
Barbieri Giovanni Francesco detto Guercino
1591/ 1666
1595/ 1665-1672
1603/ 1649
1590 ca./ 1647 ante
dipinto
n. 0019
La tela ripropone il brano evangelico in cui Cristo risorto si rivela a due devoti pellegrini che pur non avendolo riconosciuto, lo invitano al riparo e al ristoro nella loro casa di Emmaus. I testi sacri descrivono questo rivelarsi, col semplice gesto della benedizione del pane.
Il Guercino, come il precedente Caravaggio, ritrae il preciso attimo del riconoscimento, che provoca un moto di sorpresa nei due vecchi ospiti.
Trattasi di un tema da interno, alla caravaggesca, proprio per questo potenziale da coup de theatre, sposabile a una luminosità che evochi l’incursione rivelatrice, come in questo caso, l'utilizzo di un fascio di luce radente, che taglia diagonalmente le figure.
La composizione si divide fra interno ed esterno: è riconoscibile un paesaggio marino da una parte e agreste dall'altra, il cielo è all'imbrunire in coerenza con le scritture che riferiscono l'avvenimento sul fare della sera.
Il tavolo è quasi spoglio sulla bianca tovaglia, sono ancora vuoti i piatti metallici, un tovagliolo sembra cadere, il giovane sta ancora apparecchiando, mirabile la descrizione di questi oggetti sia nella luminosità tattile, sia nella scelta compositiva.
Del piatto al centro del dipinto ne è quasi indecifrabile il contenuto parrebbero neri mitili, che avrebbero una corrispondenza con il mare ma non è escluso che si tratti di fichi.
L'attenzione alle superfici dei differenti tessuti e la tipologia di alcuni volti richiamano le ormai riconoscibili caratteristiche di Matteo Loves, che era anch'egli entrato nella bottega del maestro.
La sua mano è riscontrabile nel tappeto di gusto nordico e nel giovane servitore che presenta tratti somatici, identificabili anche in altre opere dell'artista, come il taglio allungato degli occhi.
La mano del maestro è limitata, quasi sicuramente, alla testa e alla mani del Cristo che risaltano per la potenza della plasticità delle forme e dell'incarnato.
La Cena di Emmaus guerciniana è da considerarsi opera di bottega, anche se è comunque da considerarsi derivante da un preciso progetto e dalla costante supervisione dello stesso Guercino.
La composizione a più mani potrebbe essere stata una scelta obbligata, in quanto il priore del convento aveva possibilità di spesa molto bassa rispetto le tariffe per un quadro completamente autografo del maestro.
Il fatto che quest’opera non sia citata nel Libro dei Conti può essere ritenuta una conferma della sua datazione anteriore al gennaio 1629, inizio delle registrazioni, ma comunque successiva al periodo romano come invece ha notato Denis Mahon.
Baruffaldi riteneva l'opera autografa di Benedetto Gennari senior, ma quest'ultimo morì nel 1610, ma essendo riconoscibili elementi stilistici messi a punto dopo il viaggio a Roma, questa attribuzione risulta errate.
Bibliografia
Scannelli F.
Microcosmo della pittura overo trattato diviso in due libri
Cesena
Neri
1657
Bibliografia
Malvasia C.C.
Felsina pittrice vite de pittori bolognesi alla maesta christianissima di Luigi 14. re di Francia e di Nauarra il sempre vittorioso consagrata dal co. Carlo Cesare Maluasia fra Gelati l’Ascoso
Bologna
Barbieri
1678
Bibliografia
Calvi A.
Notizie della vita e delle opere del cavaliere Giovan Francesco Barbieri
Bologna
1808
p. 48
Bibliografia
Righetti O. C.
Le pitture di Cento e le vite in compendio di varj incisori e pittori della stessa città
Ferrara
Stamperia Camerale
1768
Bibliografia
Baruffaldi G.
Vite de’ pittori e scultori ferraresi scritte dall’arciprete Girolamo Baruffaldi [1697-1722 ca.] con annotazioni
Ferrara
Taddei
1844-1846
p. 479
Bibliografia
Atti G.
Intorno alla vita e alle opere di Gian Francesco Barbieri
Roma
1861
p. 28
Bibliografia
Mezzetti A.
Omaggio al Guercino
Bologna
1967
p. XXXIV
Bibliografia
Barbanti N.
Il Guercino
Bologna
Edizioni G
1968
Bibliografia
Roli R.
I fregi centesi del Guercino
Bologna
Patron
1968
Bibliografia
Mahon D.
Il Guercino. Catalogo critico dei dipinti.
Bologna
Alfa editoriale
1968
p. 10
Bibliografia
Bagni P.
Benedetto Gennari e la bottega del Guercino
Bologna
Nuova Alfa Editoriale
1986
p. 222
Bibliografia
Pinacoteca Civica
La pinacoteca civica di Cento. Catalogo generale
Bologna
Nuova Alfa Editoriale
1987
pp. 54-55
Bibliografia
Salerno L.
I dipinti del Guercino
Roma
1988
Bibliografia
Mahon D. (a cura di)
Giovanni Francesco Barbieri Il Guercino
Cassa di Risparmio di Cento
1991
Bibliografia
Ficacci L.
Bentini J./ Fornari Schianchi L. (a cura di)
L’opera ferrarese di Carlo Bononi e del Guercino.
La pittura in Emilia e in Romagna. Il Seicento.
Milano
Electa
1994
pp. 274-299
Bibliografia
Pulini M. (a cura di)
Guercino: racconti di paese : il paesaggio e la scena popolare nei luoghi e nell’epoca di Giovanni Francesco Barbieri
Milano
Federico Motta Editore
2001