siti culturali e naturali, riconosciuti come patrimonio mondiale, e tradizioni vive: dai monumenti ai paesaggi, dai saperi della cultura immateriale alle attività creative, l’Emilia-Romagna offre una straordinaria varietà di testimonianze culturali che parlano al globo
Impianti urbani, complessi monumentali, insediamenti rurali, aree archeologiche testimoni di civiltà e vicende dell’evo antico in Emilia-Romagna
La distribuzione di questi luoghi testimonia la lunga storia della presenza ebraica in Emilia-Romagna
Oltre un migliaio di opere architettoniche di pregio realizzate in Emilia-Romagna nel secondo Novecento
Una plurimillenaria tradizione nel settore delle acque curative ha fatto dell’Emilia-Romagna una regione punteggiata di stabilimenti termali
La storia architettonica, produttiva e sociale di oltre un centinaio di siti industriali e stabilimenti dismessi o abbandonati in Emilia-Romagna
La cultura industriale della ceramica e il suo sapere storico attraverso una mappatura dei centri della produzione in Emilia-Romagna
Siti cimiteriali dell’Emilia-Romagna contraddistinti dalla presenza di edifici e monumenti di rilevante valore artistico e culturale, dalla funzione di luogo-simbolo della memoria collettiva e dalla proposta di attività mirate a valorizzarli
Architetture produttive storiche alimentate dai corsi d’acqua ancora esistenti, funzionanti e dismesse, testimoni di una culturale materiale diffusa nei paesaggi delle valli e nella pianura emiliano-romagnola
1881/ 1944
incisione
Litografia a colori. Scorcio di paesaggio in cui è raffigurato un mandorlo fiorito, che sporge lungo il pendio scosceso della Rocca di Brisighella.
Francesco Sapori, nella recensione alla XII Edizione della Biennale di Venezia, apparsa in "Emporium", scriveva: "Giuseppe Ugonia non ha mandato che due litografie a colori, lasciandoci col desiderio tanto queste sono squisite per sentimento e fattura". Una delle due opere era appunto "Il mandorlo della Torre", presentata insieme ad "Ave Maria". A testimonianza dell'impegno che occorreva a Ugonia per la realizzazione delle litografie, sono conservate presso il Gabinetto Nazionale delle Stampe di Roma, quattro prove di colore che danno un'idea della laboriosità dei processi di stampa con cui Ugonia procedeva. Già nel 1950 Orazio Toschi acquistò una litografia del "Mandorlo" per conto del Gabinetto di Roma. Presso il Museo Ugonia è invece conservato un disegno acquerellato, realizzato nello stesso anno (1920) della litografia, che non può essere considerato uno studio preparatorio, quanto piuttosto una "riflessione sul tema": nella litografia, infatti, il taglio compositivo è più preciso per via della diagonale che divide in due lo spazio, con l'accentuazione del mandorlo , sporto in avanti e nettamente offerto ad una visione dal basso. Di questa litografia sono stati individuati venticinque esemplari presso il Gabinetto Nazionale della Stampe di Roma, il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi di Firenze.
Bibliografia
Nascimbeni G.
Artisti Romagnoli Giuseppe Ugonia
Il Resto del Carlino
1922
Bibliografia
Giuseppe Ugonia
Forlì
Gli Amici dell’arte
1924
n. 9
Bibliografia
Catelli Isola M.
G. Ugonia
Faenza
1970
p. 25, n. 18
Bibliografia
Di Castro F.
Giuseppe Ugonia Disegni litografie illustrazioni nelle Collezioni del Gabinetto delle Stampe
Roma
1981
p. 21, n. 2
Bibliografia
Armeni C.
Di Castro F. (a cura di)
Catalogo delle incisioni e degli acquerelli
Giuseppe Ugonia Paesaggi
Milano
Electa
1994
pp. 44-138
Bibliografia S08/00000869
Bibliografia
Fiorani F.
Carlo Levi opere grafiche
Matera
s.e.
1997
p. 120
Bibliografia
Di Castro F.
Giuseppe Ugonia Paesaggi
Milano
Electa
1994
p. 14
Bibliografia
Ficacci L.
Luigi Bartolini alla Calcografia
Roma
De Luca Editore
1997
p. 85