Cerca nel catalogo PatER

location_on

Ricerca avanzata

004533
004533

statua

004533
004533
Via Manzoni, 4 – Bologna (BO)

statua

Asia orientale

ambito Asia Orientale

bronzo fusione a stampo

cm
19,4 (a) 12,2 (la)
1900 ante

n. 3231

Idolo incoronato in posizione seduta e a mani giunte, privo di piedistallo.

Funzione: adorazione religiosa

La statua rappresenta una figura divina, quasi certamente il buddha Vairochana, seduta nella posizione del loto, #padmasana#. Le mani giunte con gli indici puntati verso l'alto determinano la cosiddetta #uttarabodhi-mudra#, o gesto della suprema illuminazione. La corona, presenta su ognuna delle sue punte un'immagine dei cinque Buddha trascendenti, #dhyani-buddha#.

La statua entrò a far parte delle raccolte del Museo Indiano di Francesco Pullè, nel 1908, quando il Comune di Bologna acquistò la raccolta di statue buddhiste appartenute alla famiglia Pellegrinelli, di cui non si ha notizia. Fin da subito fu esposta nelle stanze del Museo, nella galleria riservata alla storia delle religioni sino-giapponesi. La statua parrebbe essere stata identificata nelle lettere che accompagnarono l'acquisizione come "Buddha nel Nirvana". La collezione orientale fu raccolta nel 1902-1903 dal professor Francesco Lorenzo Pullé, docente di sanscrito dell'ateneo bolognese, durante il viaggio di ritorno dall'Indocina, dove Pullé si era recato per partecipare al XIV Congresso Internazionale degli orientalisti, tenutosi presso l'appena sorta École Française d'Extrême-Orient, presso la quale egli rappresentava ufficialmente l'Italia, insieme al sinologo Ludovico Nocentini. Durante l'anno accademico 1907-1908 Pullé fondò il "Museo di Etnografia Indiana", che fu aperto nelle stanze del Palazzo dell'Archiginnasio assegnate come appartamento al bibliotecario – e rimaste vuote in quegli anni. Aggregato come sezione al Gabinetto di Glottologia dell'Università di Bologna, il museo, sorto sul modello del Museo Indiano di Firenze di Angelo De Gubernatis, fu chiuso nel 1935 alla morte di Pullé. Oltre alla collezione raccolta da Francesco Pullé in India, negli anni di attività del museo furono acquisiti manufatti tramite il lascito al Comune da parte di Agostino Sieri Pepoli, negli anni venti, e ancora prima, nel 1908, grazie all'acquisto di statue budhiste dalla signora Pellegrinelli.

Bibliografia Ricca F. (a cura di)
Arte buddhista tibetana dei demoni dell’Himalaya
Milano
Mondadori Electa
2004

Bibliografia Villa L.
I volti del Buddha dal perduto Museo Indiano di Bologna
Bologna
Bonomo
2018

PatER