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004523
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ornamento personale

004523
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Via Manzoni, 4 – Bologna (BO)

ornamento personale

abbigliamento e ornamenti del corpo

Asia sudoccidentale

Asia sudoccidentale

metallo modellatura a stampo

oro laminatura

pasta vitrea

cm
16 (a) 63 (l)
sec. XIX ultimo quarto

n. 3618

Collana articolata, composta da una doppia fila di elementi rettangolari in argento, a cui sono state sovrapposte lamine dorate decorate a punzone, tenuti insieme da maglie in argento che uniscono anche gli elementi presenti inferiormente di foggia lanceolata, anch'essi disposti su due file, diverse tra loro poiché una fila presenta la stessa laminatura dorata di cui sopra, mentre l'altra solo inserzioni fitomorfe punzonate su dischetti dorati circolari. Sono inoltre fissati alle maglie due ciondoli a forma di fiore realizzati tramite l'applicazione di pietre vitree blu e topazi finti, intervallati da lamine dorate, su una base in argento. Al centro del manufatto, infine, un #tawiz# quadrato, ovvero un amuleto contenente alcuni versi del Corano, decorato a punzone con ornamentazione fitomorfa.

Funzione: ornamento personale

Accessorio femminile.

Acquistato nel bazar di Kabul, il manufatto ricorda molto alcuni gioielli simili di area culturale iranica. Ciò non stupisce poiché le tecniche proprie delle arti decorative, così come quelle utilizzate per plasmare le ceramiche, sono comuni nell'area dell'Asia sud-occidentale e centrale. La presenza del #tawiz# d'altronde, rimanda al concetto più consono di arte islamica, che trova migliore applicazione rispetto a una attribuzione determinata dai confini degli stati nazionali, non sempre appropriata nel caso dei beni demoetnoantropologici.Il nucleo donato da Gabriele Romiti al Museo Civico Medievale di Bologna si presenta omogeneo per provenienza, i manufatti provengono infatti essenzialmente dall'Asia centro-meridionale, ma piuttosto eterogeneo per composizione. Sono infatti presenti gioielli, armi, strumenti musicali, e oggetti di uso comune originari di Afghanistan, India e Himalaya. Per quanto concerne i gioielli risulta piuttosto evidente la rassomiglianza di molti pezzi con quanto è stato esposto nella mostra 'Monili dell'Asia', organizzata nel 1963 a Roma dall'Istituto Italiano per il Medio e l'Estremo Oriente. La donazione, che in realtà sarebbe potuta essere più cospicua per ammissione dello stesso collezionista, fu il frutto di una cernita effettuata da due docenti universitari, fra i quali si ricorda Giovanni Verardi, inviati a compiere la scelta dal direttore del Museo Medievale del tempo, Dott. Cavalli (1987).

Bibliografia Scerrato U./ Taddei M.
Mostra di Monili dell’Asia. Dal Caspio all’Himalaya
Roma
IsMEO
1963
p. 25, p. 84

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