
Barbieri Giovanni Francesco detto Guercino
1591/ 1666
dipinto
n. 0030
L'episodio rappresentato non è riportato nei Vangeli, ma il tema si presta bene alla rappresentazione degli affetti, che si impongono come protagonisti della composizione; infatti, tutto è volto all'elevazione spirituale di quello scambio di sguardi, tanto che il pittore decide perfino di far scomparire completamente il fondale. La monumentalità delle figure, trattate con un ricercato disegno, illuminate frontalmente, sono esaltate e quasi costrette in un piano bidimensionale. Infine deve essere annoverato l'uso di colori tanto ricercati quanto forti, soprattutto nei panneggi, mirabilmente accarezzati da quella brezza, che sembra derivare dall'inaspettato arrivo del Cristo, la stessa che fa svolazzare le pagine ancora aperte del libro che stava leggendo la Vergine. Curiosamente la posa della Vergine sembra ricalcare quella della tela "Madonna col Bambino benedicente" quasi a significare la continuità del suo ruolo nella vita del figlio, quella, cioè, di accompagnatrice e sostenitrice, che viene simboleggiato ancora da quella mano che lo regge proprio nella medesima posizione.
"Il quadro rappresenta il Cristo mentre appare alla Madre inginocchiata davanti a lui, ella lo contempla con una tenerezza indicibile. La sinistra tocca il corpo del figlio , proprio sotto quella ferita atroce, che guasta tutto il quadro. Egli le appoggia la sinistra intorno al collo, e sta curvo per vederla meglio, è inclinato un poco all'indietro. Questa movenza conferisce alla figura, non vorrei dire alcunché d sforzato, si di innaturale; ciò nonostante essa riman sempre oltre ogni modo seducente…", migliori parole non avrebbe potuto spendere, se non queste, Goethe, durante il suo "Viaggio in Italia" affascinato dalla bellezza della tela. Anche quest'opera come "La Madonna con Bambino benedicente" si colloca in una fase stilistica estremamente delicata, in quanto sembra avvicinarsi alla teoria del classicismo formulata da Giovanni Battista Agucchi, conosciuto personalmente durante il viaggio romano. "Opera non mai abbastanza lodata" (Baruffaldi), "assai laudibile" (Scanelli), sono alcune delle letture che ne hanno determinato la fortuna critica. Nel "Libro dei Conti" di Marco Antonio Barbieri viene menzionata l'opera per un restauro, necessario a causa dell'umidità della chiesa in cui era posta. Riguardo quest'opera il Malvasia ci narra un aneddoto, riguardante il Reni e il Guercino stesso, per cui sembra che quest'ultimo abbia preso a modello il maestro bolognese in particolare nella Madonna, che risulta analoga a una pala del Reni nella cattedrale di Modena, presente almeno dal 1622.
Bibliografia
Scannelli F.
Microcosmo della pittura overo trattato diviso in due libri
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Neri
1657
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Bibliografia
Malvasia C.C.
Felsina pittrice vite de pittori bolognesi alla maesta christianissima di Luigi 14. re di Francia e di Nauarra il sempre vittorioso consagrata dal co. Carlo Cesare Maluasia fra Gelati l’Ascoso
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Barbieri
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Bibliografia
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Notizie della vita e delle opere del cavaliere Giovan Francesco Barbieri
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Righetti O. C.
Le pitture di Cento e le vite in compendio di varj incisori e pittori della stessa città
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Bibliografia
Baruffaldi G.
Vite de’ pittori e scultori ferraresi scritte dall’arciprete Girolamo Baruffaldi [1697-1722 ca.] con annotazioni
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Bibliografia
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Bibliografia
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Benedetto Gennari e la bottega del Guercino
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Bibliografia
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La pinacoteca civica di Cento. Catalogo generale
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Nuova Alfa Editoriale
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Bibliografia
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Bibliografia
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Bentini J./ Fornari Schianchi L. (a cura di)
L’opera ferrarese di Carlo Bononi e del Guercino.
La pittura in Emilia e in Romagna. Il Seicento.
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Electa
1994
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