
ambito di Torino
clarinetto d'amore in Sol
n. 1803
Sette pezzi, di cui il barilotto, il collo d'oca di ottone, i pezzi superiore, centrale e inferiore, e la campana sono originali. Il bocchino fu posto nel restauro del 1989. Il barilotto è tornito a rigonfiamento; c'è un altro rigonfiamento all'estremità superiore del pezzo inferiore. Anelli di corno ornano le estremità superiori dei pezzi superiore, centrale e inferiore e della campana. C'è un foro boemo per Fa2. La campana è svasata in forma di fiasco.
Le cinque chiavi (Mi2, Fa#2, Sol#2, La3, Sib3) sono di ottone. I piattini sono quadrati con gli angoli leggermente smussati, piatti e hanno una guarnizione di cuoio. Dei piattini delle chiavi chiuse quelli di Sol#2, La3 e Sib3 sono fatti in un pezzo con le leve, mentre quello di Fa#2 è saldato alla leva. Le palette sono ovali. La leva di Mi2, come pure le chiavi Fa#2 e Sol#2 hanno supporti nel rigonfiamento del pezzo inferiore; il piattino di Mi2 e le chiavi La3 e Sib3 hanno supporti in blocchetti ricavati dal legno del tubo. Le molle di Mi2 e Fa#2 sono di ottone e ribadite alle leve, quelle delle altre chiavi sono di acciaio e strette nel legno del tubo, dunque non attaccate alle leve.
Negli strumenti ad ancia quest'ultima era spesso doppia, anche se a volte era applicata un'ancia semplice battente. Questo tipo ha la sua origine nel bacino orientale del Mediterraneo, essendo usato anche dagli Egizi e dai Fenici. Tali strumenti, benché ormai senza raddoppiamento, sono usati nel Caucaso, in Cina (kuantzu) e in Giappone (hiciriki). A prescindere dal Caucaso, questo tipo è ormai estinto in Europa.
I clarinetti popolari furono il punto di partenza per lo sviluppo del clarinetto in Europa all'inizio del secolo XVIII.
Dal clarinetto popolare con ancia battente semplice con un unico tubo, chiamato chalumeau, Johann Christoph Denner a Norimberga sviluppò uno chalumeau con un maggior numero di possibilità all'inizio del secolo XVIII. Egli sostituì il tubetto idioglotto con un bocchino in forma di becco d'uccello, a cui l'ancia separata viene legata con una corda di seta. Dato che bocchino e ancia sono parti separate in tali strumenti, questi sono chiamati nella terminologia organologica eteroglotti. Già nel secolo XVIII gli chalumeaux erano costruiti in vari formati, quindi con fondamentali diversi. Gli chalumeaux soprani constano di due pezzi: il bocchino in forma di becco d'uccello, a cui è applicata l'ancia semplice, con un rigonfiamento all'estremità inferiore con mortasa, dove è inserito il tenone all'estremità superiore della parte principale della strumento, e appunto questa parte principale coi fori I-VI sul davanti. Questi ultimi emettono, quando vengono aperti uno dopo l'altro, la scala diatonica di Sol maggiore da Sol3 a Fadiesis4. Sul davanti c'è poi un foro duplicato per il mignolo destro oppure sinistro (m); quando questo viene chiuso lo strumento emette Fa3. C'è inoltre sul retro un foro per il pollice (p), più alto del foro I. Aprendo questo foro, lo strumento emette Sol4. Infine ci sono due chiavi chiuse montate in supporti in un anello tornito vicino all'estremità superiore della parte principale. Aprendo con l'indice della mano superiore la chiave sul davanti del tubo, si produce La4 quando si apre col pollice della mano superiore la chiave sul retro, lo strumento emette Si4. Uno chalumeau soprano ha quindi l'ambito da Fa3 a Si4. Gli armonici sono praticamente impossibili; eccezionalmente si trova Do5, armonico di Fa3.
La cameratura dello chalumeau è cilindrica. Ora, una Cameratura cilindrica in combinazione con un 'ancia (semplice o doppia) ha certe caratteristiche acustiche. Il tubo d'un tale strumento si comporta come un tubo d'organo chiuso. La prima conseguenza è la lunghezza del tubo: un tubo d'organo chiuso o uno strumento ad ancia con cameratura cilindrica ha una lunghezza che è circa la metà di quella necessaria per un tubo d'organo aperto o d'uno strumento che si comporta come tale, con lo stesso fondamentale. Un flauto dolce con fondamentale Fa3 ha una distanza tra il bordo superiore della bocca e l'uscita di 440-480 mm, uno chalumeau col fondamentale Fa3 misura poco più di 220 mm. – La seconda conseguenza è che uno strumento ad ancia con cameratura cilindrica, come un tubo d'organo chiuso, ha armonici diversi da quelli emessi da tubi di organi aperti o da strumenti comportantisi come questi. Come s'è già detto, gli armonici d'un flauto dolce sono l'ottava, la duodecima la decima quinta, la decimasettima, la decimanona ecc. del fondamentale. Uno strumento come lo chalumeau invece ha come armonici: la duodecima, la decimasettima ecc. del fondamentale. Questa produzione di armonici non solo influisce sul timbro, ma anche sull'estensione dell'ambito verso gli acuti. E per questa ragione che abbiamo detto che l'eventuale Do5 sullo chalumeau soprano si produce come armonico di Fa3.
Ci sono anche chalumeaux più grandi, soprattutto coi fondamentali Do3 e Fa2. Questi sono fatti normalmente in tre pezzi: dalla parte principale è staccato il piede col foro m. Dato che il piede è girevole, basta fornire un unico foro m.
La parte principale del tubo ha tenoni alle estremità superiore e inferiore che corrispondono a mortase all'estremità inferiore del bocchino, e a quella superiore del piede. Il bocchino e il piede hanno rigonfiamenti intorno alle mortase; il foro m attraversa il rigonfiamento del piede. Un tale chalumeau assomiglia molto a un flauto dolce. Non è da dimenticare che Johann Christoph Denner e suo figlio Jacob erano soprattutto costruttori di flauti dolci. Non è dunque da meravigliarsi che i loro chalumeaux diano l'impressione d'essere flauti dolci.
Uno chalumeau su Do3 ha una lunghezza di circa 330 mm, uno su Fa2 di circa 440 mm. (Flauti dolci su questi fondamentali avrebbero approssimativamente la lunghezza doppia). Ci sono anche chalumeaux con tubi più lunghi, specialmente strumenti col fondamentale Fa1, eventualmente con chiavi aperte d'estensione per portare l'ambito sino a Do1. Chalumeaux di quest'ultimo tipo hanno quindi quasi l'ambito del fagotto.
Gli chalumeaux sono prescritti da vari compositori dell'epoca barocca sino agli anni 1760. Antonio Vivaldi dà come traslitterazione del nome dello strumento scialmò.
Lo chalumeau in senso stretto è un tipo di strumento non rappresentato in questa collezione. Abbiamo però trattato di questo tipo di strumento perché funzionale alla comprensione dei clarinetti.
Lo chalumeau col fondamentale Fa2 fu il punto di partenza dello sviluppo del clarinetto normale. Poco tempo dopo, ancora nel secolo XVIII, furono derivati dal clarinetto normale altri strumenti simili – il clarinetto basso, il corno bassetto e il clarinetto d'amore – che formano una nuova famiglia.
Il clarinetto d’amore fu ideato intorno al 1770. E’ un clarinetto in Lab, Sol o Fa (quindi traspositore d’una terza maggiore, d’una quarta o d’una quinta più bassa) con una campana svasata. Il nome si spiega con l’applicazione della campana svasata dell’oboe d’amore a un clarinetto in una tonalità bassa.
Il clarinetto d’amore è costruito come il clarinetto normale, ma ha un collo d’oca d’ottone, alquanto curvo, tra il barilotto e il pezzo superiore. Il collo d’oca è cilindrico. Il numero delle chiavi nel clarinetto d’amore varia generalmente tra tre e sei. Iwan Mueller ideò un clarinetto d’amore con tredici chiavi. I clarinetti d’amore conservati hanno raramente più di sei chiavi, sicché è da supporre che lo strumento diventasse obsoleto intorno al 1825.
Il clarinetto d’amore non è mai prescritto nell’orchestra sinfonica, ma appare in certe opere per complessi di strumenti a fiato nell’Europa centrale. Durante il periodo breve della sua vita il clarinetto d’amore fu dunque uno strumento da banda.
Bibliografia
Van der Meer J.H.
Strumenti musicali europei del Museo Civico medievale di Bologna
Bologna
Nuova Alfa Editoriale
1993
p. 68
Tipologia: marchio
Posizione: sul pezzo superiore al di sopra della chiave La3, sul pezzo centrale tra i fori IV e V, sul pezzo inferiore all'altezza della chiave Fa#2, e sulla campana
Descrizione: fiore a sei petali / LANGE / A TURIN / fior