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Copia di GS000016
Copia di GS000016

Gladiatore Borghese

Copia di GS000016
Copia di GS000016
sede centrale: via dei Servi 21; sede storica: via Belle Arti 16 – Modena (MO)

ambito italiano

calco

gesso/ calco/ a tasselli
cm
173(a)
base quadrangolare in legno: 12 x 82 x 124
sec. XIX (1800 – 1811)

n. 757

la statua raffigura un combattente nudo con la gamba destra piegata in avanti come per un affondo; il braccio sinistro è levato in alto per protendere lo scudo, di cui resta il bracciale, quello destro è teso indietro pronto a sferrare un colpo di spada (mancante); di fianco è un puntello a forma di tronco d'albero su cui è incisa la firma dell'artista: Agasia figlio di Dositeo di Efeso. Lo scultore, attivo intorno al 100 a.C., ritrae in nudità eroica un personaggio contemporaneo, forse un illustre romano; le proporzioni allungate del corpo, la testa piccola, la resa anatomica sono tutti elementi che rivelano l'influenza della scuola di Lisippo. La figura è costruita su una grande diagonale, offrendosi alla vista da varie angolazioni. Lo scultore sembra essersi ispirato liberamente a un modello tardo classico, reinterpretandolo alla luce della tradizione tardo ellenistica

la scultura originale fu rinvenuta nel 1609 vicino ad Anzio in diciassette frammenti, poi ricomposti dallo scultore Nicolas Cordier; da subito riconosciuta come un capolavoro della statuaria antica, l'opera fu ammirata da artisti e viaggiatori all'interno della Villa Borghese a Roma, dove era esposta in una sala denominata appunto "del Gladiatore" Nel 1808 fu venduta dal principe Camillo Borghese a Napoleone e portata a Parigi; da allora è esposta nel museo del Louvre.
La prima menzione del calco si ha in un elenco di copie in gesso da acquistare per l'Accademia Atestina appena fondata, redatto da Giuseppe Maria Soli nel 1787. Ma è solo nel 1811 che si ha la conferma della sua presenza nella Gipsoteca modenese, collocato nella Sala delle Statue Antiche. Nell'Inventario del 1866 il Gladiatore è registrato nella Sala del Cavallo, in seguito viene spostato nel grande Salone delle Statue al primo piano come la maggior parte dei calchi dei capolavori antichi.
Sulle spalle della statua è ancora visibile il foro per l'inserimento della "chiave" che consentiva lo smontaggio degli arti. Il gesso è dotato di una base in legno dipinta in colore bianco in modo da farla sembrare facente parte del calco e munita di quattro fori quadrati passanti per inserirvi all'occorrenza due sbarre di ferro che permettevano di movimentare i gessi all'interno dell'Accademia.

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