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9762
9762

vaso

9762
9762
Viale Baccarini, 19 – Faenza (RA)

fornace della provincia di Jiangxi, Cina

vaso

porcellana con coperta
cm
22(a) 12(d)
Base, diametro, 6.2; orlo, diametro, 2.4
secc. XIX/ XX (1800 – 1911)

n. 9762

Vaso a corpo globulare su piede ad anello, con alto collo cilindrico, forma nota nella tradizionale nomenclatura tipologica cinese come biqi ping (bottiglia “a castagna d’acqua”). Il vaso è interamente rivestito da una lucida coperta alcalino-calcarea all’ossido di rame, il cui colore sfuma dal rosso cupo al bianco, dal basso verso l'alto. Il labbro è sottolineato da un bordo dorato.

Questo tipo di rivestimento, noto in Europa come sang de boeuf e in Cina come langyao, è frutto della riscoperta, nel XVIII secolo, di una tecnica la cui origine risale al periodo Ming (1368-1644). Già nel XIV secolo era noto il rosso prodotto dal protossido di rame sotto coperta, e alcune ciotole sacrificali monocrome in rosso luminoso risalgono al regno dell'imperatore Xuande (1426-1435). L'ossido colorante era miscelato al fluido della coperta, oppure steso direttamente sul corpo ceramico prima dell'applicazione del fluido vetroso. Il manufatto così preparato era sottoposto a monocottura “a grande fuoco”. Le gradazioni cromatiche, dovute ad un processo di riduzione dell'ossido, potevano variare dal rosso brillante (xianhong) al più scuro rosso rubino (baoshihong).Bisogna attendere il regno dell'imperatore Kangxi (1662-1722) per incontrare l'autentico “rosso nella coperta”. In questo periodo furono prodotte porcellane monocrome molto luminose, con varie gradazioni di tonalità di rosso, ottenute però con un procedimento differente rispetto a quello del XV secolo. Sul corpo in biscuit, più pesante e spesso di quello dei manufatti di epoca Ming, era stesa la coperta con l'ossido di rame, a cui ne seguiva una completamente trasparente. Il vaso era quindi sottoposto ad una seconda cottura a temperature molto elevate, tra i 1350°-1400° C. La coperta rossa colava facilmente verso il basso durante la cottura, così da apparire sottile sull'orlo, e molto spessa alla base, dove si raccoglieva senza gocciolare al di sotto. Le striature e gli effetti flambé che alcune porcellane presentano erano dovuti a differenti concentrazioni dell'ossido di rame e all'alterazione dell'atmosfera, riduzione-ossidazione, in cottura. In Europa, la porcellana langyao della dinastia Qing era particolarmente apprezzata per la sua brillantezza e vivacità, e veniva, per questo motivo, imitata in alcune manifatture, soprattutto in quelle di Sevrès in Francia.

Bibliografia Ciarla R./ Rispoli F. (a cura di)
Guida alla sezione Estremo Oriente. Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Catenanuova
Ediemme Gruppo Editoriale
2012
p.27,n.3

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