
1806/ sec. XX prima metà
fucile
Fucile con canna e otturatore cilindrico scorrevole in acciaio brunito; il calcio e la cassa sono in legno. Sulla canna è fissato un alzo graduato; mentre in corrispondenza della volata è presente la tacca di mira e il fermo per inastare la sciabola-baionetta (qui non conservata). Il ponticello del grilletto in acciaio brunito è munito di riccio d'appoggio per il dito medio, mentre nella cassa è inserita la bacchetta nettatoia.
Sull'acciaio, vicino all'alzo, sono presenti i punzoni che si riferiscono all'arsenale di produzione e all'anno di fabbricazione; tre marchi invece, due incisi sull'acciaio e l'altro impresso sul legno, non sono stati identificati. Sulla canna è riportata una scritta celebrativa, mentre sulla pala destra del calcio è impresso il marchio di fabbrica.
Fucile modello “Vetterli 1870”, che il forlivese Vittorio Maltoni ricevette in premio nel 1887 dal Ministero della Guerra, in occasione della gara provinciale di Milano di Tiro a Segno Nazionale.
Il fucile “Vetterli” deve il suo nome all’ esemplare a ripetizione manuale progettato tra il 1860 e il 1870 dallo svizzero Friedrich Vetterli, responsabile della fabbrica d'armi di Neuhausen. Tale modello, dotato di un serbatoio tubolare posto lungo il fusto dove alloggiavano 12 proiettili , venne preso in considerazione da parte degli Alti Comandi Italiani come valida alternativa all'ormai obsoleto Carcano modello 1860, ma risultò troppo costoso per essere adottato come arma universale per i soldati del Regno d’Italia. Venne quindi modificato in un esemplare di fucile monocolpo, con cartucce da 10,4 mm, denominato "Vetterli italiano modello 1870".
Tuttavia nel giro di pochi anni ci si accorse che questa tipologia di fucile monocolpo risultava poco pratica e non più adatta alle esigenze belliche dell’epoca, si decise quindi di dotare il “Vetterli” di un meccanismo a ripetizione per aumentare la velocità di tiro, lasciando però inalterato il calibro (10,4mm). Si aggiunse quindi un caricatore lineare, ossia una scatola metallica posta sotto l'otturatore che andava a contenere il pacchetto da 4 colpi, che fu disegnato dal Capitano di Artiglieria Giuseppe Vitali e che permetteva di ricaricare l'arma più velocemente rispetto al serbatoio tubolare. Per l'inserimento del caricatore fu realizzata un’ apertura nella parte inferiore del calcio e si aggiunse una piastra per sostenerlo; venne poi montato un meccanismo a rotaia per mantenere sempre in posizione corretta l'otturatore. Il fucile così modificato assunse quindi la nuova denominazione "Vetterli- Vitali 1870/87".
Durante la Prima Guerra Mondiale l’esercito italiano fu armato principalmente del fucile “modello 1891” sistema Mannlicher- Carcano, alimentato con caricatori da cartucce calibro 6,5 mm (a seguito della messa a punto della polvere senza fumo avvenuta nel 1884 da parte di Paul Marie Eugenè Vieille, divenne infatti possibile progettare fucili di calibro minore rispetto a quelli fino ad allora adottati). Inizialmente però, vista la difficoltà di far fronte da subito alle numerose richieste di fucili “modello 1891”, le retrovie continuarono a essere armate di fucili "Vetterli- Vitali mod. 1870/ 87" (che giacevano del resto inutilizzati a migliaia negli arsenali militari italiani), riconvertiti tuttavia in modo da poter utilizzare il calibro italiano standard dell'epoca, ossia il 6,5 Carcano. Si cambiò quindi ancora una volta il caricatore, montandone uno adatto al nuovo calibro e ovviamente si dotò il fucile di una canna atta ad accogliere le cartucce da 6,5 mm. La modifica avvenne nel 1915, ma l'adozione della nuova tipologia di fucile fu solo del 1916: da qui la denominazione "Vetterli- Vitali 1870/87/16". Si ipotizza che la trasformazione possa aver riguardato circa 400.000 fucili che finirono ad armare la Milizia Territoriale, le Truppe Coloniali ed altri Corpi non di prima linea.
Data la scritta celebrativa incisa sulla canna dell'arma in esame e considerando che il fucile è abitualmente esposto insieme agli altri cimeli della Guerra 1915-18, si potrebbe trattare di un esemplare di "Vetterli 1870" riutilizzato negli anni della Prima Guerra Mondiale per le gare di tiro a segno. Questo spiegherebbe forse la mancanza del caricatore lineare posto di solito sotto l'otturatore, dal momento che tale meccanismo a ripetizione risultava fondamentale nelle manovre militari, ma non nelle prove di tiro, dove necessitava soprattutto l'esattezza del fucile. Non può comunque essere del tutto esclusa l'avvenuta trasformazione dell'arma nel modello "Vetterli- Vitali 1870/87" o nel successivo "Vetterli- Vitali 1870/87/ 16".
Dai punzoni presenti sulla parte anteriore del fucile in esame, si può affermare che l’arma fu prodotta presso la Fabbrica Nazionale d’Armi di Brescia nel 1885.
Bibliografia
Mantoan N.
Armi ed equipaggiamenti dell’esercito italiano nella grande guerra 1915-1918
Novale Valdagno
Gino Rossato
1996
pp. 97-98
Tipologia: marchio
Identificazione: Fabbrica d'Armi di Brescia
Posizione: sul legno della pala destra del calcio
Descrizione: Marchio di fabbrica impresso sul legno formato da due cerchi concentrici: nel giro si legge "ARTIG A FAB A D'ARMI/ BRESCIA" in stampatello maiuscolo, mentre al centro "1887" in numeri arabi.
Tipologia: marchio
Posizione: sull'acciaio, vicino all'alzo
Descrizione: Marchio inciso costituito da due "L" (o "P") corsive all'interno di un ovale.
Tipologia: marchio
Posizione: sul legno, in corrispondenza dell'alzo
Descrizione: Marchio impresso sul legno formato da un ovale con all'interno le lettere maiuscole "V. P.".
Tipologia: marchio
Posizione: sull'acciaio, in corrispondenza dell'alzo
Descrizione: Marchio inciso costituito da un ovale con all'interno le lettere maiuscole "GG".