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Bologna

Nuova sistemazione di piazza Santo Stefano

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piazza Santo Stefano – Bologna (BO)

Caccia Dominioni Luigi (progetto)

1913/ 2016

Notizie storiche: progetto e costruzione

Il programma per la riqualificazione di vari ambiti della città, coordinato dalla Commissione Arredo Urbano del Comune di Bologna, viene avviato alla fine degli anni Ottanta con alcune ipotesi di riassetto di varie entità. Dino Gavina, consulente della Commissione, propone di incaricare l’architetto Luigi Caccia Dominioni per affidargli, tra i vari temi individuati, lo studio per la sistemazione della piazzetta della Vita, di fronte alla chiesa di Santa Maria della Vita in via Clavature. In occasione di uno dei primi sopralluoghi, Gavina lo conduce in Piazza Santo Stefano dove erano in corso lavori sulle reti tecnologiche interrate. Il commento di Caccia Dominioni “Finalmente la piazza viene messa a posto!” fa maturare in modo del tutto inaspettato l’idea di affrontare concretamente il riassetto della piazza, affidandone lo studio all’architetto milanese. Gavina scrive una lettera al Sindaco Renzo Imbeni che riceve un immediato riscontro. Nasce così, in un tempo assai stretto, il progetto di massima che viene approvato da Comune e Soprintendenza e poi eseguito a cura dell’ufficio Centro Storico comunale, seppure con alcuni discostamenti dalle linee progettuali definite da Caccia Dominioni. La piazza è inaugurata il 6 giugno 1991.
Ll’intervento parte dall’eliminazione del precedente spazio del sagrato realizzato nel 1934, che, a causa del suo interramento, interrompe la continuità dell’assetto della piazza. In seguito si procede a un ridisegno della pavimentazione e dell’arredo urbano, basato sull’individuazione delle visuali prospettiche della piazza, connotata dalla caratteristica conformazione ad “imbuto” delle vie Santa Gerusalemme e S.Stefano, così come erano visibili in epoca rinascimentale, prima che i lavori di inizio novecento ne alterassero la percezione.
La piazza assume l’aspetto di un catino il cui sprofondamento accentua la percezione delle architetture che lo circondano, in particolare delle monumentali Sette Chiese che fanno da quinta di fondo. La pavimentazione, progettata per sottolineare le molteplici direzionalità visive dello spazio urbano, presenta i segni dei percorsi di attraversamento in granito grigio chiaro delle cave della Sardegna, così come il sagrato della chiesa, ridisegnato al suolo senza dislivelli. Alla confluenza delle vie era prevista la messe in opera di una lente in marmo verde, poi non realizzata. La pavimentazione che corre parallelamente ai portici, è in ciottoli di color grigio-alabastro delle Alpi Apuane.

Dove si trova

piazza Santo Stefano

Bologna

(BO)

PatER