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004515
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bottone

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Via Manzoni, 4 – Bologna (BO)

bottone

abbigliamento e ornamenti del corpo

Asia sudoccidentale

Asia sudoccidentale

argento modellatura

oro laminatura/ modellatura a stampo

pasta vitrea incastonatura

12,5 (d)
sec. XX primo quarto

n. 3616

Bottone circolare in argento arricchito superficialmente da una lamina dorata, pietre vitree e piccoli turchesi, probabilmente finti. Il manufatto nel complessso simboleggia un fiore. Centralmente la lamina dorata è in rilievo rispetto alla superficie del bottone, e in mezzo presenta una pietra vitrea rossa incastonata, circondata da dodici piccoli turchesi. Dodici pietre vitree di diversi colori (rosso, blu, e verde) sono disposte tutt'intorno alla parte in rilievo. Altri dodici piccoli turchesi ornano il bordo esterno del bottone, mentre la lamina dorata reca decorazioni a sbalzo che rimandano alla forma dei petali di un fiore. Nel lato posteriore è posizionato un bottone circolare usato per fissare il manufatto ai vestiti.

Funzione: chiusura e decorazione

Accessorio femminile utilizzato per chiudere il colletto. Indossato da adolescenti, fanciulli e donne sposate.

I gioielli di ambito turkmeno hanno da sempre avuto significati peculiari, tanto da poter essere distinti per il loro utilizzo, spesso connesso al matrimonio. Tuttavia, nel corso del XX secolo, il senso a essi attribuibile è andato pressoché perduto in ragione della penetrazione di elementi culturali esterni. Perciò oggi è assai difficile assegnare il medesimo significato di un tempo. Il presente manufatto, in base all'esame dei pendenti, è uno dei più comuni tra le donne turkmene. Bottoni come questo di solito erano indossati in alto, sul colletto. Il nucleo donato da Gabriele Romiti al Museo Civico Medievale di Bologna si presenta omogeneo per provenienza, i manufatti provengono infatti essenzialmente dall'Asia centro-meridionale, ma piuttosto eterogeneo per composizione. Sono infatti presenti gioielli, armi, strumenti musicali, e oggetti di uso comune originari di Afghanistan, India e Himalaya. Per quanto concerne i gioielli risulta piuttosto evidente la rassomiglianza di molti pezzi con quanto è stato esposto nella mostra 'Monili dell'Asia', organizzata nel 1963 a Roma dall'Istituto Italiano per il Medio e l'Estremo Oriente. La donazione, che in realtà sarebbe potuta essere più cospicua per ammissione dello stesso collezionista, fu il frutto di una cernita effettuata da due docenti universitari, fra i quali si ricorda Giovanni Verardi, inviati a compiere la scelta dal direttore del Museo Medievale del tempo, Dott. Cavalli (1987).

Bibliografia Del Mare C./ Vidale M.
Il corallo nell’ornamento dell’Asia islamica dalla Turchia all’Uzbekistan
Napoli
Electa
2001

Bibliografia Scerrato U./ Taddei M.
Mostra di Monili dell’Asia. Dal Caspio all’Himalaya
Roma
IsMEO
1963
p. 22

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