
Castel San Giovanni
Ospitata nelle cantine della settecentesca Villa Braghieri, la raccolta è il risultato della paziente opera di ricerca del Prof. Fiorello Bottarelli per salvare dalla dispersione preziose testimonianze della passata civiltà contadina, assieme a reperti archeologici, prevalentemente costituiti da frammenti di manufatti di epoca romana e medievale, resti paleontologici relativi a grandi erbivori del passato più remoto, quali rinoceronti, orsi, cervi, elefanti, mammuth, nonché fossili vegetali e marini.
Nucleo principale della collezione rimangono però gli strumenti e gli attrezzi da lavoro che documentano lo svolgimento delle attività produttive ed artigianali strettamente legate al mondo rurale. L'esposizione comprende anche una raccolta di monete metalliche del Regno d'Italia e della Repubblica, vecchi giocattoli per ragazzi e la serie completa delle antiche misure piacentine per i solidi. Il percorso espositivo è corredato da vecchie foto degli anni Trenta e Quaranta illustranti le diverse fasi delle attività agricole e da cartoline d'epoca.
Storia dell’edificio I lavori di edificazione di Villa Braghieri risalgono al XVII secolo e proseguono per tutto il XVIII. Inizialmente adibita a "casino di campagna" per volontà del conte Daniele Chiapponi, verso la fine del XVIII secolo assume la forma che tuttora conserva. In seguito a successivi passaggi di proprietà, la villa perviene nel 1905 a Carlo e Teresa Braghieri e resta di proprietà di quella famiglia fino al 1971 quando, alla morte dell'ultimo discendente, la villa diventa proprietà per volontà dell'avvocato Carlo Braghieri dell'Ente Comunale di Assistenza di Castel San Giovanni, per poi passare nel 1996 alla titolarità comunale. La villa si presenta con due volumi squadrati e affiancati: il maggiore corrispondente all'edificio residenziale e il minore riservato alle rimesse e alle scuderie. I vani interni si sviluppano in modo articolato su due livelli collegati da un imponente e scenografico scalone che parte dall'atrio. Al piano interrato le cantine, ottimamente costruite e ben conservate, si estendono su tutta l'area della parte residenziale e danno sede al Museo Etnografico della Val Tidone.