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004513
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bottone

004513
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Via Manzoni, 4 – Bologna (BO)

bottone

abbigliamento e ornamenti del corpo

Asia sudoccidentale

Asia sudoccidentale

argento modellatura

oro laminatura/ modellatura a stampo

pasta vitrea incastonatura

10,2 (d)
sec. XX primo quarto

n. 3615

Bottone rotondo in argento con applicazione di lamine dorate a forma di semicerchio e di poligoni irregolari. Ogni lamina presenta piccole sfere in rilievo sulla superficie. Il manufatto è arricchito da un castone centrale rotondo con una pietra vitrea rossa e da una serie di diciasette pietre vitree ellittiche di vari colori (rosso, blu, verde, arancione) incastonate e disposte circolarmente in prossimità del bordo. Nel verso reca una protuberanza circolare per fissare il bottone alla veste.

Funzione: chiusura e decorazione

Accessorio femminile utilizzato per chiudere il colletto. Indossato da adolescenti, fanciulli e donne sposate.

I gioielli di ambito turkmeno hanno da sempre avuto significati peculiari, tanto da poter essere distinti per il loro utilizzo, spesso connesso al matrimonio. Tuttavia, nel corso del XX secolo, il senso a essi attribuibile è andato pressoché perduto in ragione della penetrazione di elementi culturali esterni. Perciò oggi è assai difficile assegnare il medesimo significato di un tempo. Il presente manufatto, in base all'esame dei pendenti, è uno dei più comuni tra le donne turkmene.Bottoni come questo di solito erano indossati in alto, sul colletto.Il nucleo donato da Gabriele Romiti al Museo Civico Medievale di Bologna si presenta omogeneo per provenienza, i manufatti provengono infatti essenzialmente dall'Asia centro-meridionale, ma piuttosto eterogeneo per composizione. Sono infatti presenti gioielli, armi, strumenti musicali, e oggetti di uso comune originari di Afghanistan, India e Himalaya. Per quanto concerne i gioielli risulta piuttosto evidente la rassomiglianza di molti pezzi con quanto è stato esposto nella mostra 'Monili dell'Asia', organizzata nel 1963 a Roma dall'Istituto Italiano per il Medio e l'Estremo Oriente. La donazione, che in realtà sarebbe potuta essere più cospicua per ammissione dello stesso collezionista, fu il frutto di una cernita effettuata da due docenti universitari, fra i quali si ricorda Giovanni Verardi, inviati a compiere la scelta dal direttore del Museo Medievale del tempo, Dott. Cavalli (1987).

Bibliografia Del Mare C./ Vidale M.
Il corallo nell’ornamento dell’Asia islamica dalla Turchia all’Uzbekistan
Napoli
Electa
2001

Bibliografia Scerrato U./ Taddei M.
Mostra di Monili dell’Asia. Dal Caspio all’Himalaya
Roma
IsMEO
1963
p. 22

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