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prima dell'intervento
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La scultura all'arrivo in laboratorio nella cassa predisposta per il trasporto
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particolari del degrado
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radiografia
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pulitura della superficie
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consolidamento eseguito tramite iniezioni
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integrazione del basamento
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basamento prima dell'integrazione
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dopo il restauro
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Restauro di una scultura

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La scultura all'arrivo in laboratorio nella cassa predisposta per il trasporto
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particolari del degrado
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Faenza

Descrizione dell’intervento:
La rimozione dei depositi di polvere e delle macchie giallastre è stata eseguita con impacchi assorbenti in silice micronizzata a base di EDTA al 3% in acqua distillata.
Per asportare invece le colature e le macchie di colore più scuro sono stati utilizzati blandi solventi opportunamente testati.
Le stuccature ingiallite sono state rimosse a bisturi e le crepe sono state nuovamente stuccate con gesso alabastrino.
Dopo la pulitura si è proceduto con il consolidamento del manufatto, eseguito iniettando resina epossidica (Araldite AW 106) direttamente nelle fessurazioni presenti nelle gambe del personaggio, mentre nella zona di attaccatura tra le gambe e il busto è stata iniettata malta idraulica premiscelata (PLM A). Sulle macchie di impossibile rimozione, come quelle causate dall'ossido di ferro, si è optato per un abbassamento di tono con pigmentazione a tempera.

Materia e tecnica
Beni restaurati

Oggetto: scultura
Soggetto: Ritratto della bambina Titti Papini
Autore: Rambelli Domenico

PatER