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Vasarely Victor

Pécs (H), 1906 1997

pittore/ grafico

Note biografiche
È stato il fondatore del movimento artistico dell'Op art, sviluppatosi negli anni 1960 e 1970 e, insieme a Bridget Riley, il principale esponente.
Nel 1930, dopo aver transitato per breve tempo attorno al De Stijl, si trasferisce a Parigi, il centro dell'arte di quell'epoca. Fino la 1939 si dedica completamente al suo lavoro di artista pubblicitario. Intanto continua (senza né esporre né mostrare i suoi quadri) a studiare, sperimentando gli effetti ottici nella grafica, creando singolari rappresentazioni di zebre ed altri animali con contrasti tra il bianco e il nero. Nel 1944 la galleria Denis René dedica una grande personale a Vasarely.
Dal 1950 si sviluppa la Optical Art, detta Op-Art, e Vasarely si dichiara appartenente a quel movimento, avendo praticato altri studi sulla cinetica del bianco e del nero.
Gli anni sessanta e settanta sono stati il periodo più produttivo di Vasarely dal punto di vista artistico e culturale. Le due mostre, la prima nel 1965 al MOMA (Museum Of Modern Art) di New York intitolata "The Responsive Eye" e la seconda nel 1967, al Musée del'Art Moderne de la Ville de Paris, con il titolo di "Lumière et Mouvement", non hanno fatto che accrescere la sua fama, conferendogli l'immagine di artista enigmatico, da scoprire fino all'ultima "trasposizione geometrica", come le definiva lui.

Premi:
Durante la sua lunga carriera, Vasarely ha ottenuto numerosi riconoscimenti:
1964: Premio Guggenheim;
1970: Ordine a Cavaliere della Legion d'Onore Francese
Art Critics Prize, Brussels.
Medaglia d'oro della Triennale di Milano.

Bibliografia Victor Vasarelym, Triennale Bovisa, Milano, 4 ottobre 2007-27 gennaio 2008, Andrea Busto, Cristiano Isnardi, Poggibonsi, C. Cambi, 2007.

Victor Vasarely, 1906-1997, la pura visione, Magdalena Holzhey, Köln, Taschen, 2005.

Victor Vasarely, Italo Mussa, Firenze, Sansoni, 1980.

34. Concorso internazionale della ceramica d'arte contemporanea, Faenza, 25 luglio-3 ottobre 1976, Faenza, Comune, 1976, p. 129.

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