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piatto

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Viale Baccarini, 19 – Faenza (RA)

produzione di Iznik, Turchia

piatto

faenza silicea dipinta/ invetriata
cm.
5.5(a) 30.5(d)
sec. XVII (1650 – 1699)

n. 6306

Piatto con breve tesa a orlo semplice.
Il cavetto è ornato con il motivo "a quattro fiori": da un un cespo centrale si diparte una lunga e sinuosa foglia "saz", che divide in due la composizione con tulipani, rose canine e garofani in blu, verde e rosso; lungo la tesa,rosette a cinque petali si alternano a boccioli fogliati. Sul retro elementi fitomorfi in verde e azzurro

Con il sultano Solimano il Magnifico (r. 1520-1566) Iznik, l’antica Nicea, diventò la sede della più importante manifattura dell’impero ottomano: i disegni erano creati nel laboratorio di corte e poi trasmessi ai numerosi artigiani. Molte le forme modellate: ciotole con o senza coperchio, bottiglie, boccali, bricchi, vasi e lampade da moschea. Verso la metà del XVI secolo la tavolozza si arricchisce di un caratteristico rosso, il “bolo armeno”, con tonalità dal corallo al mattone. I motivi decorativi sono vari e si dispongono o liberamente sulla superficie o simmetricamente rispetto ad un asse centrale o a raggiera. Tra gli ornati frequente quello a “quattro fiori” con tulipani, garofani, rose canine e giacinti e lunghe e sinuose foglie "saz", dal profilo seghettato. Il motivo della tesa, (per cui vd. anche MIC 21686) che si ritrova su prodotti della seconda metà del XVII secolo, è la versione semplificata delle raffinate decorazioni con rosette, tulipani, "cintamani" presenti sui piatti della seconda metà del XVI secolo.

Bibliografia Ravanelli Guidotti C.
Donazione Paolo Mereghi. Ceramiche europee ed orientali
Casalecchio di Reno
Grafis Edizioni
1987
p. 296 n. 181

Bibliografia Atasoy N./ Raby J.
Iznik. The Pottery of Ottoman Turkey
London
Alexandria Press
1989
pp. 231-232 nn. 406, 415, 418, 652, 657, 659