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Copia di GS000022
Copia di GS000022

Erma di Dioniso "Sardanapalo"

Copia di GS000022
Copia di GS000022
sede centrale: via dei Servi 21; sede storica: via Belle Arti 16 – Modena (MO)

ambito italiano

calco

gesso/ calco
cm
66(a)
piedistallo modanato in gesso: alt. 15 cm circa
secc. XIX/ XX (1850 – 1909)

n. 4008

n. 776

Dioniso è raffigurato con la testa incorniciata da un'elaborata acconciatura trattenuta da una benda; i capelli, divisi in due bande ondulate, ricadono sulle spalle, mentre sono raccolti in un nodo sulla nuca; nel volto la fronte è spaziosa, gli occhi a mandorla, le labbra carnose; la barba lunga e fluente è caratterizzata da lunghe ciocche ondulate; il busto, solo parzialmente raffigurato, presenta un panneggio appena accennato

l'erma originale è una delle repliche romane del tipo statuario noto come "Sardanapalo", derivato da una statua di Dioniso del IV sec. a.C., oggi non conservata, attribuita allo scultore ateniese Prassitele o a suo padre Kephisodotos. L'appellativo "Sardanapalo" deriva dall'iscrizione sulla copia romana meglio conservata, oggi ai Musei Vaticani, e si collega al nome di una divinità microasiatica cui spesso è assimilato Dioniso.
Il gesso modenese riproduce l'erma scoperta a Roma e inviata nel 1757 all'ex Museo Salnitriano, fondato dai Gesuiti a Palermo. Un'altra erma analoga appartenente alla collezione Farnese, ora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (inv. 6306), presenta qualche differenza nel trattamento della barba.
Il calco non riproduce il plinto presente nell'originale, limitandosi alla replica della testa e di parte del busto panneggiato, collocato su un piedistallo modanato in gesso. Nell'Inventario del 1866, fra i busti presenti nella Scuola di Scultura, è elencato un "Sardanapalo" che potrebbe corrispondere al calco in questione; nell'Inventario Generale del Materiale Artistico al 30 giugno 1909 il gesso compare nel Salone delle Statue con l'errata identificazione di "Busto di Giove".
Ricordiamo che un calco molto simile (ma probabilmente realizzato con una forma a tasselli) è conservato nella collezione di calchi della National Gallery of Scotland, eseguito dagli scultori romani Carlo e Filippo Albacini alla fine del XVIII sec.

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