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Sala Maccari (foto M. Rossi-Viterbo Fotocine, Longiano)
Sala Maccari (foto M. Rossi-Viterbo Fotocine, Longiano)
Veduta della Rocca
Veduta della Rocca
Mino Maccari, Al mare (1952), olio su tela, cm 35 x 55
Mino Maccari, Al mare (1952), olio su tela, cm 35 x 55
Mino Maccari, Prostituta (1950), olio su carta intelata, cm 52 x 36
Mino Maccari, Prostituta (1950), olio su carta intelata, cm 52 x 36
Mino Maccari, Nudo (1950), olio su cartone telato, cm 30 x 40
Mino Maccari, Nudo (1950), olio su cartone telato, cm 30 x 40
Mino Maccari, Cancan a Parigi, in onore del sindaco di Roma (1955), inchiostro, acquarello e tempera, cm 18,8 x 21
Mino Maccari, Cancan a Parigi, in onore del sindaco di Roma (1955), inchiostro, acquarello e tempera, cm 18,8 x 21
Mario Mafai (Roma, 1902-1965), Nudo (1933), olio su cartone telato, cm25 x 31
Mario Mafai (Roma, 1902-1965), Nudo (1933), olio su cartone telato, cm25 x 31
Mino Maccari, Senza Titolo (1932), linoelografia, cm 20,5 x 13,5. Parte della matrice tirata per "Il Sevaggio", Roma anno IX, n.4, 15 giugno 1932-X, con la didascalia: "COCKTAIL"
Mino Maccari, Senza Titolo (1932), linoelografia, cm 20,5 x 13,5. Parte della matrice tirata per "Il Sevaggio", Roma anno IX, n.4, 15 giugno 1932-X, con la didascalia: "COCKTAIL"
Mario Mafai (Roma, 1902-1965), Ravanelli e bottiglia (1953), olio su tela, cm 32,6 x 25
Mario Mafai (Roma, 1902-1965), Ravanelli e bottiglia (1953), olio su tela, cm 32,6 x 25
Mino Maccari, Il vecchio ladro (1948), olio su compensato, cm 43 x 33
Mino Maccari, Il vecchio ladro (1948), olio su compensato, cm 43 x 33
La Rocca e il borgo
La Rocca e il borgo
La Rocca,il cortile
La Rocca,il cortile
La Rocca,particolare
La Rocca,particolare
Mino Maccari, Senza titolo (1962), pennarello, pastello e acquarello, cm 40,3 x 50
Mino Maccari, Senza titolo (1962), pennarello, pastello e acquarello, cm 40,3 x 50
Mino Maccari, Senza titolo (1970), olio su cartone telato, cm 35 x 30
Mino Maccari, Senza titolo (1970), olio su cartone telato, cm 35 x 30
Giorgio Amelio Roccamonte, I fiori del deserto, 1972-73 (foto M. Rossi-Viterbo Fotocine, Longiano)
Giorgio Amelio Roccamonte, I fiori del deserto, 1972-73 (foto M. Rossi-Viterbo Fotocine, Longiano)
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Sala dedicata a Tito (foto M. Rossi-Viterbo Fotocine, Longiano)
Sala dedicata a Tito (foto M. Rossi-Viterbo Fotocine, Longiano)
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Targa in bronzo, esposta all'esterno del Museo, con il logo del riconoscimento “Museo di Qualità” assegnato dall’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna.
Targa in bronzo, esposta all'esterno del Museo, con il logo del riconoscimento “Museo di Qualità” assegnato dall’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna.

Longiano

Fondazione Tito Balestra – Museo d'arte moderna e contemporanea

Sala Maccari (foto M. Rossi-Viterbo Fotocine, Longiano)
Sala Maccari (foto M. Rossi-Viterbo Fotocine, Longiano)
Veduta della Rocca
Veduta della Rocca
Mino Maccari, Al mare (1952), olio su tela, cm 35 x 55
Mino Maccari, Al mare (1952), olio su tela, cm 35 x 55
Mino Maccari, Prostituta (1950), olio su carta intelata, cm 52 x 36
Mino Maccari, Prostituta (1950), olio su carta intelata, cm 52 x 36
Mino Maccari, Nudo (1950), olio su cartone telato, cm 30 x 40
Mino Maccari, Nudo (1950), olio su cartone telato, cm 30 x 40
Mino Maccari, Cancan a Parigi, in onore del sindaco di Roma (1955), inchiostro, acquarello e tempera, cm 18,8 x 21
Mino Maccari, Cancan a Parigi, in onore del sindaco di Roma (1955), inchiostro, acquarello e tempera, cm 18,8 x 21
Mario Mafai (Roma, 1902-1965), Nudo (1933), olio su cartone telato, cm25 x 31
Mario Mafai (Roma, 1902-1965), Nudo (1933), olio su cartone telato, cm25 x 31
Mino Maccari, Senza Titolo (1932), linoelografia, cm 20,5 x 13,5. Parte della matrice tirata per "Il Sevaggio", Roma anno IX, n.4, 15 giugno 1932-X, con la didascalia: "COCKTAIL"
Mino Maccari, Senza Titolo (1932), linoelografia, cm 20,5 x 13,5. Parte della matrice tirata per "Il Sevaggio", Roma anno IX, n.4, 15 giugno 1932-X, con la didascalia: "COCKTAIL"
Mario Mafai (Roma, 1902-1965), Ravanelli e bottiglia (1953), olio su tela, cm 32,6 x 25
Mario Mafai (Roma, 1902-1965), Ravanelli e bottiglia (1953), olio su tela, cm 32,6 x 25
Mino Maccari, Il vecchio ladro (1948), olio su compensato, cm 43 x 33
Mino Maccari, Il vecchio ladro (1948), olio su compensato, cm 43 x 33
La Rocca e il borgo
La Rocca e il borgo
La Rocca,il cortile
La Rocca,il cortile
La Rocca,particolare
La Rocca,particolare
Mino Maccari, Senza titolo (1962), pennarello, pastello e acquarello, cm 40,3 x 50
Mino Maccari, Senza titolo (1962), pennarello, pastello e acquarello, cm 40,3 x 50
Mino Maccari, Senza titolo (1970), olio su cartone telato, cm 35 x 30
Mino Maccari, Senza titolo (1970), olio su cartone telato, cm 35 x 30
Giorgio Amelio Roccamonte, I fiori del deserto, 1972-73 (foto M. Rossi-Viterbo Fotocine, Longiano)
Giorgio Amelio Roccamonte, I fiori del deserto, 1972-73 (foto M. Rossi-Viterbo Fotocine, Longiano)
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Sala dedicata a Tito (foto M. Rossi-Viterbo Fotocine, Longiano)
Sala dedicata a Tito (foto M. Rossi-Viterbo Fotocine, Longiano)
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Targa in bronzo, esposta all'esterno del Museo, con il logo del riconoscimento “Museo di Qualità” assegnato dall’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna.
Targa in bronzo, esposta all'esterno del Museo, con il logo del riconoscimento “Museo di Qualità” assegnato dall’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna.
Piazza Malatestiana, 1 – Longiano (FC)
Tel. 0547 665 850
Email: fondazione@iol.it

Ha riaperto al pubblico, dopo importanti lavori di restauro, la Fondazione Tito Balestra Onlus. Costituitasi nel 1986 con lo scopo di tutelare la raccolta d'arte moderna del poeta e scrittore longianese Tito Balestra (1923-1976), la Fondazione ha sede nel Castello Malatestiano, dove si conserva l'intera collezione comprendente circa duemilatrecento opere pittoriche, grafiche e scultoree. Formatasi durante il lungo periodo di vita trascorso a Roma da Balestra (autore di numerose raccolte poetiche, da 'Quiproquo' edito da Garzanti nel 1974 a 'Poesie di Liestal' del 1976, e collaboratore de 'Il Mondo' e di altre riviste letterarie) a contatto con gli ambienti artistici della capitale, la collezione presenta elementi di particolare interesse nel contesto della vicenda figurativa italiana del Novecento. Dell'opera di Mino Maccari, la Fondazione Tito Balestra detiene uno dei fondi più rilevanti tuttora esistenti a livello nazionale. Nelle sale del castello sono esposte serie pittoriche e grafiche di Mafai, Rosai, de Pisis, Morandi, Guttuso, Vespignani, Bartolini, Zancanaro, Ziveri, Sironi, Fantuzzi, Campigli, Vangelli e di altri maestri novecenteschi. Una sala è dedicata alle opere di artisti stranieri, quali Matisse, Chagall, Kokoschka, Goya, Twombly, Heckel. La Fondazione, oltre a svolgere un'intensa attività di promozione e valorizzazione del proprio patrimonio, realizza importanti rassegne espositive sui protagonisti dell'arte e della letteratura del Novecento italiano.

Riconosciuta ufficialmente nel 1989 ed attiva dal 1991, la Fondazione Tito Balestra nasce sulla base della donazione di 2300 opere, dipinti, sculture e grafica, effettuata dalla vedova del poeta novecentesco, Anna Maria De Agazio, all’Amministrazione comunale di Longiano. Esposta per la prima volta nel 1982 in una sala comunale, la collezione Balestra ha trovato sede nel Castello Malatestiano, le cui origini longobarde risalgono a prima della metà del Mille per poi essere residenza dei Malatesta dal 1295 al 1462 e poi passare alla proprietà del pontefice che, lo concesse in feudo ai conti Rangoni di Modena sino al 1531; in seguito rimase alla chiesa per poi esserle espropriato durante il regno napoleonico. Dopo l’unità d’Italia, il castello veniva restaurato e decorato, nella Sala dell’Arengo e in quelle adiacenti, da Giovanni Canepa e Girolamo Bellani; e la sua imponente struttura difensiva accoglieva, nel corso della seconda guerra mondiale, gli sfollati sotto i suoi cunicoli.
Curata da Flaminio Balestra, la Fondazione opera con l’obiettivo di studio e divulgazione della conoscenza delle arti visuali contemporanee ed il loro costante incremento, soprattutto della grafica di cui possiede un cospicuo patrimonio, attraverso l’esposizione permanente, mostre temporanee ed eventi correlati a donazioni e nuove acquisizioni. Il percorso espositivo del museo si snoda sui piani del castello, dal primo al terzo, dove si trovano, divisi per sezioni, i lavori di Luciano Bartolini, Massimo Campigli, Pietro Consagra, Filippo de Pisis, Riccardo Francalancia, Renato Guttuso, Mino Maccari, Mario Mafai, Giacomo Manzù, Marino Marini, Mario Sironi, Ardengo Soffici, Antonello Trombadori, Antonio Vangelli, Alberto Sughi, Ottone Rosai, Ennio Morlotti, Giorgio Morandi, Renzo Vespignani, Tono Zancanaro, Francisco Goya y Lucientes, Marc Chagall, Oscar Kokoscha, Ferdinand Leger, Henry Matisse, Georges Rouault, Cy Twombly; nonché un’importante raccolta di milleottocento olii ed opre grafiche di Mino Maccari e sculture di Amelio Roccamonte, Pietro Guida, Antonio Mangelli e Ilario Fioravanti e Alan Gattamorta.
Al piano seminterrato si svolge l’attività espositiva temporanea della Fondazione, di cui si ricorda la rassegna annuale d’arte, musica e poesia Sagge sono le muse; le mostre Cuba la isla grande. Arte società e cultura, Antonio Vangelli. Opere dal 1946 al 1997, Vanitas vanitatum, & omnia vanita.Il tema della vanità nella pittura e nella scultura italiana contemporanea, Incisioni di Mino Maccari per “Il Selvaggio” 1924-1943, Renzo Vespignani. Disegni e incisioni all’acquaforte 1943-1983, Lalla Romano Pittura Disegni Manoscritti e Documenti, e successivamente l’Omaggio a Lalla Romano nel centenario della nascita, poi le monografiche dedicate a Ilario Fioravanti: Ottanta incisioni, Compianto sul Cristo, Sculture Disegni incisioni 1973-1998, la grande retrospettiva sul profilo artistico di Francesco, Gaetano e Rosalba Arcangeli e la continua memoria, attraverso varie iniziative, del poeta Tito Balestra. L’attività è proseguita con le mostre antologiche su Pirro Cuniberti, Umberto Giovannini, Giuliano Giuliani, Renato Guttuso, Edoardo Sanguineti. Parola immagine musica, ed infine l’ultimo appuntamento della rassegna ciclica Sagge sono le muse. In viaggio con Michel Butor. Da ricordare anche: "Giovanni Sesto Menghi. La vita e l'arte. Ritrovamenti e scoperte"; "Mario Dondero. Una commedia umana. Ritratti e reportage", la performance – installazione "Lo sdrucciolo cuore che in me è ribelle. Letture da poetesse del Novecento", il ciclo di incontri "Gli artisti di Tito Balestra", "Gian Ruggero Manzoni. L’ombra della parola", "Pierre Leloup / Mylène Besson. Pas de deux. Opere recenti" eventi nell'ambito di "Sagge sono le Muse – intermezzo 2008", "Guido Strazza. Dipinti, disegni, sculture dal 1952 al 2008", "Franco Gentilini. Opere dal 1942 al 1980", "Gianni Cestari. Viaggio senza mappa, tra Ariosto, Coronelli e Rosen", "Il presepe celeste e trenta disegni inediti di Claudio Palmieri", "Ricordo di Toti Scialoja", "Collezione 7×11. La poesia degli artisti", "Venti opere e il presepe dischiuso di Bruno Conte" e "Michel Butor. Ritorno a Longiano".

Pubblicazioni e cataloghi

Appella G. (a cura di), La Collezione Balestra, Umberto Allemandi Editore, Torino, 2004.

Pubblicazioni e cataloghi

Balestra F. (a cura di), Incisioni di Mino Maccari per il "Selvaggio", 1924-1943. Collezione Tito Balestra, Siena, 1998.

Pubblicazioni e cataloghi Fondazione Tito Balestra Onlus, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 50.

Pubblicazioni e cataloghi Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo – 2. ed. aggiornata, Bologna, Clueb, 2008.

Pubblicazioni e cataloghi Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo, Bologna, Compositori, 2004, pp. 181-182

Pubblicazioni e cataloghi Piraccini O., Fondazione Tito Balestra, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 178, n. 27.

Pubblicazioni e cataloghi La Collezione Balestra, Roma 1982.

Storia dell’edificio Il possente edificio due-trecentesco che domina il suggestivo borgo medievale, ha subito diverse modificazioni nel corso del tempo, dapprima nel XV secolo ad opera dei Rangoni, signori di Longiano, e nel secolo scorso, allorchè divenne sede della residenza municipale.

Dati specifici Classe: Arte

Dati specifici Sottoclasse: Arte contemporanea storica (1900-1950)

Dati specifici Sottoclasse: Arte contemporanea attuale (1950 ad oggi)

Dati specifici Sottoclasse: Arte figurativa

Dati specifici Sottoclasse: Arte astratta

Dati specifici Sottoclasse: Arte informale

Dati specifici Sottoclasse: Arte concettuale

Dove si trova

Piazza Malatestiana, 1
Longiano (FC)
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