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Caccia Dominioni Luigi

Milano (MI), 1913 – Milano (MI), 2016

architetto

Note biografiche
Nasce a Milano nel 1913. Nel 1931 si iscrive alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, dove si laurea nel 1936 e nello stesso anno inizia l’attività professionale a Venezia con i fratelli Livio e Piergiacomo Castiglioni. Insieme ai colleghi si sente stimolato ad affrontare sia tematiche inerenti il design dell’oggetto d’uso quotidiano e l’architettura di interni, sia la progettazione industriale e la partecipazione a mostre e manifestazioni. In questi anni infatti partecipa a diverse Triennali di Milano oltre ad alcuni importanti concorsi, dove presenta significative soluzioni innovative. L’intensa attività si fa inevitabilmente discontinua a causa del servizio militare e del richiamo alle armi durante la guerra negli anni 1941-1943. Al rientro dal fronte apre un proprio studio professionale in uno degli appartamenti della storica dimora di famiglia a Milano. Negli anni Cinquanta fonda la ditta Azucena dove, insieme a Ignazio Gardella e Corrado Corradi dell’Acqua, produce artigianalmente i disegni dei suoi mobili e oggetti, che diventeranno dei “classici” del design, esposti nei più importanti musei mondiali.
Alla base della filosofia progettuale di Luigi Caccia Dominioni si trova un rigore espressivo, però flessibile per adattarsi ad ogni esigenza concreta dell’uso degli spazi. Gli anni del dopoguerra lo vedono impegnato in diversi progetti di edilizia urbana a Milano, tra i quali si ricorda: la casa di famiglia in piazza Sant'Ambrogio, (1947-50), gli edifici residenziali in via Nievo (1955), via Massena (1958-63) e via XX Settembre (1958-64), piazza Carbonari (1960-61), corso Monforte (1963-64), gli uffici Loro Parisini (1951-57), le cinque sedi per uffici in corso Europa (1953-59, 1963-66), la ristrutturazione interna della Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana (1966) e il raccordo tra la chiesa di San Fedele e la Chase Manhattan Bank di piazza Meda (1969-70). Degne di nota sono anche la Chiesa di San Biagio a Monza (1968), le chiese di Arenzano (1968) e di San Giuseppe a Morbegno (1988-1993), i grandi complessi residenziali di Milano San Felice (1967-1975, in collaborazione con Vico Magistretti), i complessi di Garbagnate e di via Mangolfa (1991-1996).
Trascorre dal 1975 al 1982 un periodo nel Principato di Monaco, dove lascia traccia di sé con la realizzazione dell’edificio residenziale Parc Saint Roman. Al 1989 risalgono l’importante progetto per la sistemazione di Piazza Santo Stefano a Bologna e lo studio per la pedonalizzazione all’interno della Fiera di Milano. Parallela all’attività di progettazione, sarà l’altrettanto longeva attività di designer, poichè a partire dagli anni Cinquanta, produrrà oggetti rimasti tra i caposaldi della storia del design, tra cui la Poltrona Catilina, il piccolo mobile Casaccia, il divano e la poltrona Toro, la maniglia Cristallo.

Bibliografia L. Costamagna, A. Rota, Il microurbanismo di Caccia Dominioni , 2016. Raccolta fotografica: https://issuu.com/luigi.c911/docs/il_microurbanismo_di_caccia_dominio consultato il 05/02/2020
M. A. Crippa, Luigi Caccia Dominioni: flussi, spazi e architettura, Testo&Immagine, Torino 1995
Luigi Caccia Dominioni. Case e cose da abitare: stile di Caccia, a cura di Fulvio Irace e Paola Marini; fotografie di Gabriele Basilico, Marzilio, Venezia 2002
A. Gavazzi, M. Ghilotti, Luigi Caccia Dominioni: spazio sacro e architettura, Bononia University Press, Bologna 2015

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