
abito teatrale
Cina (?)
fibra vegetale/ cotone
metallo
Abito teatrale.
L'abito potrebbe essere un dono ricevuto da Ermete Novelli durate una sua tournée. Non siamo riusciti a risalire, tramite i suoi biografi, a un'occasione plausibile in cui questo scambio possa aver avuto luogo. È lecito pensare che si tratti sì di un abito teatrale, ma non di produzione cinese: potrebbe venire da un'opera orientaleggiante, come la Turandot, e il donatore potrebbe essere Beniamino Gigli, amico intimo del Novelli. L'abito rivela uno studio non superficiale dell'iconografia cinese, ma l'organizzazione dei simboli non sembra di mano autoctona. Le esposizioni universali antecedenti la Grande Guerra contribuirono alla diffusione dell'iconografia asiatica fra gli ambienti teatrali. In ogni caso il Novelli morì nel 1917, quindi il costume risale presumibilmente alla fine dell'Ottocento – inizi del Novecento.Il Museo d'Arte Cinese di Parma ha un costume teatrale che può risultare d'utilissimo confronto. È attualmente in restauro.Anche il Museo dei Popoli e delle Culture di Milano conserva tre pezzi splendidi, 1.224, 1.225 e 1.226 che possono costituire un paragone stimolante: un personaggio maschile e due femminili del teatro classico, risalenti al XIX secolo, dinastia Qing, in creta dipinta, h 0,47 m, opere nello stile dei forni di Shiwan, nella Cina meridionale. Lo stile dettò moda in altri forni della Cina meridionale, e da lì decollò poi per via marittima in tutta l'Asia. Le statuette sono in creta grigia, dipinta con colori a freddo stesi su un'invetriatura camoscio-giallognola, volta a simulare la doratura. Occhi e sopraccigli sono dipinti a pennello.Edna Giannini Novelli, definita nell'atto notarile di donazione "comparente" di Ermete Novelli, attore di fama mondiale, donò quest'abito al Comune di Forlì il 29 giugno 1982 (come da allegato A al n. 183941 di rep. E n. 11692 di racc.). Il Novelli (5 maggio 1851 – Napoli 29.1.1919) era nato a Lucca, ma a Rimini rilanciò l'attività del teatro Arena, oggi a lui dedicato: ecco perché al mondo culturale romagnolo è cara la sua memoria.Edna era la figlia di Ermete nata nel 1909, quando l'Artista aveva 58 anni.Come in altri casi, la definizione e datazione del pezzo è lasciata alla testimonianza della stessa donatrice.Alla voce 4 di tale atto, l'abito viene definito un "eccezionale costume di produzione cinese del '700 in pura seta, interamente ricamato in seta pura ed in filo d'oro zecchino e con applicazione di centinaia di specchietti, foderato di rosso (consta anche di cosciale analogo) in ottimo stato di conservazione del valore di 4.000.000 Lit.", su 10.000.000 Lit dell'intera donazione.
Bibliografia
Le japonisme: Galeries nationales du Grand Palais
Paris
Ministere de la culture et de la communication; Editions de la Reunion des musees nationaux
1988
Bibliografia
Pavia E. (a cura di)
Ritratti dalla Cina imperiale
Torino
P&P international design
2004