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003680
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cestino

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Via Spallanzani, 1 – Reggio Emilia (RE)

cestino

[kete]

abbigliamento e ornamenti del corpo

Nuova Zelanda

produzione Nuova Zelanda

fibra vegetale taglio/ essiccazione/ intreccio/ cordatura/ legatura

18.8 ca. (a) 9 ca. (la)

Piccolo cestino derivante dai tradizionali "kete" della tradizione Maori, realizzati intrecciando le foglie secche della pianta del lino. Le fibre intrecciate venivano poi annodate fra loro (e così fissate) all'interno del bordo superiore che acquisiva in questo modo un andamento a zig zag. Presso le estremità laterali del cestino è stato annodato un cordino per la sospensione, realizzato sempre in fibre vegetali.

Funzione: contenitore

Il "kete" tradizionale veniva usato per trasportare cibo, effetti personali o tesori.

L'oggetto fa parte di un insieme di materiali provenienti dal Museo Nazionale di Antichità "Giovanni Mariotti" di Parma. La direzione del suddetto museo nel 1965, in fase di ristrutturazione dei locali, decise di dismettere la sezione etnografica e di donarla ad una scuola. L'allora direttore dei Civici Musei di Reggio Emilia, Giancarlo Ambrosetti, chiese ed ottenne la collezione che fu trasferita al Museo di Reggio Emilia il 16 ottobre 1968 e concessa in deposito, dietro richiesta dei Musei Civici di Reggio Emilia nel 1970. Questo nucleo di oggetti rappresenta la parte dei materiali parmensi che non trovarono collocazione nel nuovo ordinamento dei Museo Civici di Reggio Emilia e che sono tuttora custoditi nei depositi presso la galleria Parmeggiani. All'interno del cestino era presente un cartellino che lo attribuisce al "Museo Oreste Piletti". Di tale personaggio si conosce una lettera indirizzata al prof. Michele Rajna, dal 1903 professore ordinario di Astronomia e Direttore dell'Osservatorio Astronomico della Regia Università di Bologna. La lettera datata 9 Aprile 1906 proveniente da Parma ha come mittente Oreste Piletti qualificato come Agente d'Esportazione per l'America, Sud-Africa e Austral-Asia.

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