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Ricostruzione di Megaloceros Giganteus (megacero) (Archivio del Museo della Preistoria L. Donini)
Ricostruzione di Megaloceros Giganteus (megacero) (Archivio del Museo della Preistoria L. Donini)
Il Preistopark: Mammuthus primigenius a grandezza naturale (Archivio del Museo della Preistoria L. Donini)
Il Preistopark: Mammuthus primigenius a grandezza naturale (Archivio del Museo della Preistoria L. Donini)
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Ricostruzione di Bison priscus (bisonte delle steppe) dell'ultimo Glaciale (Archivio del Museo della Preistoria L. Donini)
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Un ambiente di grotta dei Gessi Bolognesi (Archivio del Museo della Preistoria L. Donini)
Un ambiente di grotta dei Gessi Bolognesi (Archivio del Museo della Preistoria L. Donini)
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San Lazzaro di Savena

Museo della Preistoria "Luigi Donini"

Ricostruzione di Megaloceros Giganteus (megacero) (Archivio del Museo della Preistoria L. Donini)
Ricostruzione di Megaloceros Giganteus (megacero) (Archivio del Museo della Preistoria L. Donini)
Il Preistopark: Mammuthus primigenius a grandezza naturale (Archivio del Museo della Preistoria L. Donini)
Il Preistopark: Mammuthus primigenius a grandezza naturale (Archivio del Museo della Preistoria L. Donini)
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Ricostruzione di Bison priscus (bisonte delle steppe) dell'ultimo Glaciale (Archivio del Museo della Preistoria L. Donini)
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Un ambiente di grotta dei Gessi Bolognesi (Archivio del Museo della Preistoria L. Donini)
Un ambiente di grotta dei Gessi Bolognesi (Archivio del Museo della Preistoria L. Donini)
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Via F.lli Canova, 49 – San Lazzaro di Savena (BO)
Tel. 051 465 132
Email: museodonini@comune.sanlazzaro.bo.it

Il Museo della Preistoria spicca nel panorama della museografia regionale per l’originalità dei contenuti e per le profonde connessioni che stabilisce con un territorio ineguagliabile sotto il profilo delle emergenze naturalistiche ed archeologiche.
E’ suddiviso in tre grandi sezioni espositive, dedicate ad altrettante tematiche connesse con lo sviluppo della preistoria, nelle quali alle collezioni naturalistiche si affiancano le raccolte paleontologiche, pre-protostoriche e archeologiche: “Origine del territorio” (geologia, paleontologia e carsismo dei Gessi Bolognesi), “Origine ed evoluzione dell’uomo” (dal Paleolitico all’Età del Bronzo), “La civiltà villanoviana” (Giovanni Gozzadini e la scoperta della necropoli delle Caselle) – che alternano senza soluzione di continuità reperti originali e ricostruzioni tridimensionali a grandezza naturale realizzate per avvicinare, con efficacia comunicativa ed immediatezza, i visitatori a uomini ed ambienti scomparsi. Ad integrazione dell’esposizione, nel parco adiacente al museo è operante dal 2008 il Preistopark, un percorso didattico incentrato sulle grandi faune estinte che hanno popolato l’Appennino durante l’ultimo periodo Glaciale.
Il percorso si è arricchito nel 2022 di una nuova sezione dedicata a San Lazzaro romana che fa il punto sulla romanizzazione del territorio bolognese orientale, individuando le possibili origini degli insediamenti che precedettero la costruzione del Lebbrosario e della Chiesa, primi nuclei del futuro centro abitato, attraverso le testimonianze del pozzo di via Caselle, gli insediamenti rustici sparsi nel territorio, la stazione di posta di Isex flumen lungo la via Emilia.

Dedicato alla memoria di Luigi Donini, speleologo bolognese insignito di medaglia d’oro al valor civile, il Museo costituisce la naturale emanazione di un’area geografica che sin dal secolo scorso è stata oggetto di ricerca da parte di insigni studiosi di paleontologia e preistoria e che è ben conosciuta in letteratura per alcuni siti famosi, come la Grotta del Farneto o la necropoli di Caselle, presso Villanova, località dalla quale deriva il nome della principale cultura italiana della prima età del Ferro.

Nella sala al piano terreno la “storia” del territorio è narrata attraverso i fossili, i minerali e le rocce provenienti dalle formazioni geologiche che modellano l’attuale paesaggio dell’Appennino bolognese, mettendone in evidenza le peculiarità naturali. La ricostruzione a grandezza naturale di un ambiente di grotta consente di osservare da vicino i diversi aspetti che rendono uniche le cavità dei Gessi Bolognesi
Gli imponenti modelli tridimensionali in proporzioni reali dei grandi erbivori estinti dell’ultimo glaciale, inseriti nel loro habitat naturale a steppa-prateria, dominando la scena al centro e sul fondo del grande salone dell’ambiente: il bisonte delle steppe, il megacero, la iena maculata. Giacimento chiave per rivisitare questo ambiente scomparso è la Cava Filo (Croara) che ha restituito le ossa di diversi animali vissuti durante la seconda parte dell’ultima glaciazione (25.000-11.500 anni fa). Particolare importanza rivestono quelli di bisonte che, nel loro insieme, rappresentano il lotto più ricco ritrovato in Italia.

Il tema dell’origine e dell’evoluzione umana viene affrontata nel Sala dell’Uomo attraverso grandi scenografie che proiettano il visitatore in momenti e luoghi distanti nello spazio e nel tempo. Nell’imponente Galleria degli Antenati, troviamo inserite in un ambiente di savana alcune figure di Ominidi del tipo Australopithecus. Al centro della sala si potrà rivivere una giornata di 200.000 anni fa in compagnia di un gruppo di Homo erectus rappresentati nelle abituali attività di sussistenza. Altre due ricostruzioni fanno da cornice alla sezione che raccoglie le testimonianze archeologiche del territorio riferibili al periodo compreso tra 120.000 e 6.500 anni fa, rivisitando le figure dell’Uomo di Neanderthal e e dell’Uomo moderno.

E’ infine lo spaccato di una capanna villanoviana ad introdurre il visitatore all’interno della sezione dedicata all’età del Ferro nella prima saletta al piano terra. A documentare lo sviluppo di questa importante aspetto culturale, precursore della civiltà etrusca, vi sono raccolte alcune sepolture, complete di corredi funebri, provenienti da diverse località della pianura e della collina bolognese. Spicca un gruppo di tombe messe in luce in località Caselle (San Lazzaro) che costituiscono il lembo superstite della necropoli posta in luce nel 1853 da Giovanni Gozzadini alle spalle della Chiesa di S. Maria delle Caselle, relative ad una cultura sino ad allora sconosciuta in Italia a cui egli decise di dare il nome di Villanoviano da quello dellasua grande dimora di campagna.

Nel Preistopark, fulcro attorno al quale ruota il percorso museale esterno sono le ricostruzioni tridimensionali a grandezza naturale di Mammuthus primigenius (Mammut) di Coelodonta antiquitatis (Rinoceronte lanoso) di Panthera leo (Leone delle caverne) e di Ursus speleo (Orso delle caverne) che con la maestosità del loro portamento, costituiscono uno straordinario messaggio su queste forme di vita estinte.

La creazione di una nuova sezione romana è collegata all'esplorazione di un pozzo romano in via Caselle, a poche decine di metri dal municipio, residuo di un nucleo abitato, prospiciente la via Emilia e più o meno coincidente con il centro odierno. Si tratta di una testimonianza di quella rete rurale imperniata su piccole fattorie e ville rustiche che caratterizzava la pianura bolognese.
Questa scoperta ha stimolato la costruzione di una mappa della demografia romana del territorio che collegasse fra loro vecchi ritrovamenti e nuove segnalazioni: è stata così messa a sistema una serie di informazioni e di dati, raccolti nel tempo e in svariate circostanze, che hanno consentito di cominciare a fissare i lineamenti generali del popolamento locale e di portare ad oltre una settantina i punti insediati nell'arco di tempo compreso fra il periodo tardo-repubblicano e l’età tardo-antica.

Pubblicazioni e cataloghi Lenzi F. Nenzioni G.(a cura di), Savena Idex. Due insediamenti rustici nell’ager bononiensis orientale, 2016

Pubblicazioni e cataloghi Lenzi F. (a cura di), Aqva Fons Vitae. Identità storia e memoria di una comunità, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2016

Pubblicazioni e cataloghi Orsini B. (a cura di), Le lacrime delle ninfe: tesori d'ambra nei musei dell'Emilia-Romagna, Bologna, Compositori, 2010, p. 287.

Pubblicazioni e cataloghi Museo della Preistoria Luigi Donini, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 27.

Pubblicazioni e cataloghi Museo della Preistoria "L.Donini", in Cantieri culturali: allestimenti, didattica, catalogazione e restauro nei musei dell'Emilia-Romagna, Bologna, Istituto Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna, 2006, p. 28.

Pubblicazioni e cataloghi Museo della Preistoria L. Donini, in Franzoni G., Baldi F. (a cura di), Bologna: una provincia, cento musei: l'archeologia, le arti, la storia, le scienze, l'identità: guida, Bologna, Provincia Settore cultura, Pendragon, 2005, p. 164.

Pubblicazioni e cataloghi Lenzi F., Nenzioni G. ( a cura di), Uomini, ambienti e animali prima della storia, Bologna, 2003.

Pubblicazioni e cataloghi Lenzi F., Museo Archeologico “Luigi Donini”, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 116, n. 65.

Pubblicazioni e cataloghi Nenzioni G., Fra natura e storia: un esempio di ecomuseo dell’area dei gessi bolognesi, in Archeologia e Ambiente, Atti del Convegno internazionale, Forlì 1999, pp. 373-377.

Pubblicazioni e cataloghi Lenzi F., Nenzioni G. (a cura di), Lettere di pietra. I depositi pleistocenici del margine appenninico bolognese. Sedimenti, industrie fauna, Bologna, 1996.

Pubblicazioni e cataloghi Nenzioni G., Il Museo Archeologico "L. Donini", in Romani W. ( a cura di), S. Lazzaro di Savena, la storia, l'ambiente, la cultura, Bologna 1992, pp. 491-493.

Pubblicazioni e cataloghi Lenzi F., Nenzioni G. ( a cura di), Il tempo e la natura. Culture e insediamenti preistorici nella zona dei Gessi, Bologna, 1991.

Pubblicazioni e cataloghi Lenzi F., Dal Paleolitico al Neolitico. Viaggio attraverso gli strumenti della preistoria, Bologna, 1991.

Pubblicazioni e cataloghi Lenzi F., Nenzioni G., Peretto C. ( a cura di), Materiali e documenti per un Museo della preistoria. San Lazzaro di Savena e il suo territorio, Bologna, 1985.

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Dove si trova

Via F.lli Canova, 49
San Lazzaro di Savena (BO)
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