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056
056

Botaurus stellaris

056
056
Via Rivaletto, 25 – Ravenna (RA)
Collezione Alfredo Brandolini
Aves
Ciconiiformes
Ardeidae

cm 55(a) 18(la) 53(lu)

n. 56

"scarso in autunno, meno in primavera. Svernava nelle nostre paludi. Il 30 Aprile 1903 il Dott. Pietro Grandi trovò un nido di tarabuso nella Valle Standiana e allevò i piccoli. Nella primavera del 1908 nidificò nella Valletta Bastogi presso Mandriole. Dal 1931 una piccola colonia nidifica ogni anno nella riserva dei conti Mangelli a Primaro. Un ripasso eccezionalmente abbondante si verificò nelle valli del ravennate da metà ottobre a metà novembre del 1945"
Il nome Botaurus è in relazione al suo verso, profondo, cupo, che assomiglia vagamente a un lontano muggito e che può essere udito, secondo alcuni, da chilometri di distanza. In che modo emetta questo caratteristico verso non sembra essere ancora ben chiaro e diverse sono le ipotesi.
Il nome dialettale Tarabùs vuole che ciò avvenga infilando il becco in un buco del terreno. Ma Francesco Giannini nella "Storia delle pinete ravennati" osserva che "è falsa la redenza ch'egli insinuando il rostro dentro la terra quella voce metta, che fu creduta non molto diversa da un continuo mugghiare". Tuttavia il Martorelli negli "Uccelli d'Italia" riporta l'asserzione che egli introduca il becco nell'acqua e la faccia gorgogliare in modo particolare. Anche il Doderlein nell'"Avifauna del modenese e della Sicilia" dice "tuffando il becco nell'acqua emette il cupo grido".
Ecco però la descrizione che si trova nel "the handbook of british birds" di Witherby, Jourdain, Ticehurst, Tuker: "Durante la aspirazione la testa è spinta in fuori orizzontalmente e tutto il corpo vibra nel prendere fiato, quindi per emettere il verso (boom), testa e collo sono sollevati quasi perpendicolarmente."
Non è esatto come dice l'Arrigoni degli Oddi nella "Ornitologia Italiana" e l'Imparati nella Avifauna ravennate" che questo verso sia emesso solo di notte: io stesso l'ho udito più volte in pieno giorno tra le canne della Colmata del Lamone. L'altro nome dialettale Gapòn d'vall sembra riferirsi alla bontà delle sue carni, che secondo alcuni avrebbero un sapore assolutamente diverso da quello degli Aironi, ma che dalla maggioranza sono ritenute immangiabili." cit. 'Gli uccelli del museo Brandolini' – Azelio Ortali-

Bibliografia Ortali A.
Gli uccelli del museo Brandolini
Imola
Grafiche Galeati
1974
40

Altre informazioni Luogo di raccolta:
Europa – Italia – Emilia-Romagna – Primaro

Cartellini/etichetta:
Tarabuso
Bittern
Botaurus stellaris
Primaro
17/03/1912
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